L’intervista di Interview + HQ Cover

Grazie a Lumos ecco la promessa traduzione italiana dell’articolo ed intervista di Derek Blasberg ad Emma Watson sul numero di Maggio di Interview Magazine, il tutto corredata dalla Cover in altà qualità (thanks to iheartwatson.net).

Derek Blasberg è un giornalista di moda newyorkese (senior editor di Vs Magazine e colonnista di style.com, tra l’altro) che, come capirete dall’articolo, conosce ed è amico di Emma da un po’: sono stati assieme alla settimana della moda parigina, e abbiamo potuto intuire (e ancora, lo si capisce benissimo in questo pezzo che state per leggere) come l’uomo sia abbastanza in confidenza con Miss Watson da avere anticipato (correttamente, ovvio) il suo viaggio immediatamente successivo nelle università americane. Il risultato di questa amicizia e confidenza è un’intervista ricchissima di inediti, spiritosa e divertente, decisamente casareccia, a tratti sognante e anche un po’ preoccupata.

Complimenti Derek, e grazie. =)

P.S. L’intervista non è nemmeno tutta: un’altra parte è ancora sulla rivista, il che è davvero una crudeltà. Proseguite e rendetevene conto da soli.

Emma Watson

di Derek Blasberg

Da quando il primo romanzo di Harry Potter è stato pubblicato nel 1997, milioni e milioni di persone hanno sognato di venir trasportate nel mondo potteriano. Ma quello che probabilmente non sanno è che, in realtà, si trova a poche miglia a nordovest dal centro di Londra – parte di una vecchia fabbrica aerea risalente alla II Guerra Mondiale, che è stata trasformata in un set chiamato “Leavesden Studios”. E’ qui che, come suo solito, siede Emma Watson, conosciuta da queste parti come Hermione Granger. E’ appollaiata su una sedia nella sua roulotte, facendo pranzo con delle patatine fritte mentre aspetta che la prossima scena sia pronta.

Per la Watson, la serie di audio-set, camerini e dipartimenti artistici – ovvero il Potterworld – nell’ultimo decennio ha rappresentato sia un posto di lavoro che una seconda casa. E’ stata scelta a nove anni per interpretare uno dei personaggi più amati della narrativa contemporanea e da allora ha recitato al fianco di Daniel Radcliffe (Harry Potter) e Rupert Grint (Ron Weasley) seguendo una tabella di marcia estenuante per dare ad un pubblico eccessivamente affamato e Potter-ossessionato gli otto film della saga.
E queste pellicole che hanno reso famosa la Watson non sono un semplice gioco da ragazzi. Possono essere decisamente oscure ed inquietanti. Per il personaggio della Watson questo ha significato l’evolversi da una ragazzina saccente in una eloquente giovane donna che vuole dare sempre il meglio, prende a pugni i “cattivi”, eppure è sempre angelica in un abito da sera rosa.

Se da una parte la Watson ha affidato i suoi anni della crescita al set nei Leavesden Studios, non sembra d’altro canto risentirsi dell’aver dovuto rinunciare a pigiama party, nightclubs e partite di football, per partecipare a prove, riprese e prime cinematografiche.
Anche se, ora che è finalmente adulta, la diciannovenne ha iniziato a fare di testa sua. Si è recentemente trasferita dalla casa dei genitori ad una casa bifamiliare a Londra, che divide con un’altra persona. La scelta della casa è stata fortemente influenzata dalla vicinanza al set.
La Watson ha inoltre sviluppato un interesse per la moda (Karl Lagerfeld, che l’ha recentemente fotografata per una rivista, è un suo fan) e sta considerando la possibilità di lasciare il Regno Unito per frequentare una scuola dell’Ivy League negli Stati Uniti. Ha persino dichiarato che la sua carriera d’attrice potrebbe finire insieme ad Harry Potter.

