Vanity Fair di Giugno 2010 – Tutti gli scan + Articolo completo

Un’ammaliante universitaria

È stata travolta dalla fantasia di ogni piccola studentessa, scelta tra decine di migliaia per interpretare Hermione Granger e destreggiare i suoi studi con l’assurda, quasi spaventosa, esperienza di prendere parte ai film di “Harry Potter” – a Emma Watson mancava disperatamente un po’ di normalità. Ora che sta per terminare il suo primo anno alla Brown University, racconta a EVGENIA PERETZ dei suoi momenti più difficili, delle emozioni che si è persa, e di come un po’ di Hogwarts l’abbia seguita fin nella Ivy League.

[Traduzione di Emma Watson Italia]

C’erano una volta due ragazzine dai capelli castani che vivevano in Inghilterra. Erano entrambe buone, piene di energia e desiderose di piacere, e avevano la fascinosa abitudine di dire alla gente che cosa doveva fare. Una si chiamava Hermione Granger, l’altra Emma Watson. Entrambe facevano a gara per essere le prime ad alzare la mano in classe, e avevano sempre la risposta giusta. A 11 anni, Hermione era così brillante e vincente da essere selezionata per frequentare Hogwarts, la famosa scuola per maghi della saga Harry Potter di J.K. Rowling. Emma, d’altro canto, era solo una delle milioni di ragazzine che amavano i libri di Harry Potter.
“Se devo essere onesta, io ero lei,” dice la Watson di Hermione. “Ero smaniosissima. Super-desiderosa di piacere ed essere brava. Ero fatta così in tutto e per tutto. Ed ero sempre un po’ prepotente”. Ora che sta completando il suo anno da matricola alla Brown, la Watson è un minuto ma vigoroso agglomerato di energia che indossa sneaker carinissime e vagamente hippy, jeans semplici e che porta una trascurata coda di cavallo. Ci accomodiamo in una suite all’hotel di Providence, Rhode Island, perchè la Watson teme che niente sarebbe più imbarazzante di un suo compagno di classe che la beccasse con un giornalista.
A nove anni, Emma era così brillante e vincente che fu scelta per interpretare Hermione nel primo film di Harry Potter, La Pietra Filosofale. Proprio come Hermione che entrava a Hogwarts, faceva il suo ingresso in un mondo folle, fantastico, a volte spaventoso. Troppo spaventoso, in effetti. Interpretare Hermione era una bella roba, una cosa così imponente che Emma cominciava a perdere di vista Emma. Piangeva, piangeva, e voleva andare via. Ma poi ha fatto quel che Hermione avrebbe fatto: ha radunato tutto il coraggio, l’energia, e la forza mentale che fossero mai possibili ad una bambina e ha tenuto duro. Quello che scoprì dopo era persino più bizarro di qualsiasi cosa la Rowling si sarebbe potuta sognare.
Entrambi i genitori di Hermione sono dentisti. Quelli della Watson entrambi avvocati che hanno studiato ad Oxford. Quando la Watson aveva cinque anni i suoi genitori, Chris e Jackie, divorziarono. Emma e il suo fratello più piccolo, Alex, vivevano con la loro madre a Oxford; il loro padre a Londra. Per una ragazza che non voleva mai deludere nessuno, dover dividere il proprio tempo tra i loro genitori era difficile e a volte doloroso. Uno dei suoi ricordi più belli del tempo passato col Padre era lui che leggeva Harry Potter a lei e al fratello prima di andare a dormire, con lui che faceva tutte le voci. I momenti mozzafiato che concludevano ogni capitolo erano troppo da sopportare. Come milioni di bambini in tutto il mondo, Emma e il suo fratellino avrebbero implorato, “Per favore, solo un altro capitolo!”
Emma non ne aveva mai abbastanza di quell’Hermione dai capelli cespugliosi – di come era sempre lei la prima ad identificare una pozione magica, del modo in cui capiva sempre cosa “le istruzioni indicano chiaramente”, del modo in cui provava sempre ad impedire a Ron e Harry di comportarsi da completi idioti, rimproverandoli con splendide battute tipo “Spero siate soddisfatti. Potevate farci uccidere – o peggio, espellere!”
E quindi fu la cosa più sensazionale che mai sarebbe potuta succedere quando nella sua scuola elementare, la Dragon School di Oxford, si diffuse la voce che il libro preferito di tutti sarebbe stato trasformato in un film e che, come gli accoliti del principe in cerca di Cenerentola, gli agenti del casting incontrarono decine di migliaia di bambine nelle diverse scuole di tutta la nazione, e tra loro anche quella della Watson! “Dal preciso momento che seppi la notizia, doveva essere mia,” dice lei.
