Gigantesco speciale del Sunday Times con un’inedita Emma dietro le quinte dei DDM

Il numero di ieri della più popolare rivista domenicale d’Inghilterra era praticamente interamente dedicato all’imminente Harry Potter e i Doni della Morte con oltre 40 pagine dove non si è trascurato assolutamente niente e nessuno. Foto nuove ce ne sono eccome, ma stavolta niente servizi fotografici: il supplemento del Times ha puntato su curiosissimi scatti behind-the-scenes di tutto il cast, ovviamente anche di Emma. Oltre a questo, Emma si becca un articolo-intervista a sè stante, tradotto per noi in italiano da Hermione Weasley (aeW Forum). Tutto questo bendiddea dalle cucine di Hogwarts lo trovate dopo il salto.





My, oh my, Miss Hermione

Come per magia, i capelli sono stati tagliati, la bacchetta fatta sparire lontano, ed Emma Watson ha cominciato una nuova vita. Una fuga felice? Non proprio. La troupe cinematografica le ha dato quella stabilità che le mancava a casa, racconta a Lesley White.

“Dovrei essere materna?” dico, alzando una teiera in direzione di Emma Watson, mentre sediamo nella soleggiata terrazza di un lussuoso hotel fuori Watford. Mi sorride educatamente, con la schiena appoggiata alla sua sedia, ma l’aspetto dell’attrice, che arriverò presto ad apprezzare, è che a questo punto della sua giovane vita piena di azione, non ha affatto bisogno di essere coccolata. Ci siamo incontrate la scorsa estate, prima del taglio androgino, che sembra essere stato uno spontaneo tentativo di libertà ma che in realtà è un cambio di stile a lungo pianificato che le era stato proibito fino a quando le riprese di Harry Potter and the Deathly Hallows – l’ultimo della serie – non fossero concluse e ultimate.

Adesso ventenne, ha firmato il contratto per interpretare Hermione Granger nel primo film quando aveva nove anni, carina come lo Scoiattolo Nutkin, con la sua faccia a forma di cuore e capelli lucenti, vivacemente nonconformista e irritantemente secchiona proprio al punto giusto, proprio come si sapeva essere (almeno un poco) nella vita reale.

Sembrava delicata, ma adattabile come la maggior parte dei bambini, trovando una seconda famiglia tra gli autori dei sette film blockbuster, prendendo lezioni da dei tutori in classi-tende all’interno dei Leavesden Studios, ex-aerodromo del tempo di guerra dove è cresciuta, appena in fondo alla strada in cui ci incontriamo. Snella, con le lentiggini evidenziate dal sole, indossa leggins tagliati e una canottiera con spallini sottili. Guidata dai suoi PR, è amichevole ma riservata, autocontrollata, tutti i confini guardati protettivamente. Può essere facilmente scambiato per distacco; c’è qualcosa nella Watson – la sua compostezza precoce, le sue frasi complete, la sua intonazione controllata – che ci porta a chiederci se non sia un po’ una signora. Per niente, a dire il vero. Solo stanca, e un po’ triste.

Nel gran finale, rilasciato in due parti, Hermione, Harry e Ron sono in fuga – lei si ricorda il kit medico e i vestiti puliti – alla ricerca degli Horcruxes, la chiave della sconfitta di Voldemort, che è sull’apice dell’onnipotenza. Le loro vite sono in linea in battaglie epiche di tipo reale ed emotivo, inclusa una scena (che non compare nel romanzo) in cui lancia un’incantesimo di dimenticanza sui suoi genitori per cancellare i loro ricordi di lei. “Si vede la sua faccia sparire da tutte le loro fotografie. Vedi il sacrificio che fa per poter partire in viaggio con Harry. Essenzialmente, sceglie il suo amico sulla sua famiglia.”

La Watson è vicina ai propri genitori, ma è riuscita a sopravvivere – sbocciare, veramente – lontano da loro, proprio come quelle schiere di ragazze di campagna di buona famiglia, che vengono spedite in collegio, che si divertono molto meno di Emma. La separazione da casa può farti sentire un po’ dispiaciuta per lei, ma è stata la chiave della sua sopravvivenza in una carriera che avrebbe potuto sopraffare un figlio un po’ meno indipendente.