La vita dell’attrice sta improvvisamente uscendo dai binari, ma non sta decisamente cadendo a pezzi. Quella poca ingenuità che possiede riguarda più che altro il suo sentirsi celebre. Certo, nota i paparazzi fuori da un ristorante, ma è completamente all’oscuro dei vantaggi. Una volta mi ha chiesto se potessi trovarle un biglietto per una sfilata a Parigi. Non sapeva che il PR dello stilista la sarebbe venuta a prendere in elicottero, se avessero saputo del suo desiderio di vedere la sfilata.
Ho aspettato con lei che si liberasse un tavolo al suo ristorante messicano preferito a Covent Garden, Londra. L’ho accompagnata a concerti in club di Brooklyn che avevano come moquette lattine di birra vuote. E una volta abbiamo giocato a biliardo in un pub londinese frequentato da enormi, pelosi, uomini gay che indossavano copripantaloni di pelle.
Sembra essere altrettanto felice al di fuori del Potterworld come quando ne è al centro.
Come ci si aspetta, il suo programma giornaliero è meticolosamente pianifcato. Spesso viene chiamata sul set prima dell’alba, ed è Hermione per interi giorni che diventano intere settimane. Al contrario della maggior parte delle ragazze inglesi, la Watson non è mai stata ad un tradizionale incontro di football. Quindi, il giorno dopo la mia visita al Potterworld, abbiamo assistito ad una partita: Chelsea contro Manchester City. Dopo siamo tornate al suo appartamento, che è ai due piani superiori di una tipica casa londinese.
A dispetto della cena organizzata dall’attrice la sera prima, il posto è in ordine. La Watson ha preparato il the e del toast con la marmellata, e ci siamo sedute per parlare di Harry Potter, Hogwarts e via dicendo.

DEREK BLASBERG: Non posso credere che quello che abbiamo appena visto è stato il tuo primo incontro di football. Cosa hai fatto per tutta la vita?

EMMA WATSON: Oh, non saprei. Ho recitato in quei filmetti che nessuno ha mai sentito nominare. Giusto un paio di film indipendenti.

BLASBERG: E ho sentito che ieri sera hai organizzato la tua primissima cena. Come è andata?

WATSON: Beh, è stato un disastro. Non perchè io sia una terribile cuoca, ma perchè il tempo a disposizione era troppo poco. Sono riuscita a fare soltanto metà dello sformato – Cottage Pie, un piatto molto britannico a base di carne – così ho dovuto abbandonarlo.

BLASBERG: E’ stata una di quelle situazioni in cui vorresti avere una bacchetta magica?

WATSON: Oh, mio dio. Questa è la prima volta da quando ci conosciamo che ti sei ridotto a fare una pessima battuta su Harry Potter. Questo è un triste momento. Comunque sì, non avevo più tempo. Ieri sera è stato come essere su MasterChef nella mia cucina. Un’atmosfera molto stressante…

BLASBERG: Col sudore che ti scendeva dal naso e il respiro affannoso?

WATSON: Esattamente. Ma essendo una principiante che si avventura nell’intrattenimento degli ospiti, ho fatto centro.

BLASBERG: E’ stato proprio un fine settimana pieno di prime volte: prima cena, prima partita di football. Che altro?

WATSON: Prima volta che ho lavorato con Nick Knight (il fotografo). E’ una brava persona, molto inglese.

BLASBERG: Preferisci lavorare con un team di inglesi? Quando ti ho fatto visita sul set, la maggior parte delle persone era inglese.

WATSON: Beh, non dovrei dire che ho un regista preferito, non sarebbe molto diplomatico. Ma una delle persone con cui mi è piaciuto di più lavorare è stato Alfonso Cuarón [che ha diretto la Watson nel terzo film, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (2004)]. Ho una passione per i registi messicani. E adoro Guillermo del Toro ed Alejandro González Iñárritu.

BLASBERG: E’ per questo che sei andata in Messico qualche tempo fa?

WATSON: Ci sono andata perchè volevo viaggiare e avevo sentito parlare molto bene del paese. Non ho incontrato nessuno dei registi.

BLASBERG: Ovviamente no. Una ragazza in Messico significa spring break! Cancún, baby! Tequila al Señor Frogs!

WATSON: Quello è un posto davvero strano. A Cancún mi è sembrato di essere entrata in un film sugli adolescenti americani. Ci sono rimasta solo per due giorni – fortunatamente eravamo più interessati a vedere altre parti del Messico. Ma ero seriamente convinta che certe cose succedessero solo nei film.

BLASBERG: Quando frequentavo il liceo siamo andati in Messico per lo spring break, ed è stato surreale. Cose come gli sfigati della scuola che si iscrivono a gare di magliette bagnate, e i ragazzi più popolari che si divertono con le ragazze dark, segretamente facili.