Alla Dragon, una scuola abbastanza famosa con molti alunni eccellenti, l’insegnante di teatro mise assieme un gruppo di 14 ragazze per l’audizione, inclusa la Watson, che aveva mostrato una certa attitudine per la scena, avendo vinto una gara di recitazione di poesie a sei anni. La prima audizione ebbe luogo nella Sala Riunioni, dove gli agenti del casting chiesero ai bambini di fare semplici esercizi drammatici, come entrare in una scatola immaginaria e uscirne come dei robot o dei gatti. La Watson venne richiamata dopo tre settimane per svolgere un’altra audizione, dove questa volta il direttore dei casting la riprese con la telecamera mentre le poneva semplicemente delle domande su di lei. Fu richiamata altre tre volte, stavolta per delle letture con diversi Harry e Ron.
Con l’eccitazione della Watson in crescita pressoché incontenibile, i suoi genitori dovettero faticare parecchio per placare le aspettative. “Ero ben consapevole che questi sogni da bambine semplicemente non si avverano,” dice suo padre, Chris Watson. “Le dicevo, ‘Sarà una grande avventura. Divertiti più che puoi, ma non pensare che avrai la parte, la vita non funziona così.’ Sono stato abbastanza brutale.”
In realtà, la Watson si fece notare fin dall’inizio. Quando il produttore David Heyman e il regista Chris Columbus videro per la prima volta il suo screen-test, “Emma pree letteralmente vita sullo schermo” dice Columbus. “Dopo la incontrammo. Era energica e brillante fino all’inconcepibile. Era come se stesse incanalando Hermione.” La loro unica preoccupazione era che fosse troppo carina, dato che la Rowling aveva descritto Hermione coi dentoni e col morso coperto. Ma vista la filosofia di Hollywood, non è che si siano strappati i capelli per questo.
Emma aveva con sè due genitori affezionati, persone serie, orgogliosi della loro figlia, ma sobriamente distaccati dal mondo sensazionale che l’avrebbe accolta. “Ho appreso una dura lezione, in particolare coi film ‘Mamma ho perso l’aereo’,” dice Columbus “e cioè che non si scritturano semplice i bambini, ma con loro scritturi anche le loro famiglia. Ci siamo accertati nel modo più assoluto che questi ragazzi avessero alle spalle delle famiglie unite e forti.”
Ci volle un po’ alla Watson per realizzare di avere avuto la parte. Era da un po’ a Londra da suo padre, quando lui la chiamò in cucina, dicendole che era la “candidata preferibile” per il ruolo di Hermione – il che portò Emma a pensare che ancora fossero indecisi. Qualche giorno dopo fu invitata agli studi cinematografici di Leavesden nel West Herdforshire. “Davo per scontato che fosse un’altra audizione,” dice. Invece, lei e Grint furono invitati nell’ufficio di Heyman e venne loro detto che avevano avuto i ruoli. Vennero puntualmente portati al piano di sotto per incontrare Radcliffe, il ragazzo che sarebbe stato Harry. Prima ancora di rendersene conto, senza aver avuto un attimo per stemperare l’eccitazione, i nuovi Harry, Ron e Hermione erano in piedi davanti ad un plotone di flash. Mentre quelle fotografie sbarcavano su internet appena cinque minuti dopo, i ragazzi venivano scaraventati nella loro prima conferenza stampa, tutti e tre appoggiati a dei cuscini che permettevano loro di raggiungere i microfoni. Dozzine di Rita Skeeter bombardavano con domande su come ci si sentisse ad essere i Prescelti.
“Rupert è stato un chiacchierone,” rammenta la Watson, “mentre io e Dan eravamo così nervosi da faticare a mettere insieme una frase.” Durante una pausa, si sono sdraiati a terra a giocare a Monopoli. Venne loro detto di recarsi in un hotel che era stato prenotato per loro, invece di andare a casa – dove i fotografi gli avrebbero attesi al varco.
Non c’è mai stata tra i membri della famiglia Watson una qualche discussione su cosa essere un’attrice precoce potesse comportare. Che Emma ottenesse la parte sembrava “così fantasioso”, dice il padre. Ma ora era troppo tardi: Emma la parte l’aveva avuta. Lei e i ragazzi partirono a mille all’ora. (Non ha guastato poi che Emma sarebbe stata pagata una chiaccherata cifra di 4 milioni di dollari per i primi sei film, fino a diventare l’attrice più pagata di Hollywood nel 2009.)

