The Times: “Il canto della Sirena di Emma Watson”

Emam è sulla copertina (e sul sito web) del The Times con un nuovo articolo-intervista del genere che tra 10 minuti siete ancora qui a leggere. L’inserto-magazine del sabato è stata anche l’occasione per il debutto del vecchio servizio in B/W di Arved Colvin-Smith su una cover stampata, con un bonus di 2 scatti inediti (di cui uno, *finalmente*, a briglie sciolte). A seguire, tutti gli scans e l’intero articolo in italiano! + … una piccola visita di Ice Cream Man..


(scatto della cover disponibile in bassa risoluzione)

Il canto della Sirena di Emma Watson

Ha trascorso i suoi anni di crescita nei panni della secchiona Hermione. Ora, Emma Watson sta per lasciare il nido potteriano, scambiando il suo banco ad Hogwarts per la prima fila alle sfilate di moda e per tre anni da studentessa. E, dice a Kate Muir, non ci sono copioni in vista.

In una foresta soleggiata in una non precisata località nel sud dell’Inghilterra, ci  sono tre sedioline da set sotto ad una tettoia. La tela nera dietro ciascuna riporta un nome in incisioni dorate: Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson. Le sedie hanno fatto un ottimo lavoro, e durano da quasi una decade tra i vari set di Harry Potter. Quando Emma Watson si sedette per la prima volta come Hermione su quella sedia aveva 10 anni. Adesso ne ha 19, ed è una creatura ben differente.

Ci incontriamo infatti nella roulotte di Emma al termine di una sua metamorfosi da secchiona dai capelli arruffati a stellina elegante e dalle sembianze da cerbiatta che compare nelle pagine pubblicitarie di Vogue per Burberry e che è presente alla prima fila delle sfilata di Chanel. I fantaci di Potter potrebbero sospettare l’uso di una massiccia dose di pozione polisucco, che notoriamente ti trasforma in qualcuno di completamente diverso.

Dentro, tuttavia, si intuisce che poco è cambiato dalla determinatissima piccina di 9 anni che si presentò ai provini. “Non puoi capire quanto fossi smaniosa di interpretare Hermione. Sapevo di essere quella giusta per farlo, anche quando i miei hanno provato a convincermi del contrario. E’ stato il centro della mia vita per 3-4 mesi, durante il periodo delle audizioni.” Ora la Watson è determinata allo stesso modo a seppellire la recitazione per tre anni. Con le 4 A agli A-Levels, dopo aver studiato ossessivamente tra un ciak e l’altro, a Settembre prenderà il suo posto in una ancora segreta università per studiare Inglese e Arte. Vuole essere una borghesuccia qualunque “come Jodie Foster a Yale. E voglio scordarmi di trucco e capelli.“.

Sul set di Potter, “ci vuole un ora ogni giorno per prepararsi. Ci chiamano alle 7:30 del mattino”. La Watson si sporge in avanti sul tavolo Formica della roulotte per mostrarmi le extension intrecciate nei suoi capelli castano chiaro pettinati all’indietro, che danno vita ai boccoli disordinati di Hermione Granger. In più ci sono delle finte cicatrici – “Devono essersi strappate – Mi sono appena fatta un sonnellino.” – e un sacco di trucco per rendere la sua pelle leggermente lentigginosa in opaca e maltrattata. Le sopracciglia folte sono vere, però.

La Watson prova ancora gratitudine per non essere stata costretta a portare i denti da castoro appioppati ad Hermione nei libri. Quando li ha messi non riusciva a parlare, e il regista li scartò assieme alle lenti a contatto verdi per Daniel Radcliffe, entrambi accessori troppo fastidiosi per stelline così giovani. La Watson trova ancora il suo ruolo fonte di dolori come di gioie. “Quand’ero piccola non capire che gli altri bambini pensavano fossi proprio Hermione, veramente sfigatissima. E’ stato orribile. Pensavo che non sarei mai piaciuta a nessuno. E quei costumi…“.