WATSON: E’ così entusiasmante.

BLASBERG: Questo è quello che ti sei persa mentre giravi Harry Potter, Emma.

WATSON: Lo so, mi sento derubata. Ma Cancún non è di certo la mia preferita. Siamo andati a Ixtapa, dove si trovano le rovine. E’ una parte del paese molto bella e rilassata. Siamo andati a Mexico City, che è incredibile, ma decisamente pericolosa. Siamo stati felici di andarcene, alla fine. E siamo andati a Cuba – consiglierei a chiunque di andare a Cuba ora, perchè tra 10 anni sarà completamente diversa.

BLASBERG: Ti piace viaggiare?

WATSON: Sì, ed è in quest’area che i film mi hanno aiutato. Grazie ad Harry Potter ho girato il mondo. Probabilmente non sarei andata a New York così giovane, se non fosse stato per i film. Ero 11 anni e ricordo benissimo che era poco dopo l’11 settembre. Sono andata a ground zero, a vedere questa galleria che aveva le pareti piene di messaggi e disegni.

BLASBERG: E’ una cosa pesante per una ragazzina di 11 anni.

WATSON: Sì, lo è stato. Ricordo che uno dei produttori ha fatto un bel discorso mentre eravamo lì, dicendo che forse la ragione per la quale Harry Potter aveva tanto successo, specialmente in quel momento, era perchè la gente voleva essere distratta o trasportata in un altro mondo.

BLASBERG: Mi interessa in fatto che tu abbia iniziato questo viaggio a nove anni. Come sapevi dei libri?

WATSON: Mio padre me li leggeva prima di addormentarmi e durante i lunghi viaggi in macchina.

BLASBERG: Quindi ti sei semplicemente presentata ad un’audizione?

WATSON: No, non ci sono state audizioni aperte al pubblico. Hanno girato tutta l’Inghilterra per trovare gli attori, e non si sono limitati alle scuole di recitazione. Sono venuti alla mia scuola e hanno chiesto di mettere insieme un gruppo di 20 bambini di età compresa tra i 9 e i 12 anni. Mi hanno fotografata nella palestra della scuola e dopo tre settimane ho ricevuto una telefonata.

BLASBERG: Cosa è successo tra la foto in palestra e il primo giorno di riprese?

WATSON: E’ passato parecchio tempo – otto audizioni…

BLASBERG: Hai incontrato qualcuna delle altre bambine che aspiravano al ruolo?

WATSON: Sì! Non dirò il nome, ma c’era questa bambina che aveva già recitato in un film. Ricordo di essermi demoralizzata quando l’ho vista e ho pensato: “Ha già recitato in un film, e sa come fare una buona audizione. Non ho speranze.” Ancora peggio, una volta sono andata agli studios e lei era lì a giocare a carte con uno degli altri bambini che facevano l’audizione per Harry – non era Radcliffe. E ho pensato: “Oh, mio dio, sono già amici! Sicuramente non avrò la parte.” Ero davvero sconvolta.

BLASBERG: Scommetto che quei due ora tirano freccette alle vostre foto.

WATSON: E’ probabile. Ma volevo tantissimo avere la parte.

BLASBERG: Perchè? Volevi recitare ed essere famosa, oppure ti identificavi nel ruolo?

WATSON: Adoravo i libri – ero una grande fan. Sentivo semplicemente che la parte mi apparteneva. Lo so che suona folle, ma da quella prima audizione, l’ho sempre saputo. All’inizio nelle audizioni cercavano anche gli altri personaggi, ma io ho sempre saputo di andare lì per Hermione. Mi veniva naturale interpretarla. Forse a quel tempo le assomigliavo. Ovviamente tutto ciò terrorizzava i miei genitori – c’erano letteralmente migliaia e migliaia di bambine alle audizioni, e i miei genitori si preoccupavano della mia reazione se non avessi ottenuto la parte.

BLASBERG: Di certo pensavano “Cosa le compriamo se non ottiene la parte? Un pony?”

WATSON: Cercavano di farmi rimanere realistica, ma io non li ascoltavo. Questa è una storia carina: mio padre cucinò l’arrosto una domenica, e mi diede la forcella, e io ovviamente espressi il desiderio di avere la parte. Ho ancora l’osso di sopra, nel mio porta gioie.