I ragazzi passarono la gran parte dei primi mesi di riprese viaggiando per l’Inghilterra, da Newcaste a Durham e poi a Harrow, di modo che Columbus potesse catturare tutti i siti storici che avrebbero formato Hogwarts. Dato che entrambi i suoi genitori lavoravano, la Watson non aveva nessun membro della sua famiglia ad accompagnarla, solo uno chaperone fornito dalla Warner Bros. e dozzine di pupazzetti Beanie che ogni giorno le inservienti allineavano con solerzia sul suo cuscino. Non avranno avuto con loro i loro genitori, ma i ragazzi avevano con loro alcuni dei più illustri attori britannici – tra cui Richard Harris, Maggie Smith, Alan Rickman, Julie Walters, Miranda Richardson e Fiona Shaw.
“Sembrava bambinetti che si erano persi in un set immenso. Con centinaia di persone attorno, macchinari, e cose del genere,” ricorda Robbie Coltrane, che interpreta il peloso, amabile mastodonte Hagrid, l’amico di Harry, Ron e Hermione nei libri. Ma tutta la crew di Harry Potter divenne una seconda famiglia. Molti di loro erano genitori, il che ha aiutato a creare un ambiente bonario e comprensivo. Il regista Columbus, avendo passato molto tempo in carriera a guidare con dolcezza di fronte alla telecamera dei bambini, per film come “Mamma ho perso l’aereo” e “Mrs. Doubtfire”, ha concesso ai bambini di fare i loro errori in tranquillità. Coltrane, proprio come il suo personaggio, è diventato il grande amicone, divertente e speciale, che sistematicamente divertiva e scioccava i ragazzi con le sue barzellette oscene. “Ad Emma piacevano abbastanza quelle volgari,” dice. Nel frattempo, la Watson e i ragazzi – proprio come il famigerato trio della Rowling – sono diventati come parenti, in virtù della surreale esperienza che stavano condividendo. “L’attenzione che hanno ricevuto questi ragazzi è sconcertante. Sono venuti praticamente dal nulla, ed essere scaraventati in un notorietà istantanea è terrorizzante. Si sono uniti emotivamente attorno a tutto ciò.”, dice Columbus.
Ma portare a termine il primo film non è stato semplice. Ogni giorno, come prescrive la legge, i ragazzi studiavano con un tutore per almeno tre ore prima che le riprese potessero cominciare – e questo lasciava solo 4 ore di lavoro. “Ogni giorno era come una lezione di recitazione,” dice Columbus ricordando che spesso i ragazzi potevano terminare solo una battuta prima di guardare in camera o cominciare a ridere. “Ma Emma era sempre ben preparata nel memorizzare le sue battute, e il suo istinto di attrice era lampante fin dall’inizio.” Un po’ di nozioni scomode la Watson ha dovuto assimilarle. Quando le furono mostrati i ridicoli abiti che Hermione avrebbe dovuto indossare,andò in panico. Tanto quanto dentro di sè sentiva che lei era Hermione, ora la gente avrebbe potuto davvero vederla in quel modo. “Ero davvero devastata dall’idea che i miei primi momenti cinematografici sarei sembrata così cervellona,” dice lei. E dover correre attraverso l’ingresso di Hogwarts in direzione della Sala Grande per gettare le braccia attorno ad Harry era una cosa da pietrificarsi. “Non potete immaginare quanto sia imbarazzante per una bambina di 9 anni anche semplicemente abbracciare un ragazzo. Non è fattibile.”
Ma in entrambe le circostanze la Watson si è distinta. Ha coraggiosamente acconsentito a indossare i finti dentoni, fino a quando Columbus si è accorto che le davano una pronuncia moscia. (Nota per i fanatici di Harry Potter: li si nota nella scena degli addii alla stazione del treno, la prima scena in assoluto ad essere girata.) Per quanto riguarda la storia dell’abbraccio, il panico di Emma ha reso la scena commovente. “La sua reazione dopo è stata così sincera, e scioccante per me come regista. A causa di tutta quella paura e quel nervosismo, la sua interpretazione è stata così sincera e reale. È stata incredibilmente naturale,” dice Columbus. Come Hermione, che sgobbava attorno a pozionti gorgoglianti fin quando il viso praticamente non le si squagliava, la Watson, anche a nove anni, era determinata ad eccellere nel suo nuovo mestiere.
C’era qualcosa di raro nella Watson – era chiaro a tutti. “Fin dall’inizio era lei quella con l’intelligenza più profonda. Non è mai stata il tipo da frivolezze. Una cosa che mi ha sempre fatto impressione è che non parlava mai di sè stessa. Le piccoline, a quell’età, vogliono solo parlare di cose da bambine e praticamente null’altro. Lei si sforzava sempre di parlare di cose che pensava potessero interessare te. E’ una cosa molto matura….. mi ricordo di lei che parlava delle idee.”, dice Coltrane.. Helena Bonham Carter, che interpreta la pazza scatenata Bellatrix Lestrage, dice, “È un simpatico mix di brillantezza pura e di autentica modestia salutare. Modestia al limite dell’auto-critica… è una persona molto analitica, il che si addice molto a Hermione.”

