Emma su “Famous”: nuovo articolo e promo di Hermione

La nostra Emma affiora in questo Magazine come sempre più bella che mai, per fortuna del secondo scan (un nuovo still dal film) abbiamo anche un HQ:

Scagliando la sua magia

Raggiungiamo Emma Watson sul set di HP e il Principe Mezzosangue

C’è un punto nella campagna inglese dove si trova una vecchia fabbrica che produceva i motori aerei Rolls Royce, ma quell’orribile apparenza nasconde una sostanza quasi magica. Ora ci sono là gli studi Leavesden che sono stati la casa di HP fin dall’inizio e dove ora HP e il Principe Mezzosangue si sta trasformando da parole su una pagina in una realtà del grande schermo.

Tutte le note stanze di Hogwarts restano arredate in permanenza da un anno all’altro. Gli addetti invecchiano la mobilia e gli utensili fra un film e l’altro cosicchè il luogo possa apparire “vissuto” specialmente da quando brutti avvenimenti pretendono un pedaggio dal povero Hogwarts. Le stanze sono enormi e bellissime: se le guardi da fuori sono solo cornici di legno e truciolato ma dall’interno tutta la magia del film è presente.

Proprio lì mi sono seduto insieme a Emma Watson per discutere la recitazione di Hermione Granger,  il ruolo che la ha plasmata sin da quando aveva solo 10 anni. “E’ divertente perchè mi è successo quando ero ancora tanto piccola. Non ti accorgi di crescere, mentre la cosa succede, ma mi pare proprio sia successo veramente.”. Quando la serie sarà finita la Watson, che ha compiuto 19 anni in aprile, avrà recitato in Harry Potter per la maggior parte della sua vita.

Ricalcando l’età degli attori e dei loro personaggi, il nuovo film avrà alcuni momenti romantici e divertenti per contrastare il tono sempre più cupo della saga. Harry si innamora di Ginny Wesley, sorella di Ron, mentre Ron stesso continua il suo romanzetto con Lavanda Brown (alias Jessie Cave).

Ma inevitabilmente la storia tende al suo pesantissimo finale, mentre Harry tiene d’occhio le attività sospette di Draco Malfoy e Severus Piton e studia i significati segreti di un antico libro di pozioni che era appartenuto al misterioso Principe Mezzosangue. Alla fine diventa chiaro che Lord Voldemort sta facendo un’altra guerra di maghi così violenta che anche I babbani ne vedono evidenza  nel loro mondo. Nel frattempo il professor Silente e Harry cercano I sei pezzi dello spirito di Voldemort, ossia gli horcrux, perché finché ne esiste anche solo uno Voldemort non può essere ucciso.

Per quanto riguarda Hermione, il suo compito principale è essere amica di Harry perché lui non si senta solo nella sua lotta. “Ritengo – ci dice la Watson – che Hermione abbia una grande parte nel successo di Harry in quanto gli fa comprendere che l’unica maniera per sconfiggere Voldemort è mantenere i  suoi amici e avere fiducia in loro“.

Nella vita reale la Watson, Radcliffe e Grint sono adesso giovani adulti con vite reali. Radcliffe sta facendo altri film ed è stato protagonista in un grande recital a Londra e a Broadway. Anche Grint sta uscendo con altri film, e sul fronte personale la Watson ha  reso pubblica la relazione con il suo primo ragazzo “serio”, che si chiama Jay Barrymore ed è un’affarista inglese di 27 anni. Si sono frequentati per un anno. “È veramente strano guardare in retrospettiva ai film e vedere quanto sono cresciuta e a cosa somigliavo prima che tutto questo succedesse“.  Scherza perfino dicendo che assomigliava ad un castoro con la sua faccia da bambina, poi ha cominciato a maturare insieme con Radcliffe e Grint. “In un certo senso è questo ciò con cui la gente si identifica realmente. E questo lo rende un percorso reale, molto reale in quanto noi stessi siamo maturati con i personaggi“.

La Watson non era mai stata attrice professionista prima di essere inserita nel cast del primo film HP dal regista americano Chris Columbus, la sua sola esperienza erano le recite scolastiche (aveva 9 anni).

Non è neppure inglese di origine, è nata a Parigi (Francia) ed ha vissuto là con la famiglia  fino a quando aveva 5 anni. Sua nonna materna è francese e lei stessa parla ancora un po’ di quella lingua. Entrambi i suoi genitori  sono avvocati inglesi, e dopo il divorzio Emma e suo fratello Alex sono tornati in Inghilterra con la madre.