BLASBERG: E’ stato un portafortuna decisamente valido. E ora non lavori soltanto nel cinema, sei diventata amica di Karl Lagerfeld. Come va la vostra amicizia?

WATSON: Avevo già incontrato Karl a qualche festa durante la quale non potevamo parlare molto. Ma questo è stato il realizzarsi di un sogno. Abbiamo passato tutta la giornata insieme, e possiamo parlare di tutto: arte, letteratura, scienza, cultura moderna. Mi ha completamente sedotto. Mi sento viziata a passare così tanto tempo in sua compagnia.

BLASBERG: Ora che hai accumulato un pò di denaro, lo stai spendendo tutto per seguire la moda?

WATSON: Veramente non compro molta roba di marca. Ho un pò di cose carine, ma in realtà non ho occasione di indossare alta moda molto spesso. Quando mi trovo in una situazione che richiede un abbigliamento elegante, di solito mi prestano qualcosa, il che significa che devo rendere l’abito entro mezzanotte, come Cenerentola.

BLASBERG: Qual è stata la tua prima grande spesa quando sono arrivati i soldi di Harry Potter?

WATSON: Hmm… Mi sono comprata un PC portatile. Ho portato mio padre in Toscana. Lavora così tanto, così ho chiamato la sua segretaria, ho chiesto quando sarebbe stato libero, e ho prenotato una vacanza. Che altro? Ah, mi sono comprata una macchina.

BLASBERG: Ho visto la macchina. Penso sia una buona cosa che Hermione Granger guidi una Prius.

WATSON: Ho preso la patente l’anno scorso, e adoro la Prius, anche se i miei amici dicono che è orrenda. Dicono che mi metto al volante di un mattone. E, ad essere sinceri, non è la macchina più carina sulla strada, ma aiuta l’ambiente. E’ pacata e noiosa – come me.

BLASBERG: E’ rispettosa ed efficiente, come te.

WATSON: Già, sono la Prius del mio gruppo.

BLASBERG: Hai detto che dopo che saranno finiti ai film di Harry Potter non sei sicura se continuerai ad essere un’attrice a tempo pieno. Personalmente ho pensato che quel commento ha scatenato molte critiche ingiustificate. A nove anni, se qualcuno mi avesse chiesto cosa volessi essere per il resto della mia vita, avrei risposto il pirata, o il camion dei pompieri. Ti immagini se qualcuno volesse che rimanessi fedele a quelle risposte?

WATSON: Anche io sono rimasta un pò scioccata dalle reazioni della gente. Forse sono dovute al fatto che, al momento, ci sono così tante persone che vogliono essere famose, perciò come potrei non volerlo anche io? O come potrei non voler essere famosa per sempre? Ma credo di voler semplicemente essere sicura che questo sia ciò che voglio. Ero così giovane, e non credo che comprendessi davvero l’entità di quello che mi stavo apprestando a fare. Ho un gran desiderio di studiare. Mi piacerebbe molto provare il teatro. Ho bisogno di provare a fare cose diverse. Ma questo è quello che dico ora – sono sicura che sarò ancora qui tra 10 anni, a fare Harry Potter 30.

BLASBERG: Forse potresti interpretare la mamma di Hermione?

WATSON: Oh, non dirlo! Sarebbe tremendo! Non pensi che la gente si ne avrebbe abuto abbastanza di vedermi nel Potterworld?

BLASBERG: Non solo, probabilmente essere Hermione è stancante. Ero con te sul set, e quelli sono dei lunghi, lunghi giorni. A che ora arrivi sul set ogni mattina?

WATSON: Al momento arrivamo sul set intorno alle 6:30 della mattina, il che significa che mi vengono a prendere intorno alle 5:45. Stiamo girando insieme il settimo e l’ottavo film, e sto cercando di girare tutte le mie scene diurne ora e durante l’estate, così sarò libera di andare all’università a settembre, anche se sembra già che lavorerò durante le vacanze natalizie e di marzo.

BLASBERG: In queste due pellicole, la maggior parte delle tue scene sono con Dan e Rupert?