Harry Potter e la Pietra Filosofale è stato un successo, con un guadagno di 90 milioni di dollari nel suo primo weekend. Con il successo del primo film era naturale ce ne sarebbero stati altri – al 2011 saranno 8, uno dei più lunghi sequel nella cinematografia.
Nel corso dei primi tre film, le capacità recitative dei tre ragazzi si sono radicalmente trasformate. Al terzo film, Il Prigioniero di Akzaban, diretto da Alfonso Cuaron (Y tu mamà también), “erano diventati attori così bravi da poter girare una scena con un ciak,” dice Columbus, che del film era il produttore. Hermione stava guadagnando consapevolezza, e fronteggiava il suo glaciale e malevolo compagno di classe Draco Malfoy declamandolo “brutto, lurido, perfido schifoso scarafaggio,” colpendolo a tradimento per poi esclamare con freddezza “Mi sono sfogata”.
Nel frattempo, il suo rapporto con le altre due star si è evoluto, ognuno dei quali è diventato speciale a modo suo.
“Se volessi tirarmi su di morale è da Rupert che andrei,” dice la Watson ricordando il camerino strapieno di giochi come ping pong, una piscina, freccette, gadget telecomandati e caramelle. “Lui è semplicemente il divertimento fatto persona” (A differenza di Hermione, che ha una cotta per Ron, Emma non ne ha mai avuta una per Rupert. Ne ha avuta invece una per Tom Felton, che interpreta Malfoy, e controllava con avidità la scaletta delle riprese ogni mattina per vedere se avrebbero girato delle scene assieme. Ma hei, questa è la vita reale. A quale ragazza non piace il ragazzaccio biondo piuttosto che il peldicarota imbranato?)
Radcliffe sarebbe diventato il suo sparring partner intellettuale per argomenti come musica, cinema, politica – tutto praticamente. “Alcune delle conversazioni più interessanti che abbia mai fatto le ho avute con lui. Daniel è incredibilmente articolato… ma non si smuove dalle sue idee, mi fa ammattire.” Discutono costantemente per ciò che suona dal lettore CD. “Entro nel caravan la mattina ed eccolo che ascolta qualcosa di rumoroso e irritante.” Come Harry per Hermione, Radcliffe è diventato il confidente in carica della Watson. “Alla fine di una giornata, quando qualcosa non va, e da lui che vado per parlarne,” dice lei. Più passava il tempo e più i due si parlavano, mentre sembrava che Harry Potter stesse fagocitando le loro vite.
Conservare quanto più poteva di una normale vita di studentessa delle superiori era una cosa fondamentale per la Watson. Giostrare scuola e lavoro è stato grossomodo fattibile all’inizio. Ai 15 anni sentiva di star perdendo contatto da dovre avrebbe dovuto essere nella sua scuola superiore, la scuola femminile Headington di Oxford. Non era da Hermione restare indietro, e neanche da Emma. Mentre prendeva in considerazione l’ultimo biennio, con gli A-Level sempre più vicini, si sentiva ancora più dolorosamente combattuta. “Mi barcameno tra due genitori, due vite differenti – mi sono sentito come se mi avessero diviso in mille pezzi. Sono quasi andata fuori di testa. Ma dopo ho fatto un respiro profondo. Mi sono detta tipo, Posso farlo e lo farò. Riuscirò a trovare il modo. Non sono pronta per rinunciare a nessuna delle due cose, e quindi semplicemente mi farò il culo per continuarle entrambe.” Sembra quasi di sentire Hermione dire queste stesse identiche parole – senza “culo” magari. Alla fine dei conti, ha ottenuto il più alto voto possibile in tutte e tre i suoi A-Level.
Con voti del genere – per non menzionare la partecipazione in una saga da 5 miliardi di incasso – entrare nella migliore delle università britanniche sarebbe stata una passeggiata. E, infatti, a Cambridge è stata ammessa. Ma il suo piano d’azione è deragliato dopo che un amico americano le ha mostrato il suo prospetto dei corsi al college. “Ero tipo, ma come, a tutti gli studenti è consentito frequentare tutti questi corsi diversi? Non bisogna iscriversi a niente di specifico? Era un’epifania.” Raccogliendo tutto il suo coraggio, ha detto ai suoi di volere andare al college negli Stati Uniti. “Li ho praticamente sconvolti. Tutti mi guardano come a dire ‘Ma sei svitata o cosa?'”