Nella sua nuova vita la Watson si interessò subito di recitazione, frequentando la  Stegecoach School di Arti Teatrali, studiando danza, canto e recitazione. La sua insegnante di teatro la raccomandò al direttore del casting di HP e lei ebbe la parte dopo 8 provini.

Con la sua prospettiva da giovane donna adesso la Watson si rende conto di che cosa fa parte. E questo la stupisce perché ritiene il mondo fantastico creato dalla Rowling estremamente sofisticato. “Per un libro di amena lettura di quel tipo, è molto profondo, è molto complesso e ritengo che sia ingiusto considerarlo un semplice libro per ragazzi“, ci dice la Watson.

Tutto nel libro e nel mondo della Rowling  è pensato fino al più minuto dettaglio, se per esempio sezioni gli incantesimi scopri che sono in latino e che significano realmente quello che dovrebbe essere il loro effetto. E i nomi sono così interessanti, unici e ciascuno ha la sua storia. E come lei sia riuscita a ideare tutto questo è appunto stupefacente. Alla fine di ogni libro è come in una favola di Esopo: c’è sempre una nuova lezione che Harry impara.

E parlando appunto di lezioni qualche anno fa la Watson fece nascere scompiglio  ipotizzando di voler piantar lì la sua carriera di attrice e tornare semplicemente a scuola dove è una studentessa del tipo “tutti 10”. Né lei né le sue co-star avevano in origine contratti per l’intera serie e lei ebbe qualche riluttanza a firmare per il quinto film.

Poi nell’estate del 2007 la Watson avviò il suo primo progetto non-Potter, un film intitolato “Ballet Shoes” per la BBC TV.

Fare un’ esperienza fuori da HP mi ha molto aiutata – ci dice – mi ha convinto che questo è il mondo a cui appartengo, quello che sono nata per fare, che realmente voglio essere un’attrice. Ma ritengo fosse necessario avere un’esperienza al di fuori di quella in Harry Potter, perché quella mi aveva giusto prelevato dall’anonimato e scaraventato nel ruolo. Si intendo, io lo volevo realmente ma non mi è mai sembrata una decisione mia, era soltanto capitato, mi sentivo come se avessi vinto alla lotteria.

  • Marty * emwatson;

    Nella sua nuova vita la Watson si interessò subito di recitazione, frequentando la Stegecoach School di Arti Teatrali, studiando danza, canto e recitazione. La sua insegnante di teatro la raccomandò al direttore del casting di HP e lei ebbe la parte dopo 8 provini.

    Non erano venuti i produttori di HP nelle varie scuole (scuole “normali”, non scuole di spettacolo, teatro o altro) a cercare bambini per i ruoli dei tre protoganosti e Emma aveva provato a farlo?

    “Tutto nel libro e nel mondo della Rowling è pensato fino al più minuto dettaglio, se per esempio sezioni gli incantesimi scopri che sono in latino e che significano realmente quello che dovrebbe essere il loro effetto. E i nomi sono così interessanti, unici e ciascuno ha la sua storia. E come lei sia riuscita a ideare tutto questo è appunto stupefacente. Alla fine di ogni libro è come in una favola di Esopo: c’è sempre una nuova lezione che Harry impara.“

    E’ esattamente quello che penso e quello che più mi stupisce della Row. Ricordo che avevo fatto uno “studio” in questo senso, dietro ogni cosa che scrive, ogni nome, anche quello che di primo acchito può apparire quasi insignficante c’è uno studio enorme e affascinantissimo della lingua latina ma anche della storia reale. E’ una cosa meravigliosa.

    • In effetti questa versione è nuova, oltretutto diversa da quella della biografia ufficiale di Emma. Forse questa è la versione estesa: la Stegecoach accoglieva gli alunni della scuola primaria dove Emma è stata (ho dato una letta al loro sito e in pratica sono affiliati con le scuole in molti casi: o come vera attività curriculare oppure spesso intesa come “dopo-scuola”) e l’insegnante di Emma, parlando coi produttori, sponsorizzò lei.

      Però si scontra col fatto che Emma dice di non aver mai fatto scuola di recitazione; anche se in effetti a quell’età non si può proprio intendere in quel senso un’accademia simile. Teatro l’ha comunque fatto, che fosse in quest’accademia o a scuola.

