Emma Watson su Vogue Italia: L’articolo + Il sondaggio

Questa è la pagina, con la firma di Leonardo Clausi, apparsa sul numero di Vogue Italia di Settembre assieme all’ormai celebre servizio fotografico.

Gli argomenti più ricorrenti sono la personalità di Emma e la sua carriera. A fine articolo, pronunciazione finale sul Settembre italiano di Emma. =)

E’ possibile entrare negli annali del cinema ad appena diciotto anni e con ancora tutta la carriera davanti a sè? A guardare Emma Watson, sembrerebbe proprio di sì. Classe 1990, protagonista della riduzione cinematografica della massima saga fantasy dei giorni nostri: quell'”Harry Potter” che verrà ricordato come il colpo di coda di una cultura popolare europea d’inizio millennio sempre più intasata di import statunitensi. Era il 1999 quando, a soli nove anni, superò il “provino dei provini” per ogni child actor e ottenne la parte dell’amica di Harry, la streghetta secchiona Hermione. Da allora sono passati nove anni e sei film tra i più visti degli ultimi lustri, baccio cinematografico della franchise letteraria più redditizia di tutti i tempi. Tra i tanti record dell’impresa, anche l’aver accompagnato le vite dei suoi protagonisti: se è vero che cinema e televisione lo hanno fatto molte altre volte, soprattutto con le soap operas, dove gli attori invecchiano con il loro pubblico e i loro personaggi, non era mai accaduto di vedere una serie cinematografica segnare vite e carriere dei suoi giovanissimi protagonisti allo stesso modi di “HP”.