Per andare a zonzo coi ragazzi c’erano infatti le uniformi scolastiche, tutte compassate e abbottonate. Quanto la mini-strega era a divertirsi, indossava maglioni imbottiti dai colori orribili. La serie di Potter è stata senza dubbio un trionfo di pessima maglieria. “Quando stavo diventando adolescente ho fatto storie per non sorbirmi quei terribili pullover, ma ora uso la scomodità, il prurito, i capelli costretti all’indietro per entrare nel personaggio“. Indossa una bella, leggera maglietta beige pallido con scollo a V, per silenziosa vendetta.

Proprio come Daniel Radcliffe, che interpreta Harry e che è apparso nudo nel West End e a NY in Equus per dissipare l’incantesimo potteriano, così Emma ha accettato l’offerta di essere il nuovo volto di Burberry per il prossimo Autunno. Indossa quegli impermeabili sulla sua esile figura e sembra più donna fatale che mai. “Davvero non avevo preventivato tutto questo…” dice la Watson accigliandosi e chiudendo gli occhi. E’ un momento molto hermionesco. “Credo mi possa aiutare essere vista lontano da tutto questo. Sai: sembra diversa, più adulta, potrebbe essere presa in altri ruoli.

Con l’aiuto di una importante macchina pubblicitaria, la Watson sta intraprendendo con cautela l’intera trasformazione in una sirena – scegliendo Burberry, che è vistoso e chic senza neanche una traccia di ridicolo. Del palese fascino è un sollievo dopo aver interpretato la Secchiona Definitiva.

Crescendo sul set

Sotto altri aspetti, l’affascinante, educata Emma Watson sembra meno sofisticata di tante 19enni. C’è una mancanza di saccenza in lei, nessuna costruzione o facciata. Certo, protetta dal set blindato, la gran parte delle occasioni di peccato e stupidità dei ragazzi le sono state negate, a parte i momenti dell’anno dove tornava a stare coi suoi amici alla Headington School di Oxford. “Non sento di essermi persa qualcosa. A volte la gente mi scriveva quello che combinava e io pensavo, sono felice di non dover essere là anche io. E comunque ci ho guadagnato tantissimo ad essere qui.

Adesso sta promuovendo Harry Potter and the Half-Blood Prince (in uscita a Luglio) mentre sta confezionando Harry Potter and the Deathly Hallows I e cominciando il lavoro su Deathly Hallows II, il film conclusivo. Si belli miei, fanno 8 film di Harry Potter, sui quali Watson e colleghi hanno passato 12 ore al giorno per gran parte di ogni anno. Durante i suoi esami A-Levels, un tutor ha lavorato con lei sul set per tre ore al giorno, e la Watson ripassava in ogni attimo libero, anche durante le sessioni di trucco. “Solo Dio sa quante ore – in anni –  ho passato sul set, ma il mio autista Nigel ha cercato di calcolare quante ore di guida ha fatto e dice che la distanza era di due volte il giro del mondo all’ultimo film. Senza contare che deve tornare a casa pure lui.

C’è una atmosfera familiare e confortevole sul set, e la Warner ha cercato di mantenere la stessa crew durante tutta la serie.

Chi può dire cosa accadrà al Cinema britannico una volta che Harry Potter chiuderà bottega. Possiamo però fare la plausibile ipotesi che la Watson tornerà sugli schermi dopo l’università. Le sono stati già offerti molti ruoli, ma per la maggior parte si tratta di spazzatura consumistica. “Non è niente che dia da riflettere. I copioni hanno tutti un lieto fine, sono scritti davvero male, e li stanno mandando ad una studentessa di Letteratura Inglese,” storce il naso. Con un vociferato fondo fiduciario di 10 milioni di sterline, la Watson si può permettere di lavorare per chi vuole. “Non mi interessano i progetti ad alto budget, i blockbuster.” Prendete nota, voi produttori indipendenti al verde là fuori.

