Emma alla Oxford Union: «Sono una ragazza normale»

Appena sedicenne, Emma Watson è stata invitata a tenere un discorso alla Oxford Union, “la più prestigiosa società di dibattito al mondo”, come recita il loro sito.



Oxford Union Speech – 12 Novembre LQ

Abbiamo solo foto amatoriali e un video di qualità bassissima.

Per fortuna, un utente di The Leaky Cauldron era presente e ha pubblicato un resoconto!

“Sono una ragazza normale e sono andata ad una scuola normale.”

Emma Watson ha esordito così, mentre aveva davanti a lei alcuni degli allievi più intelligenti nel Regno Unito.
Il discorso della Watson alla Oxford Union mette a fuoco la sua breve carriera a cominciare dall’inizio, definendosi una ragazza di 16 anni alla quale è successo qualcosa di veramente speciale.
Emma ha detto che il suo sogno di ragazzina era semplicemente di fare l’attrice, e quale occasione migliore che essere in una delle pellicole più grandi di tutti i tempi?
Il suo racconto passa poi al giorno del casting: era l’ora di pranzo di un giovedì, e il team di selezionatori è andato nella sua scuola ed ha chiesto di poter fare un casting tra le ragazze intorno ai 15 anni, alla ricerca del volto giusto per la parte di Hermione.

“Non ho mai desiderato qualcosa così tanto nella mia vita” – ha detto Emma – “ed ho atteso i risultati per mesi che mi sono sembrati infiniti!” Quando ha saputo di essere stata scelta, ha gridato dalla felicità.

In totale sono state circa 35’000 le persone, sia davanti che dietro l’obbiettivo, usate per girare il film, quindi non c’è da meravigliarsi sentendola dire che il suo primo giorno di lavoro si è sentita intimidita dall’enorme massa di persone che erano presenti sul set.

La sua mascotte era il suo criceto Milly, che descrive come sua confidente nei momenti duri. Ad esempio come quando lavorava 4 ore e mezza al giorno (il massimo consentito per i minori in Gran Bretagna), dalle 18:30 fino alle 22:30 dopo un’intera giornata a scuola; tanto lavoro per poi tirare fuori solo qualche minuto del film. E mentre i ragazzi crescevano di 4 pollici durante il film, Emma perdeva anche i denti da latte costringendo il dentista presente nello staff a riempirle i vuoti per poter dare continuità alle riprese…

“Si, era davvero stancante, ma quasi non me ne accorgevo per quanto ero eccitata”
ha detto l’attrice.

Emma ha detto che essere un attore ti fa credere molto in te stesso. E al contrario del suo personaggio ammette che ci sono voluti tre anni per superare la sua vanità e trasformarsi in una vera Hermione. All’inizio temeva persino di essere presa in giro per i maglioni di lana che indossava quando impersonava Hermione, convinta che la facessero sembrare ridicola. Poi alla fine ci ha fatto il callo e indossarli le è finalmente riuscito naturale, calandosi così definitivamente nel ruolo.

Ad Emma piace imparare, come ha sottolineato più di volte durante la serata. Identifica quindi i registi differenti con cui ha lavorato, schedandoli per che cosa gli hanno insegnato.
Alfonso Cuaron le ha insegnato tante cose sulla bellezza.
Mike Newell le ha insegnato che il semplice recitare non era abbastanza, ma che bisognava imparare ad interpretare il personaggio.
Infine David Yates le ha insegnato ad aver fiducia nei propri mezzi.
Dopo cinque pellicole e la collaborazione con molti grandi registi ed attori, Emma dice di essere finamente riuscita ad imparare un po’ il mestiere.
Poi la Watson passa a descrivere un po’ di dettagli tecnici sulle riprese dei film: “Trovo le riprese in studio con lo schermo blu realmente difficile” dice la giovane attrice, “forse perché trovo deprimente essere circondata dal blu per tutto il tempo”, aggiungendo di trovare sicuramente più emozionanti le riprese sui set.

Gli ippopotami in movimento dietro i quadri magici appesi sulle pareti, le centinaia di dolci allineati sulle mensole di Mielandia che erano tutti commestibili. Nessuno conosce quante bacchette avesse Olivander, ma nella pellicola ci sono diciassettemila bacchette differenti e un totale di undicimila libri sono stati preparati per vari scopi dal personale sul set.

“La Warner Bros ha speso una fortuna in pubblicità” – ha detto la Watson – “tanto da fare di Harry Potter un fenomeno globale tale da farmi capire che se avessi voluto scappare non avrei saputo dove andare a nascondermi senza essere riconosciuta.”

Stima di aver fatto almeno 300 interviste in media per ogni nuovo film realizzato, e dice di essere stata infastidita dal fatto che a volte le persone sembravano trattarla come una cosa di loro proprietà. Lo dice senza l’amaro in bocca, però, come se la Watson capisse perfettamente che fa parte del lavoro di attrice anche questo, alla stregua delle scocciature come quella di essere sempre chiamata Hermione invece che Emnma.
E alla domanda sul se teme di essere ormai stata stereotipata, e quindi di essere conseguentemente impaurita dalla fine della serie di Harry Potter, risponde con un semplice ma significativo “Sì”.

Ha speso sei anni interpretando Hermione e dice che ormai non è più un sogno recitare, ma che ormai lo considera un lavoro.
“A volte sul set si fanno tante risate, ma spesso c’è anche tanto stress, e delle scene ti portano ad una esasperazione tale da sembrare di star per esplodere” dice candidamente la giovane attrice.