Come spesso accade, nel discutere i “problemi” del mito della celebrità, si finisce preda del relativismo. Fama e denaro – indovinate un po’ – spesso portano guai e disfunzioni, soprattutto se ottenuti d’un colpo e troppo presto. Ne conviene anche Emma: “in un certo senso, è difficile crescere in un film. Ho vissuto sotto i riflettori in un periodo che invece dovrebbe essere pieno di apprendimento e di cambiamento. La gente ha la strana sensazione di conoscermi intimamente perché mi ha visto trasformarmi da bambina a donna, anche se soltanto attraverso uno schermo.” D’altro canto, il solido background della famiglia sembra averla dotata degli strumenti giusti per capitalizzare le sue esperienze e non lasciarsene sopraffare. Ama dipingere, disegnare e praticare sport. “Non vorrei mai cambiare la mia infanzia nell’industria dell’intrattenimento. Ho imparato molte cose, incontrato persone di altrettanti mondi differenti a vissuto esperienze incredibili. E’ stato un po’ diverso, ma mi va bene così.” Ne è proprio sicura? “In certi giorni mi capita di desiderare che la mia vita sia più semplice, ma il resto del tempo mi sento la ragazza più fortunata del mondo. In fin dei conti, chi ha una vita normale?” Se la englishness di “Harry Potter” si limita a poco più del passaporto dei suoi interpreti, Emma ha tutti i requisiti upper middle class del caso: i genitori avvocati, gli studi ad Oxford; perfino la nascita a Parigi, che ne he fa una creatura alquanto franglaise, sintesi di due culture storicamente rivali, ma in realtà innamorate l’una dell’altra. lei sembra consapevole dei tranelli della celebrità. “Non mi piace essere trattata diversamente dagli altri, non mi piace essere considerata una celebrity, non mi piace la parola né il significato che ha assunto. Per quel che mi riguarda, sono un’attrice.” Una che adora recitare e intrattenere, che trova il mestiere “interessante, catartico, spaventoso ed esaltante”, che vorrebbe lavorare con i suoi registi preferiti, Baz Luhrmann, Guillermo del Toro, Jean-Pierre Jeunet, e che per ora – “mai dire mai, ma sarei sopresa di trovarmi a vivere laggiù” – a trasferirsi a Los Angeles proprio non ci pensa. E’ una nuova Hermione quella che milioni di fan ritroveranno nel prossimo capitolo, “Harry Potter e il Principe Mezzosangue”: una giovane donna con il diritto di voto alla vigilia della sua ultima fatica (la serie si chiuderà nel 2009) nel ruolo che le ha dato la notorietà e che resterà la pietra miliare di una carriera. Pietra miliare che rischia di trasformarsi in lapide: staccarsi di dosso l’etichetta di Hermione sarà il compito più duro per l’Emma Watson post-Potter, ma, dato il carattere, c’è da scommettere che ne sarà capace. Nel suo personaggio, particolarmente caro all’autrice, J.K. Rowling, che ha detto di rispecchiarsi in lei da bambina, Emma ha messo molto di sè: “La mia lealtà, il mio malumore, la mia prepotenza, la mia voglia di imparare, il mio essere competitiva, la mia determinazione, la mia paura di trasgredire o trovarmi nei guai”. E se le si chiede che cosa significa per lei la fama, la risposta, “non ha senso per me, è il risultato del fare ciò che amo”, suona stranamente non retorica. In fondo, ci è nata dentro, al punto da considerarla una cosa naturale. Sui suoi gusti sembra non ci sia nulla da eccepire, almeno restando in territorio saga: “Il mio film preferito finora è stato Il Prigioniero di Azkaban, come anche il libro. Mi sono divertita a lavorare con Alfonso Cuaron, e avevo una gran bella parte”. Infatti era il capitolo diretto da un auteur e quello in cui Hermione ha un ruolo di primo piano. Né sorprende che Emma frema per aggiungere altro al suo cv, magari a teatro, quel teatro che poi è tutto il resto della sua esperienza di attrice (ha partecipato a rappresentazioni scolastiche, da bambina). “Si, mi piacerebbe. Ruoli lontani da Hermione, però”. Parlando dei suoi modelli di attrici di oggi e di ieri, colpiscono quelle che inserisce nella seconda categoria: fa un certo effetto, ma è ovvio che per una ragazza nata nel 1990 Julia Roberts (“Ho sempre voluto essere lei, da bambina. Il suo sorriso e la sua personalità di attrice sono magnetici”) sia un’icona del passato. L’elenco è interessante: “Emma Thompson, perché è un’attrice così intelligente, ammiro molto il fatto che sia lei a scrivere le sue sceneggiature. Goldie Hawn, perchè è divertente e per le sue capacità nello show business. Cate Blanchett, per l’interprete straordinaria che è, per la varietà della parti che ha sostenuto”. Discorso a parte per Natalie Portman, anche per le affinità bio-anagrafiche: “E’ andata all’università, e poi si sa gestire con tanta disinvoltura sotto i riflettori. Non ho idea di come ci riesca. Mi piacerebbe avere qualche consiglio da lei.” J.K. Rowling una volta ha detto che il casting di Hermione era perfettamente riuscito. Sarà anche perché Emma ha davvero molto in comune con il suo personaggio: “Se mi sento giù o stressata cerco di impegnarmi di più a scuola. Amo immergermi in un libro o in un film”. C’è qualcosa di più celestiale per le orecchie dei genitori di milioni di ammiratori di HP? Un migliore role model per i propri figli non si trova a nemmeno a cercarlo in mille anni.

by Leonardo Clausi.

E ora a noi. Concludiamo il sondaggio sull’opinione di Emma sulla Song a lei dedicata con la schiacciante vittoria de “Le piacerà, ma la cosa le susciterà anche un imbarazzo epocale, soprattutto nelle Interviste.” e apriamo quello sul servizio di Vogue:

Come vi è sembrata Emma nel servizio fotografico di Vogue Italia?

  • E' il photoshoot più bello tra quelli che ha fatto. Fantastica! (89%, 41 Votes)
  • L'ho trovata migliore in qualche altro precedente servizio. (11%, 5 Votes)

Votanti: 46

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  • Ale88 (Alessandra)

    Avevo comprato il giornale quindi l’articolo lo avevo letto, cmq ho votato “è il photoshoot + bello tra quelli k ha fatto. Fantastica!”….
    Ank se a dirla tutta m piacciono tutti i servizi fotografici dedicati a LEI!
    Questa volta ha un tocco in +, + matura! :D

  • Ele95

    quel photo-shop è magnifico, semplicemente straordinario. è davvero molto fotogenica, e ha un espressione fantastica. cmq sono d’accordo cn ale88. in quelle foto sembrava più matura

  • Simo

    siccome le sue migliori foto pe rme sono quelle prese dal caso e non i photo-shop ho votato contro anche se è un bellissimo servizio….bellissimo anche l’articolo

  • Fabio89

    bella intervista… ma anche belle le foto… non mi stanchero’ mai di ribadirlo

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