Con così tanto percorso cinematografico alle spalle, si potrebbe pensare che la Watson sia del tutto fiduciosa sul suo lavoro e invece, non senza ispirare dolcezza, ha dei dubbi. A volte le viene ancora da piangere, sentendosi immersa in acque troppo profonde per lei. Negli ultimi due film gli attori sono fuori da Hogwarts, il loro rifugio sicuro. “Ma conto di essere sempre qui pronta a spingermi oltre e migliorarmi,” dice la Watson, che ha partecipato ad un corso di Shakespeare di 5 settimane la scorsa estate al Rada. All’inizio era insicura. Ma dopo un po’ di sonetti, si è fatta dei buoni amici. “Sono stati molto carini, davvero protettivi nei miei confronti.

La Watson è stata protetta con molta cura anche dalla sua materna e molto professionale PR, Vanessa Davies, che si è occupata anche di Radcliffe e Grint fin dall’inizio. Durante un pranzo in un autobus a due piani attrezzato a mensa, Davies dice: “La storia è che tre bambini attori sono cresciuti sul set e sono perfettamente normali. E’ una grande storia, ma non è ciò che parte dei media vogliono sentire.

Quando la Watson ebbe la parte nel 2000, una foto di Harry, Hermione  e Ron venne scattata e “l’annuncio era su internet, ovunque, dopo neanche 5 minuti. La mia matrigna ha buttato un paio di vestiti per me in una borsa e siamo tutti andati a stare al Landmark Hotel. Il giorno dopo ero in conferenza stampa con 50 giornalisti.” La Watson scuote la testa, forse domandandosi ancora cosa le sia saltato in mente.

Ed è stato sempre così da allora. “A volte durante un giro pubblicitario non riesco a ricordare che ora è, in quale paese mi trovo.” E’ così immersa nel materiale del doppio finale potteriano che a malapena ricorda le riprese del Principe Mezzosangue dello scorso anno. “Avevo le idee confuse. Ma ringraziando il cielo ho letto tutti i libri circa sette volte, quindi alla fine ce l’ho fatta a raccapezzarmi.

La ruota mediatica non si ferma mai. Non appena la Watson è sbucata un paio di volte da qualche club londinese vestita in Chanel o Burberry, la stampa le ha puntato gli occhi addosso. Davies afferma che al 18esimo compleanno di Emma, ha dovuto avvertirla di darsi una sistemata al trucco e ai capelli prima di lasciare la festa, in modo da tenere a bada i paparazzi. Sul web si trovano scatti “sottogonna” presi in taxi, e titoli tipo “Ormone Granger!” quando la Watson è stata fotografata baciando il suo ragazzo, il 26enne Jay Barrymore.

Quando ne scrivono, lo fanno ogni volta più vecchio, ormai sarà un 40enne” si lamenta la Watson. Dice di riderne per lo più e di seguire il consiglio della Davies: “Non andare a nessuna premiere tranne che alle tue.” Quando la Watson video citate erroneamente alcune sue parole dopo il primo film di Harry Potter, ne pianse, ma adesso legge “tutto su tutti con più buon senso“. Internet è particolarmente frustante. “Ma perché la gente deve tirare fuori davanti a tutti roba così negativa? Apparentemente sembra che stia andando in quattro università diverse” – è stata accostata ad Harvard, Brown, Yale e Cambridge – e dozzine di articoli sostengono a torto che sia il nuovo Volto del profumo Coco Mademoiselle di Chanel.

La Watson ora vive, con molta discrezione, nella casa di suo padre ad Hampstead con la sua migliore amica. I suoi genitori, entrambi avvocati, divorziarono anni fa ed ora lei ha dei fratellastri. Fa la spola tra sua madre ad Oxford e suo padre a Londra. Ma con le delizie della grande metropoli ad attenderla, lei dice di essere quasi sempre troppo stanca per uscire dopo aver girato. La Watson è anche un’avida lettrice, ed è nel bel mezzo de Il gioco dell’angelo di Carlos Ruiz Zafón.