  • Ale88 (Alessandra)

    “Tutto nel libro e nel mondo della Rowling è pensato fino al più minuto dettaglio, se per esempio sezioni gli incantesimi scopri che sono in latino e che significano realmente quello che dovrebbe essere il loro effetto. E i nomi sono così interessanti, unici e ciascuno ha la sua storia. E come lei sia riuscita a ideare tutto questo è appunto stupefacente. Alla fine di ogni libro è come in una favola di Esopo: c’è sempre una nuova lezione che Harry impara.“

    Si cavolo è stata fenomenale zia Jo!!! Io m sono soffermata su alcuni nomi: come Sirius che riprende il nome da Sirio la costellazione più luminosa ed è la Stella del Cane, infatti Sirus si trasforma in un grosso cane nero; Bellatrix che è un’altra stella, questa della costellazione di Orione; Lucius se non sbaglio a qualcosa a che fare con Lucifero. E anche tutte le creature hanno uno studio pazzesco; ha una mente MOSTRUOSAMENTE GENIALE XD
    Ho letto qualche libro che spiega un pò quello che c’è dietro al mondo d HP!!! =)

    P.S. Grazie Doc per la traduzione

  • gabri94

    Nella sua nuova vita la Watson si interessò subito di recitazione, frequentando la Stegecoach School di Arti Teatrali, studiando danza, canto e recitazione.
    Ma Emma nell’ intervista del giornale seventeen africano nn diceva di nn aver mai frequentato una scuola di recitazione?!
    Come al mio solito nn ci sto capendo più niente…Una delle 2 interviste è FALSA?
    HELP ME PLEASE!!!!!!!!!!!

  • Marty * emwatson;

    Però si scontra col fatto che Emma dice di non aver mai fatto scuola di recitazione; anche se in effetti a quell’età non si può proprio intendere in quel senso un’accademia simile. Teatro l’ha comunque fatto, che fosse in quest’accademia o a scuola.

    Infatti è questa cosa che mi sembra strana. Emma dice di non aver mai frequentato scuole di recitazione e anche se hai ragione a dire che a quell’età non si può intendere in quel senso un’accademia simile.. Recitazione l’ha fatta comunque. Sia che abbia frequentato la Stegecoach come attività curriculare vera e propria, sia che l’abbia frequentata facoltativamente come “dopo-scuola”, sempre di recitazione e teatro si parla ovviamente tenendo conto del valore di questa parola applicata su bambini ancora. Però non so, a questo punto non capisco.

  • andrea

    si e molto bello

  • Hermione

    se per esempio sezioni gli incantesimi scopri che sono in latino e che significano realmente quello che dovrebbe essere il loro effetto. E i nomi sono così interessanti, unici e ciascuno ha la sua storia. E come lei sia riuscita a ideare tutto questo è appunto stupefacente. Alla fine di ogni libro è come in una favola di Esopo: c’è sempre una nuova lezione che Harry impara.“

    Giuro che ho passato parecchio tempo sul dizionario di latino per scoprire i collegamenti ed i significati che la Rowling ha messo tra parole, nomi ecc. Forse ho passato più tempo per studiare questo che il latino stesso. Lo so, ma la tentazione è stata troppo forte a volte: sei li, con la tua versione da tradurre per il giorno dopo e intanto che scorri le righe ti viene in mente qualche nome o qualche parola che hai già incontrato tra le pagine di HP.. e il danno è fatto xD
    Comincia lo sfogliamento febbrile della bibbia del vocabolo latino, la ricerca si fa sempre più interessante, poi.. una finestra sbatte, un telefono suona, qualcuno ti urla dal piano di sotto che è pronta la cena e tu, immerso nella magia, ti riprendi immediatamente.. come appena uscito dal diario di Tom Riddle, ti ritrovi catapultato sulla sedia della scrivania.

  • Guastatore1986

    La voglia di andare a scuola è sempre stata forte per Charlotte. Beata lei e Jay!!!!

  • belli i sette capitoli di herry potter di cui 6 ne ho visti e1 il 7 lo letto.L’interpretazione della watson è molto simpatica quanto vorrei conoscerla di persona.

  • EDWARD

    Emma 6 una FANTASTICA donna continua così e non deluderci mai.