Era inizio Settembre, giorno di traslochi per le matricole della Brown, e mentre la Watson si sistemava nel suo dormitorio pensava di aver appena fatto il più grande errore della sua vita. Dov’erano tutte le persone con in mano le cartellette che le dicevano dove avrebbe dovuto stare? Dov’era il carrellino con i suoi biscotti preferiti? Dov’erano Rupert, Daniel, Robbie e tutti gli altri? Com’era stata stupida a voler andare al college negli Stati Uniti se significava questo: assoluta e totale solitudine, e sentirsi una completa perdente.
“È stato semplicemente orribile,” ricorda pensando al primo week-end da matricola. “Pensavo tipo, devo essere diventata matta. Perché lo sto facendo?” E com’è andata con tutta la questione anima-da-festa? Si è nervosamente recata al suo primo party della fratellanza, sperando di entrare nell’ordine di idee. “Mi sono sentita come se fossi entrare in un teen-movie americano. Ho preso i bicchieri rossi. Ero tipo, Wow, bevono davvero da questi?”
Dopo ha cominciato a incontrare gente. Prima ha fatto la conoscenza della sua compagna di stanza, un’atleta specializzanda che non avrebbe saputo distinguere Piton e Silente da Beavis e Butt-Head. Un sollievo. Dopo si è imbattuta in Richard, del piano di sotto, un canottiere, che un giorno le si è avvicinato mentre usciva dal dormitorio e le ha detto che la sua corporatura era perfetta per fare da timoniere e che secondo lui doveva passare al molo dell’equipaggio e tentare. Inizialmente ha declinato l’invito, ma ogni mattina Richard era lì a spronarla. Il suo entusiasmo era toccante. E quindi decise, per una volta, di buttarsi. E c’era così tanto ancora da scoprire – un numero di possibilità che sembrava infinito. Dopo le lezioni di Economia Aziendale, ora si è organizzata con Storia delle donne europee, le Metamorfosi di ovido e la classe di recitazione. “Penso di essere la peggiore della classe in effetti,” dice la Watson, informandoci allegramente del mortificante aneddoto dove il suo insegnante di recitazione, Thom Jones, le diceva che non praticava correttamente la respirazione. “Mi ha detto ‘Sono sorpreso che che tu riesca ad arrivare alla fine della giornata, la quantità di ossigeno che butti dentro è semplicemente troppo piccola.’ Ho pensato, Oddio, è terribile.”
Ma terribile in senso buono. Questa consumata stacanovista, che stava silenziosamente erodendo la sua vita per non deludere gli altri, ha finalmente scoperto cosa si prova ad essere una normale ragazza emancipata, come le altre alle prese con le sue insicurezze e a godere di piccoli trionfi che niente hanno a vedere con film di successo. “Avevo paura prima di venire alla Brown – che non mi sarebbe stato concesso di avere entrambe [una carriera e una vita normale]. La gente avrebbe pensato che io non le meritassi entrambe. [Avevo paura che avrebbero pensato] Sei famosa. A te le borsette te le danno gratis. Perché dovresti meritare di essere normale?”

Le chiedo come si sentirebbe se alla fine lei diventasse normalmente normale, normale come una professoressa/avvocatessa/bibliotecaria, non come una normale stella del cinema (per dire, non una Julia Roberts). “Penso di potermici vedere, ma mi viene da chiedermi se la gente penserebbe che io abbia fallito in quel caso,” dice dopo qualche attimo di riflessione, e dopo ammette che sì, c’è una parte del successo che è, bhè, irrinunciabile.
“E’ che ti ritrovi ad avere degli alti incredibili. È che hai una platea di centinaia e centinaia di persone di persone alla premiere di un film, e le luci si accendono ovunque, non hai un secondo per pensare mentre milioni di persone fanno qualsiasi cosa al posto tuo perché tu sei troppo impegnata a fare qualsiasi cosa tu stia facendo. Passi da questa iper-intensità, e poi finisci il tuo film, e poi tutto si ferma. Vai nella tua stanza in hotel e tutto quel che c’è è il silenzio. Non riesco a spiegarlo, ma è una cosa che sconvolge.”
Sta anche cominciando a scoprire il suo lato glamour. Robbie Coltrane ricorda di averla vista di recente in questa sua nuova luce. “Stavo in macchina nel Mayfair di Londra e ecco lì le vetrine di Burberry con una gigantesca fotografia di Emma incredibilmente stilosa con quei cappotti e con quell’espressione un po’ beffarda che tutte le modelle eleganti hanno. L’autista e io, che lavoriamo entrambi nei film, abbiamo detto ‘Cristo Santo, è la nostra Em!'” Secondo il Direttore Creativo di Burberry Christopher Bailey, “Lei è l’unica ragazza che conosco a ottenere due reazioni completamente diverse dalla gente: ‘Aw’ e ‘Wooah!'”
Ma alla Brown, Emma ha compreso come evitare che la sua celebrità le sia d’intralcio. Lo scorso autunno, Richard e tutto l’equipaggio l’hanno fatta sedere e le hanno comunicato che ci sarebbe stato un parti a tema su Harry Potter. “Vogliamo che tu capisca che non ha niente a che vedere con te, visto che siamo noi ad organizzare la festa. È un cosa che facciamo da secoli, ma speriamo sul serio che questo non ti dia fastidio.”, le ha spiegato uno di loro.
“Sono stati adorabili in quell’occasione. E’ stato carinissimo,” dice la Watson, visibilmente toccata. Ciononostante, quella serata l’ha passata con gli amici in un ristorante libanese.