WATSON: Sì. Nell’ultimo libro hanno lasciato Hogwarts e sono in viaggio insieme. Mi sembra giusto che tutto sia iniziato e finisca con noi tre. Riguarda la nostra amicizia.

BLASBERG: Come ti comporti con quei due ragazzi al di fuori del set? Siete amici?

WATSON: Ad essere sinceri, passiamo talmente tanto tempo insieme quando lavoriamo, che stare insieme dopo le riprese sarebbe troppo. Li adoro, ma fuori dal set ho bisogno di vedere altri amici. Sono come miei fratelli ormai.

BLASBERG: Voi tre però condividete questa strana esperienza. Non c’è nessun altro che come voi saprà mai veramente come è stato crescere in quei ruoli, in questo franchise, in questa improvvisa fama.

WATSON: Sono completamente d’accordo, ma siamo anche tre persone diverse. Saremo sempre molto importanti gli uni per gli altri. Ma allo stesso tempo, dopo otto pellicole, saremo pronti per andare a fare cose diverse, essere altre persone, ed avere tempo per noi stessi.

BLASBERG: Riesci ad immaginare l’ultimo giorno di riprese?

WATSON: No. Sarò.. incontrollabile. E’ stata metà delle nostre vite. Ci ha formati. E’ una grande parte della mia vita, quindi sarà davvero triste – e la maggior parte dei membri della troupe sono stati con noi fin dall’inizio e sono come la mia famiglia.

BLASBERG: Come il tuo adorabile autista, Nigel.

WATSON: Sì, voglio molto bene a Nigel! Sai, mi ha portata lui a quella prima audizione, e da quel momento mi ha sempre accompagnata lui. Possiamo dire che sia il mio migliore amico. Sa tutto della mia vita. Se devi sedere in una macchina con qualcuno per due ore al giorno, è meglio che ti piaccia! Divento molto gelosa quando accompagna qualcun altro.

BLASBERG: Abbiamo parlato della possibilità che tu venga in America per l’università. Cosa ti attrae dell’andare ad una scuola dell’Ivy League?

WATSON: Non ho mai pensato che sarei voluta andare in America per l’università. Da bambina aspiravo ad andare ad Oxford o Cambridge, perchè è dove sono andati i miei genitori. Quando mio padre parla del periodo passato lì, lo ricorda come un’esperienza incredibile.

BLASBERG: Allora cosa ti ha fatto considerare l’idea degli Stati Uniti?

WATSON: Beh, la scorsa estate ho seguito un corso su Shakespeare alla Royal Academy of Dramatic Art, e tre quarti degli studenti erano stranieri, principalmente americani. Abbiamo iniziato a parlare di quello che stavano facendo nelle loro scuole, e mi è piaciuto il loro approccio. Qui sento che la specializzazione sia molto ristretta, mentre in America gli studenti vengono incoraggiati ad espandere i loro orizzonti e scegliere molte materie diverse. Per qualcuno che non è andato molto a scuola come me, è importante fare un passo indietro e scoprire cos’altro mi può offrire. Ho sempre amato la scuola – ero una vera e propria secchiona, e voglio tornare ad esserlo.

BLASBERG: Cosa studierai?

WATSON: Storia, inglese… Voglio continuare ad imparare il francese, forse anche un pò di politica. E voglio continuare a studiare arte.

BLASBERG: Penso che tu debba assolutamente studiare pittura. Continuo a guardare questo grande ritratto del tuo fratellastro che hai fatto tu, ed è appeso sopra il tuo divano.

WATSON: Diciamo che sono un pò timida quando si parla della mia arte, ma amo dipingere persone, espressioni e volti. Sono sempre stata un’artista, anche se non molti lo sanno.

BLASBERG: Quali artisti ti hanno influenzato?

WATSON: Per questo particolare pezzo, direi Jenny Saville. La maggior parte della sua roba è decisamente macabra, ma mi piace molto la sua tecnica pittorica. Mi piace qualsiasi cosa abbia a che vedere col corpo… Adoro Egon Schiele, Gustav Klimt e Francis Bacon. L’anno scorso siamo andati insieme alla mostra di Bacon a Tate Britain, e l’ho trovata di grande ispirazione.

BLASBERG: Quindi, quando sarai nell’Ivy League, passare del tempo a dipingere sarà una priorità?