Negli ultimi due giorni abbiamo corso per mettere le nostre vite in salvo, inseguiti nella foresta dai Ghermidori senza sosta,” dice la Watson. Uno dei Ghermidori, un mannaro dal manto grigio, è in coda alla roulotte mensa per un po’ di Bolognese. “Sono uomini autentici, quindi è molto più facile che farlo con creature immaginarie di fronte al pannello verde, ma ormai sono così abituata al green screen che non ha più importanza. Suppongo sia un’abilità che potrà tornare utile.” Tutti gli ippogrifi e i troll generati al computer le sono apparsi davanti solo durante il montaggio conclusivo.

Negli anni, la Watson ha visto emergere lati diversi di Hermione a seconda dei diversi registi. “Con Chris Columbus c’era il lato molto comico – Hermione era saccente e arrogante, una piccola Signora. Dopo Alfondo Cuaròn ha portato fuori l’elemento gir-power in lei, e la cosa mi si addiceva perchè stavo diventando adolescente. Dopo Mike Newell ha tirato fuori la sua parte sensibile, da ragazzina vulnerabile e insicura. Ha diretto ‘4 matrimoni e un funerale’ e quindi era molto focalizzato sulle dinamiche delle relazioni. E’ stato allora che ho cominciato a recitare e smesso di interpretare semplicemente la parte. E’ diventata più profonda.” Il cast ha molto apprezzato Newell. “Dan ha cominciato a chiamarlo Sir, e Mike mi diceva ‘Ottimo ripresa, Emma cara.’ Adoravo quando mi diceva cara..”

Lasciare Hogwarts

Il regista della Watson nei tre film finali è David Yates, del quale lei dice che ha portato una maggiore complessità e sfumature in Hermione. “David mi ha insengato che la sola cosa che importa è la verità. La sua è la forma più pura, vera, reale del personaggio di Hermione.” La Watson afferma di essere emotivamente più matura di Hermione, e a volte ciò traspare sullo schermo e occorre una rivalutazione. “Devo pensare a me stessa un paio di anni fa, perché Hermione non ha mai avuto un ragazzo, non è mai stata baciata,” dice. Ma Hermione, nel libro conclusivo, finalmente bacia Ron.

Il Bacio,” dice con sguardo sardonico la Watson. “Mi aspetto di dover parlare tantissimo del Bacio. L’abbiamo fatto due settimane fa. Quattro scene in una direzione, due con la camera in quella opposta. Sei in tutto.

Oltre ad imparare dai registi, un’intera flotta composta dai migliori interpreti britannici ha varcato i cancelli potteriani, tra cui  Alan Rickman, Maggie Smith e John Hurt. Ma i due più grandi mentori per Emma Watson sono state Emma Thompson e Helena Bonham Carter. Recentemente, la Watson si è recata a casa della Bonham Carter per discutere una scena dove il personaggio di lei, Bellatrice, si trasforma in Hermione dopo aver preso la pozione polisucco. La Bonham Carter ha voluto sapere tutto su Hermione, per poter fare il ruolo al meglio, e come Emma ammette, “Io sono un’enciclopedia potteriana.” Inoltre, ha trovato il consiglio della Bonham Carter incredibilmente utile. Entrambe le attrici hanno cominciato da giovanissime e non hanno una formazione classica. “Io non provengo, come Dan, da una famiglia di attori, sono tipo una Bambi sotto i riflettori – non ho mai avuto nessuno che mi guidasse,” spiega la Watson. “Non ero stata al Lamda o al Rada, e la cosa mi rodeva tantissimo. Ma Helena mi h detto che non ho bisogno di essere istuita: lei ha imparato da sola, ha letto Chekhov, libri su libri, teoria, e si prepara incredibilmente a fondo per ogni ruolo – più conosci su una persona più ti puoi muovere d’intuito.

La Watson sospira. “L’ammiro così tanto, ha così tanta fiducia in sè stessa, è felice. Quando è apparsa nella classifica delle Peggio Vestite su ‘Heat’ ha detto ‘Chi se ne importa?’, lei si piace così com’è. Probabilmente non ha la minima idea di quanto importanti siano state per me quelle due-tre ore assieme a lei.” La Watson è tutta carica d’emozione. Ti vien voglia di abbracciarla, se non fosse che è davvero troppo inglese e dai modi pacati per concederselo.