  • *___________* Oddea……Io amo questa ragazza!!!

    Che dovrei dire…Non lo so nemmeno io, è semplicemente fantastica e tutto quello che c’è scritto in questa intervista è un gran bel pezzo della sua vita…

    “Stavo in macchina nel Mayfair di Londra e ecco lì le vetrine di Burberry con una gigantesca fotografia di Emma incredibilmente stilosa con quei cappotti e con quell’espressione un po’ beffarda che tutte le modelle eleganti hanno. L’autista e io, che lavoriamo entrambi nei film, abbiamo detto ‘Cristo Santo, è la nostra Em!’”

    Muahahahah Grande Robbie ;)

    Mille Thanks Mister Hahn =)

  • giu_dancer

    Tutto questo è semplicemente meraviglioso!!!
    Grazie mille
    Emma sempre più bella!! <3

  • Sara

    Grazie molte per la traduzione!!!! Fantastica Emmaaa

  • emmmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ti adoroooooooooooooooo abbiamo la stessa età ma una vita diversa sei e lo sarai sempre il mio stereotipo

  • “Mi barcameno tra due genitori, due vite differenti – mi sono sentito come se mi avessero diviso in mille pezzi. Sono quasi andata fuori di testa. Ma dopo ho fatto un respiro profondo. Mi sono detta tipo, Posso farlo e lo farò. Riuscirò a trovare il modo. Non sono pronta per rinunciare a nessuna delle due cose, e quindi semplicemente mi farò il culo per continuarle entrambe.”

    Rileggendo questo pezzo mi sono resa conto che mi piace molto quello che dice, e penso che a volte nella vita anch’io dovrei ripetermi: “Posso farlo e lo farò!”

  • Pancaspe

    Grazie per la traduzione.

    Le parti che preferisco sono quelle in cui parla della sua famiglia, ammettendo le difficoltà di vivere una situazione di divisione (di solito, a mia memoria, sono tutte rose e fiori per Emma), e quando parla della sua vita attuale. Mai Emma è stata così aperta. ^^
    Io diffido sempre delle interviste di VF però. XD

  • EmmaWatz

    Ok, lo dico apertamente: ho le lacrime agli occhi.
    C’è poco da dire: quest’articolo è il più bello che abbia mai letto su Emma.
    è meraviglioso! Parla di tutta la sua vita, ma in un modo diverso dal solito!
    In queste righe ci sono praticamente scritte tutte le ragioni per cui noi amiano Emma: una ragazza umile, intelligente, brillante, bella, simpatica, una persona normale che prova le nostre stesse paure ed emozioni (eh si, difficile da credere, ma è un’umana pure lei u.u)… Veramente bellissimo!
    Mi piace tanto l’inizio, quando racconta di quando non era ancora famosa, e la fine, del suo primo anno alla Brown… Questi due pezzi, leggendoli separatamente,ti fanno notare che Emma, dopo tutto quello che ha passato, non è cambiata più di tanto, ha mentenuto i suoi pregi, è rimasta pressochè la stessa, il che fa un piacere immenso perchè è rarissimo che una persona famosa non si monti la testa!

    Mi sono detta tipo, Posso farlo e lo farò. Riuscirò a trovare il modo. Non sono pronta per rinunciare a nessuna delle due cose, e quindi semplicemente mi farò il culo per continuarle entrambe.”