WATSON: E’ davvero importante per me. Dal momento che non sono stata a scuola da luglio, solo ora ho realizzato quanto mi manca. Al momento non mi ritaglio del tempo per questo, e per farlo devi fermarti e pensare a cosa fare. Quando non ero impegnata nelle riprese, andavo a scuola il più possibile. Durante le riprese mandavo i compiti ai miei insegnanti perchè li valutassero. Con l’età però è stato più difficile farlo.

  • Guastatore1986

    Beata Emma che le è sempre piaciuto Studiare!!!!! Comunque se sapesse che la Prius è una macchina Ipocrita (non ha mai letto Top Gear) chissà cosa direbbe. La Prius anche io l’ho messa nella lista della mia prima auto: Mi piaceva la sua tecnologia!!!!!! La Persona con cui vive Emma a Londra, non sarà mica Jay Barrimore?

  • Ale88 (Alessandra)

    O_________________________________________O WOW!!!!

    Per il personaggio della Watson questo ha significato l’evolversi da una ragazzina saccente in una eloquente giovane donna che vuole dare sempre il meglio, prende a pugni i “cattivi”, eppure è sempre angelica in un abito da sera rosa.

    QUOTO

    E una volta abbiamo giocato a biliardo in un pub londinese

    Piace ank a me il biliardo!!!

    DEREK BLASBERG: Non posso credere che quello che abbiamo appena visto è stato il tuo primo incontro di football. Cosa hai fatto per tutta la vita?

    EMMA WATSON: Oh, non saprei. Ho recitato in quei filmetti che nessuno ha mai sentito nominare. Giusto un paio di film indipendenti.

    :asd: filmetti k nessuno a mai sentito nominare

    BLASBERG: E ho sentito che ieri sera hai organizzato la tua primissima cena. Come è andata?

    WATSON: Beh, è stato un disastro. Non perchè io sia una terribile cuoca, ma perchè il tempo a disposizione era troppo poco. Sono riuscita a fare soltanto metà dello sformato – Cottage Pie, un piatto molto britannico a base di carne – così ho dovuto abbandonarlo.

    BLASBERG: E’ stata una di quelle situazioni in cui vorresti avere una bacchetta magica?

    WATSON: Oh, mio dio. Questa è la prima volta da quando ci conosciamo che ti sei ridotto a fare una pessima battuta su Harry Potter. Questo è un triste momento. Comunque sì, non avevo più tempo. Ieri sera è stato come essere su MasterChef nella mia cucina. Un’atmosfera molto stressante…

    BLASBERG: Col sudore che ti scendeva dal naso e il respiro affannoso?

    WATSON: Esattamente. Ma essendo una principiante che si avventura nell’intrattenimento degli ospiti, ho fatto centro.

    Vorrei provare la cuicina d Emma sìsì ….. Il sudore che gli scendeva dal naso e il respiro affannoso :asd:

    WATSON: Beh, non dovrei dire che ho un regista preferito, non sarebbe molto diplomatico. Ma una delle persone con cui mi è piaciuto di più lavorare è stato Alfonso Cuarón

    Ha diretto il mio HP preferito sìsì

    BLASBERG: Scommetto che quei due ora tirano freccette alle vostre foto.

    WATSON: E’ probabile. Ma volevo tantissimo avere la parte.

    :asd: Ems è brava!!! Quindi è inutile k s mangiano il fegato d rabbia…

    io ho sempre saputo di andare lì per Hermione. Mi veniva naturale interpretarla. Forse a quel tempo le assomigliavo.

    Sono felicissima k la parte sia TUA!!!

    mio padre cucinò l’arrosto una domenica, e mi diede la forcella, e io ovviamente espressi il desiderio di avere la parte. Ho ancora l’osso di sopra, nel mio porta gioie.

    :asd:

    BLASBERG: Ho visto la macchina. Penso sia una buona cosa che Hermione Granger guidi una Prius.

    WATSON: Ho preso la patente l’anno scorso, e adoro la Prius, anche se i miei amici dicono che è orrenda. Dicono che mi metto al volante di un mattone. E, ad essere sinceri, non è la macchina più carina sulla strada, ma aiuta l’ambiente. E’ pacata e noiosa – come me.

    BLASBERG: E’ rispettosa ed efficiente, come te.

    WATSON: Già, sono la Prius del mio gruppo.