Alla fine è uscita dal tunnel potteriano viva e vegeta. E’ stata un’educazione decisamente peculiare. La Watson lo ha realizzato d’improvviso e confessa che ha deciso di metterlo nero su bianco. “Non me ne rendevo conto prima, ma ora che sta per arrivare tutto alla conclusione, sto cercando di fissare e conservare tutto. Quindi ho preso un libro, e ogni persona che ho incontrato ha una pagina. Voglio ricordarli e non rimanere con la versione mediatica della mia esperienza e basta.” Fa una pausa. “Non voglio dimenticare mai come mi sento in questo momento.

» i 2 centesimi di Rupert Grint sul bacio

In una nuova intervista per il Mail on Sunday, in qualche modo parallela a quella di Emma1 (ma con corredo di nuovo machissimo photoshoot), anche Ronpert si esprime su quello che presto diventerà per tutti i poterriani IL Bacio:

La cosa più dura per me sono le scene intime. La corsa settimana ho girato l’attesissima scena del Bacio con Emma Watson, e sapevo che baciarla sarebbe stato strano. Ci conosciamo da dieci anni ed è stato un po’ come baciare mia sorella. Eravamo tutti e due determinati a farla giusta alla prima, ma il primo tentativo è stato un disastro perché entrambi ci sentivamo così imbarazzati che non riuscivamo a smettere di ridere. Ci sono voluti 5 ciak in tutto.

  1. E tra parentesi, per la cronaca, credo che se si possa definire un vincitore quello sia sicuramente Rup: la sua intervista è più interessante, egocentrica nel modo giusto, in bilico tra confidenziale e politicamente corretto. Vale una letta xD. []
  • gabri94

    che carini ci sono voluti 5 ciak per baciarsi (Emma e Rupert) giustamente anche io mi imbarazzerei a baciare una persona che conosco da quasi tutta la mia vita e con cui passo metà del giorno insieme.

  • Pancaspe

    Questa pubblicazione ha a che fare con Vanity Fair? Sono pubblicazioni parenti? No perchè lo stile da lecchinaggio è lo stesso. Questo genere di articoli non mi piacciono perchè non mi sembrano credibili: tutto perfetto, tutto bello, ma va…

    Con l’aiuto di una importante macchina pubblicitaria

    … e delle foto di Mario finalmente sembra una donna adulta e come tale può essere vista e considerata da chi di dovere. Sì, è stata un’ottima trovata per rivedere la sua immagine.

    Però c’è un neo in questa intervista, un enorme neo: chi scrive l’articolo dice di Emma che è diversa dalle giovani della sua età perchè non è saccente e poi riporta questa sua frase

    Non è niente che dia da riflettere. I copioni hanno tutti un lieto fine, sono scritti davvero male, e li stanno mandando ad una studentessa di Letteratura Inglese

    Una bruttissima contraddizione XD
    Anche se devo riconoscere che ultimamente Emma mi sta dando una brutta impressione con le sue uscite da snob. La preferivo quando diceva che ad un paio di provini l’avevano trebbiata, dava un’idea di sè più umile.
    Però io Emma in una piccola produzione la vedrei, come Rupe e i suoi film extra.
    La cosa che mi interessa di più è la sua visita ai Burton e come parla di Helena, una donna che non cerca approvazione e che è sicura di sè: è bello ciò che Emma ne dice. Io avrei preferito ci fosse andata per discutere con Tim di qualche ruolo, ma la speranza resta XD

    Grazie per la traduzione ^^

  • La contraddizione non è scontata. *E’* una studentessa di Letteratura inglese e quei copioni probabilmente erano terribili sul serio. xD

  • miri97

    cavoli… Emma è uscita stra bene nelle foto!
    cmq, il bacio tra lei e rupert sarà fantastico, me lo sento! :)