    Cito lo stesso pezzo di Ale, perchè anche a me è piaciuto tantissimo questo pezzo.
    è proprio questo che dico, Emma riesce a trasmetterci la sua energia, ci da forza!
    Lei è riusciuta a destreggiarsi in questa situazione difficile, e allora posso farcela anche io! Veramente, è una sensasione stupenda!
    Grazie veramente tantissimo per la traduzione =)

  • Questo articolo fa capire ancora di più quanto Emma sia una ragazza incredibile.
    *_________________*
    Grazie per la traduzione.

  • GiOrGiO

    è una tostissima!!!! un vortice di energia pura!! non penso che sia facile gestire 2 vite estremamente diverse l’una dall’altra!!! e anche la separazione dei suoi è stato elemento di divisione e crollo psicologico!!
    però ha tenuto durissimo facendosi un culo così.. e ha ottenuto tutto nella vita… o quasi!!:):)
    è un esempio di vita!!! mi correggo…un bellisssimissimo esempio di vita!!:):):)
    <3<3<3<3<3<3

  • Gloria

    Articolo bellissimo *_*
    E’ una ragazza a dir poco FANTASTICA! L’adoro!

    Grazie mille per la traduzione!

  • Marty * emwatson;

    Questo articolo mi ha profondamente toccata, mi ha proprio commossa e emozionata proprio tantissimo.
    E’ un’intervista particolare, diversa dalle altre, Emma si è proprio aperta completamente senza paura di mostrare tutte le sue debolezze, i momenti di sconforto che ha vissuto e quelli felici.
    E’ una ragazza davvero speciale.

    In queste righe ci sono praticamente scritte tutte le ragioni per cui noi amiano Emma

    Esattamente. E’ una persona meravigliosa, io sento davvero di volerle tanto tanto bene anche se non l’ho mai incontrata di persona. E’ importantissima per me, è fantastica.

    Insomma.. sono d’accordissimo con tuttotuttotutto ciò che ha scritto EmmaWatz. =)

    Per quanto riguarda gli scatti.. mi piace molto questo photoshoot per i colori un po’ pastellosi, la luce, le pose, la piega che hanno fatto ai capelli di Emma che trovo meravigliosa e le sue espressioni.
    Adoro in particolare la prima foto dell’articolo, quella di Emma con il completo di Nina Ricci. E’ davvero davvero stupenda. ♥

    Comunque i servizi fotografici per Vanity Fair sono inconfondibili. xD

    Grazierrime Hahn sia per la traduzione sia per le foto (per queste ultime grazie anche a Ale)! =)

  • Lynus The Porcupine

    Wow, praticamente è la sua biografia dagli albori a oggi! Sigh… Spero solo che continui così, la sua grinta e determinazione sono un fulgido esempio per tutti noi! =) P.s.: Mister Hahn Grazie per il link, adesso ho capito chi sono quei due che ho visto in un sacco di cartoni parodistici! E poi avrei una domanda che voglio appurare: è vero che Ems in tutti questi anni non è mai venuta in Italia? Lo chiedo perchè una mia conoscente afferma di sì, ma io ho qualche dubbio al riguardo… Ps 2:

    senza “culo” magari

    Non sarebbe stato meglio dire “farsi il mazzo“? Come sarebbe tradotto in inglese?

  • Emma ha detto farsi il culo, non vedo per quale ragione avrei dovuto bonton-izzarla xD

  • Dgr

    No, non è mai venuta in Italia.

    Grazie Hahn per la traduzione.
    Bellissimo articolo e… concordo con Emma, posso farlo e lo farò.

  • Tom_Riddle

    Potere è volere,volere è avere,avere è essere,essere è esistere,esistere È.

    Un bellissimo esempio di una vita normale in sè…ma speciale per coloro che la reputano unica.

    Grazie.

  • Andromeda [loves Emma]

    Mi sono detta tipo, Posso farlo e lo farò. Riuscirò a trovare il modo. Non sono pronta per rinunciare a nessuna delle due cose, e quindi semplicemente mi farò il culo per continuarle entrambe.”

    A quanto pare non son l’unica che è rimasta esaltata da questo brano xD
    è incredibile! Emma è il mio Idolo, mi trasmette tutto il suo coraggio ed energia!
    Grazie di esistere,Emma!

  • Cavolo, in questo periodo non riesco a stare appresso allo sfornamento continuo di news, non ci sto proprio con la testa però un articolo del genere non posso lasciarlo in questo modo, incommentato.