Seguendo il tipico stile oxfordiano, alla fine del suo discorso sono state poste ad Emma delle domande da parte dei presenti:
In primo luogo le è stato chiesto quanto sapeva del suo personaggio prima di impararne le peculiarità per ovvi motivi di copione.
Emma ha detto, con molta enfasi, che aveva già adorato i libri prima di essere scelta, quindi conosceva perfettamente il personaggio di Hermione.

Prima di iniziare le riprese Emma ha incontrato JK Rowling e le ha detto che il suo desiderio era di cercare di portare sullo schermo esattamente la Hermione creata dalla scrittrice, cosa risultata poi meno difficile del previsto visto che l’attrice si è scoperta molto simile al personaggio creato dalla Rowling trovando quindi molto facile impersonarla.
In particolare, proprio come il suo alter-ego sullo schermo, Emma ha detto di essere molto legata alla sua istruzione, e che è proprio per quello che alla vigilia dei suoi esami ha avuto qualche esitazione nell’accettare di girare il quinto film della saga.
“Mi sono seduta a tavolino con Yates e gli ho espresso le mie perplessità a riguardo” – dice l’attrice per confermare quanto ci tiene a non sottovalutare la scuola per seguire il suo lavoro di attrice. “Ma il regista si è dimostrato molto comprensivo con me, ha capito quanto tenessi alla mia istruzione e mi ha garantito che avrei avuto abbastanza tempo libero per prepararmi al meglio ai miei esami scolastici.”

Will Robertson ha chiesto ad Emma se ritiene di essere stata influenzata dal personaggio dei libri.
La risposta di Emma è stata che sa che Hermione è basato sulla Rowling stessa, e che comunque sì, ne è stata influenzata.
La Watson coglie l’opportunità dire che se avesse scritto lei i libri non avrebbe permesso che gli stessi fossero trasformati in film, e che è rimasta colpita da quanto invece la Rowling sia stata d’aiuto nella realizzazione delle pellicole.

Quando le viene chiesto cosa le piacerebbe che fosse vera tra le cose presenti nella storie di Harry Potter, Emma risponde senza dubbio che vorrebbe possedere un GiraTempo, l’oggetto che viene dato ad Hermione durante il terzo anno. Ma aggiunge anche che non lo userebbe per gli stessi scopi di Hermione, piuttosto lo vorrebbe per poter tornare indietro quando dice un qualcosa di sbagliato e rimettere così a posto le cose, pur capendo quanta responsabilità le darebbe possedere quell’oggetto.

La domanda successiva riguardava come è stato girare le scene del Ballo del Ceppo. Emma risponde che è stato emozionante e definitivamente il momento di maggior esaltazione della sua femminilità.
Certo non è stato semplice girare la scena, visto che c’erano centinaia di persone, 20.000 abiti fatti su misura ed un sacco di persone tutte con l’attenzione puntata su di lei; a quel calderone di pressione si aggiungevano i mille consigli che arrivavano dal regista sul come scendere le scale… Pressione forte tanto che ammette che al secondo tentativo di girare la scena è caduta per le scale. “Mi sono sentita davvero molto mortificata in quella situazione” ha detto la Watson.

Le chiedono se prima di diventare famosa aveva dei sogni. Lei risponde che ama la poesia, la lingua inglese e tutto quello che ne deriva, e che per questo le piaceva da sempre l’idea di recitare.
Il suo gusto preferito di gelato? Menta con gocce di cioccolato. Poi uno studente l’ha invitata a pranzo per la domenica successiva…

Alla domanda relativa a quali aspetti di Hermione le piacciono di più, Emma ha generalizzato ed ha ricordato alcune delle qualità più significative di Hermione.

“E’ una leader tra i ragazzi che la circondano, pur basandosi sul fascino e sul cervello e non sulla bellezza. Anche se Hermione è un po’ socialmente inetta, non è insoddisfatta di se stessa. La cosa più triste che una ragazza può fare a se stessa è sottomettersi per un ragazzo. Hermione non lo farebbe mai, per nessuno!”

Alla domanda su quale è stato il momento più magico vissuto durante le riprese ha risposto che di momenti magici ne ha davvero vissuti tanti. Tra gli altri ricorda quando ha visto la prima volta l’ingresso principale di Hogwarts tutta illuminata, e quando ha girato le prime scene relative all’Esercito di Silente. Due momenti davvero magici.

Emma Watson ha sempre detto che desidera sia la scuola che il suo mestiere di attrice, ed è così che vede il suo futuro. Desidera davvero tanto andare all’università, specialmente sapendo quanto è inaffidabile il mondo del cinema.
Le piacerebbe andare a vivere da sola quanto prima, per vedere come è vivere la propria vita insieme ai suoi amici e lontano dai genitori, parlando dei quali risponde dicendo che li adora e che, essendo entrambi laureati ad Oxford, e quindi intelligenti, sanno cos’è il meglio per la loro figlia.

Ad una specifica domanda Emma risponde che “Tutti i miei soldi sono stati messi via per il mio futuro, e sono bloccatissimi. Sono contenta di questo perchè non mi piace pensare ai soldi, e mi consente di vivere come una teenager normale…”

L’ultima domanda non può che essere sul suo futuro da attrice, ed in particolare se pensa riuscirà bene nel recitare in ruoli diversi da quelli di Hermione. Emma ci pensa un attimo e poi risponde: “Non lo so, è una domanda abbastanza complessa…” Spera che il talento e l’esperienza accumulata siano sufficienti a tirarla fuori dagli impicci in cui potrebbe trovarsi, dicendo di non disdegnare anche scenari diversi da quello cinematografico come ad esempio il teatro o… il circo!!

Il pubblico ride e scrosciano gli applausi mentre Emma Watson viene scortata fuori.

Traduzione di Lumos