    GOOD ;)

    BLASBERG: Hai detto che dopo che saranno finiti ai film di Harry Potter non sei sicura se continuerai ad essere un’attrice a tempo pieno. Personalmente ho pensato che quel commento ha scatenato molte critiche ingiustificate. A nove anni, se qualcuno mi avesse chiesto cosa volessi essere per il resto della mia vita, avrei risposto il pirata, o il camion dei pompieri. Ti immagini se qualcuno volesse che rimanessi fedele a quelle risposte?

    WATSON: Anche io sono rimasta un pò scioccata dalle reazioni della gente. Forse sono dovute al fatto che, al momento, ci sono così tante persone che vogliono essere famose, perciò come potrei non volerlo anche io? O come potrei non voler essere famosa per sempre? Ma credo di voler semplicemente essere sicura che questo sia ciò che voglio. Ero così giovane, e non credo che comprendessi davvero l’entità di quello che mi stavo apprestando a fare. Ho un gran desiderio di studiare. Mi piacerebbe molto provare il teatro. Ho bisogno di provare a fare cose diverse. Ma questo è quello che dico ora – sono sicura che sarò ancora qui tra 10 anni, a fare Harry Potter 30.

    Qualsiasi cosa sceglierai d fare, TI SEGUIRO’ e TI SOSTERRO’!!!

    BLASBERG: Riesci ad immaginare l’ultimo giorno di riprese?

    WATSON: No. Sarò.. incontrollabile. E’ stata metà delle nostre vite. Ci ha formati. E’ una grande parte della mia vita, quindi sarà davvero triste – e la maggior parte dei membri della troupe sono stati con noi fin dall’inizio e sono come la mia famiglia.

    ç_______________________ç

    BLASBERG: Penso che tu debba assolutamente studiare pittura. Continuo a guardare questo grande ritratto del tuo fratellastro che hai fatto tu, ed è appeso sopra il tuo divano.

    WATSON: Diciamo che sono un pò timida quando si parla della mia arte, ma amo dipingere persone, espressioni e volti. Sono sempre stata un’artista, anche se non molti lo sanno.

    O_O Voglio vedere il ritratto del fratellinastro!!!

  • Iloveemma

    BLASBERG: Qual è stata la tua prima grande spesa quando sono arrivati i soldi di Harry Potter?

    WATSON: Hmm… Mi sono comprata un PC portatile. Ho portato mio padre in Toscana.

    Questo significa che è stata in italia almeno una volta…
    Mi sto mangiando dl nervoso, non è da molto tempo che a preso il computer quindi e andata toscana non molti anni fa.
    Il tipo con cui convive sicuramente sarà Jay a meno che le loro effusioni siano solo un modo per depistare le “indagini” XD

    • Non credo significhi che sia stata in Italia, affatto… solo che ha organizzato la vacanza del Babbo.

  • fred e george

    scusate una cosa ragazzi… ma secondo voi se emma andasse a studiare in america, jay cosa farebbe???? la seguirebbe? la lasciera andare???? boh boh

  • Iloveemma

    Dice ho PORTATO mio padre in toscana quindi anche lei ci è andata

    • Si, ora rileggendo sembra più probabile come dici tu.
      Solo, mi sembra stranissimo sia stata in Italia così bene di nascosto.

  • Marty * emwatson;

    Anche a me sinceramente..
    Mi pare strano che nessuno l’abbia fotografata.. che nessuno l’abbia vista.
    Abbiamo foto di lei a Cuba, e in mille altri posti.. e proprio di quelle della Toscana, nada?! O.o

  • Dottor Watson

    Tutto puo essere anzi credo proprio che sia così..in Toscana mi ci fiondo se lei ci va..

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  • Hermione

    Questa intervista è davvero bellissima, proprio da *______*

    Emma in Italia?! In Toscana per giunta??! Non posso credere che nessuno l’abbia vista o fotografata.. no no! xD

  • Ale88 (Alessandra)

    Questa intervista è davvero bellissima, proprio da *______*

    Emma in Italia?! In Toscana per giunta??! Non posso credere che nessuno l’abbia vista o fotografata.. no no! xD

    Hermione non puoi deludere i tuoi fans cn un commento così……breve e poco pieno d enfasi :asd:

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