    Sentirla parlare, anzi, leggerla in maniera tanto confidenziale, privata mi mancava da morire.
    Era dai tempi dell’intervista per Style che non mi sentivo tanto felice e commossa nel leggere Emma, e non solo e sempre Emma Watson l’Hermione di HP.
    Un pò è stato come leggere una favola: avvertire l’euforia di una ragazzina di 10 anni che pretende la parte del suo personaggio preferito, e cacchio se la pretende (!), è quasi un capriccio perchè la parte è sua e non c’è discussione. E ancora la favola continua, quando questa bimbetta “un pò prepotente” che voleva piacere a tutti i costi ottiene il ruolo: mi sembra quasi di vederla, camminare con quella sua aria Hermionesca tutta convinta, come a dire “Visto? L’avevo detto che era mia, e voi che cercavate inutilmente di disilludermi. Tsè.. adulti.” Come se avesse sempre saputo come sarebbe andata a finire, senza altre possibilità. Insomma, con la testardaggine di un bambino. E poi la favola diventa fiaba, ed Emma, oltre che Hermione, diventa anche un pò Alice immersa in un fantastico mondo, quello del cinema: tra studi e camper di costumi grandi come castelli, cineprese mastodontiche come draghi, microfoni alti come giraffe e una “servitù” degna di una regina di cuori, quasi sembra perdersi sul set con i suoi altrettanto piccoli compagni d’avventura in un incantesimo incredibile, potente, grande.. tanto grande da diventarlo quasi troppo.
    Dall’altra parte infatti è stato come leggere spezzoni di un diario, il diario di Emma: nonostante l’ormai cresciuta Ems abbia sempre continuato a correre in questo mondo surreale comunque con i piedi per terra e la testa sempre ben avvinghiata alla realtà, sente se stessa come divisa in troppe persone e vite diverse, in bilico su un burrone, vede allo specchio non una sola sua immagine riflessa. E questo non la fa star bene. Qui mi è venuta la pelle d’oca mentre leggevo i passaggi sulla sua famiglia e sulla sua doppia vita, e della decisione di mettercela tutta per non rinunciare a nulla, mi ci sono rivista proprio.
    Mi piace tantissimo come affronta le situazioni, è proprio tosta. Apprezzo da morire la sua maturità e la sua intelligenza analitica. Ogni volta che leggo le impressoni che gli altri ci danno di lei ho sempre un nodo alla gola, mi sento tipo “orgogliosa” non so come dire. xD
    E poi tutta la parte dell’Uni, quella proprio è fantastica. Finalmente abbiamo saputo qualcosa di piu’ e sopratutto che inizialmente è stato orribile e non come ci aveva detto nel primo E.M.S. al riguardo, ma d’altronde se avesse detto “Oddio è orribile” si sarebbe scatenato un caso nazionale, già mi vedo i titoli degli articoli, altro che elicotteri: “Fuori dal set la miliardaria si trova male, così si sfoga con i fans la disadattata Hermione”. No, no, ha fatto bene a dirci che tutto era così amazing!. xD
    Non mancano le sue solite seghe mentali, le impressioni e la dichiarata ineffabilità nei confronti della sua vità parallela, quella da star, da principessa dagli abiti magnifici, da Cenerentola che allo scoccare della mezzanotte, dal rumore d’ali di mille flash e un popolo che urla il tuo nome si ritrova sola e nel totale silenzio in una suite d’albergo, in compagnia della sua triste coda di cavallo e un I-Phone al quale pulire il display con un angolo del plaid di un letto troppo grande che non è il suo.

    In ogni caso, alti e basti, lei è sempre così sorridente, solare, decisa e ha questa voglia matta di apparire sempre il piu’ possibile normale. E lei lo è. Lo si capisce da quello che dice e nel modo in cui lo fa. E’ una ragazza normale. Ma fantastica. *_*

    E’ vero, è una delle piu’ belle interviste che abbia mai letto, grazie per la traduzione! *__*

    Le foto vabbè sono bellissime, in particolare quella dov’è sdraiata e l’ultima, dove sembra ricoperta di petali e ha i capelli al vento. <3

  • Marty*emwatson;

    Che bel commento, Hermione, proprio bello. *____*
    E ne sono assolutamente d’accordo. =)

    Proprio ieri ho riletto questa intervista che avevo stampato e messa nel comodino di camera mia perchè mi piace proprio tantissimo e, nel rileggerla, le parole di Emma mi hanno dato una forza e una carica, un’energia incredibili. E io in quel momento ne avevo davvero bisogno.
    E’ stata una cosa stranissima e incredibile allo stesso tempo.
    Quando ho rimesso quei fogli nel cassetto del comodino e sono andata a letto mi sono ripetuta le sue precise parole con tantissimo coraggio in più.

    Leggere poi ora il tuo commento mi ha proprio commossa.. =)
    E’ una ragazza speciale come avevo scritto, ma speciale davvero davvero tanto.

  • E’ bello quello che hai detto, grazie mille. =)