A casa, ci si aspettava sempre che lei e il fratello minore, Alex, finissero per litigare. I suoi genitori, Jaqueline e Chris – avvocati che si sono conosciuti ad Oxford, che si sono stabiliti lì e poi hanno divorziato quando la figlia aveva cinque anni – l’hanno sempre trattata come un’adulta. “Mio padre non avrebbe sopportato niente di questa roba da bambini,” dice come ad accantonare l’argomento, il che suona comico detto dalla principessa dei film per bambini. “Non ci hanno mai dato il permesso di ordinare dal menù per bambini nei ristoranti. Si è sempre aspettato che conversassi come un’adulta. Non sono stata coccolata, dovevo migliorare quando mi veniva detto di farlo. Non mi hanno mai impedito di bere alcool – avevo sette anni quando ho bevuto il mio primo bicchiere di vino, mischiato con dell’acqua e insieme ad un pasto. Ho sempre trovato strano che, arrivando a scuola, tutti fossero ‘Ooh, abbiamo dell’alcool!’ Non ero interessata.”

Undici anni fa si è aggiudicata la parte di Hermione nello stesso modo in cui i bambini di nove anni sognano una Wii o di diventare capitani della squadra di netball. Era già stata in un paio di recite scolastiche, fatto un laboratorio estivo alla Stagecoach Theatre Arts School, ed è stata inserita nella shortlist dopo un’audizione aperta alla prestigiosa scuola elementare Dragon. E’ stata infine scelta per la sua abilità a, nelle parole di uno dei produttori, “essere diretta e rimanere affascinante al tempo stesso,” un trucchetto che ancora le riesce. I suoi genitori non si sono mai messi in mezzo, nonostante la madre nata in Francia avesse dei dubbi. “Mia mamma era decisamente preoccupata. Mi stavo per avventurare in qualcosa di sconosciuto. Non avrebbe più potuto darmi consigli o dirmi che cosa mi sarei dovuta aspettare, o persino dirmi che sarebbe andato tutto bene. Ero lontanissima da lei. I genitori di Dan e Rupert hanno lasciato i loro lavori per stare con loro. Nessuno dei miei l’ha fatto.”

Voleva che lo faccesero? Fa una pausa. “E’ una domanda un po’ complicata. Non lo so. Entrambi i miei genitori amano il loro lavoro, ed è una gran parte della loro identità e… Se tutta la vita di mia madre fosse girata intorno a me, non avrebbe avuto tempo per stare a casa con mio fratello.” Ha avuto invece due chaperones, come “fantastiche sorelle maggiori”, ma era ancora una bambina che stava via da casa per periodi di cinque settimane alla volta, coccolata e confortata dalle parrucchiere e dalle truccatrici. “Ho ricevuto tanto amore e affetto sul set, ma essere la sola ragazza alle volte era difficile.”

I primi film sono stati girati su location sparse per tutta la Gran Bretagna, ma la piccola Emma non desiderava un’infanzia normale, compagni di classe, pigiama party, privacy. “Ne ho adorato ogni singolo secondo.”

Più tardi, quando è tornata alla privata Headington School, ha fatto fatica a vivere la sua vita come le altre ragazze – una volta si è nascosta nella sala computer di Dixons per evitare le attenzioni – ma non ha sofferto il bullismo che ha dovuto affrontare Daniel Radcliffe quando è tornato a scuola. “Diventava sempre più difficile via via che diventavo più grande. Al sesto anno c’erano un paio di ragazze che non erano carine con me, ma ho avuto un bel gruppo di amiche con cui sono rimasta fino alla fine.”

Il divorzio l’ha avvicinata al fratello minore, Alex. Adesso ha un fratellastro, Toby, e due sorellastre gemelle, Nina e Lucy, dal secondo matrimonio di suo padre; e sua madre ha due figli acquisiti con il suo nuovo marito. Il trauma della separazione dei genitori, è stato alleviato dalla distrazione delle riprese – un gran divertimento per i suoi partecipanti, che si dondolavano sulle impalcature di un parco a tema costruito appositamente, invidiati da ogni bambino che conoscevano. Il fatto che il set li abbia allevati, ha aiutato. “Non avevo molta stabilità a casa, ma fare i film è stata una costante della mia vita, molto stabilizzante, anche se le persone pensano che funzioni al contrario.”

Ha anche avuto una schiera di attori famosi a farle da mentore, più recentemente Helena Bonham Carter, che interpreta la sadica strega Bellatrix Lestrange e, in Harry Potter and the Deathly Hallows, “diventa” Hermione dopo aver bevuto la Pozione Polisucco. “Capisce le pressioni, avendo recitato in Camera con Vista quando aveva 18 anni,” sentenzia una chiaramente ammirata Watson. “E’ stato un sollievo, perché, prima, non avevo nessuno con cui parlare. Siamo molto simili. Ha bisogno di conoscere ogni singolo dettaglio di ogni personaggio che interpreta, quindi mi ha chiesto un centinaio di domande su Hermione e si è scritta tutto. Il suo copione era pieno di appunti. Io sono uguale. Ho letto i libri parecchie volte, devo sapere tutto.”

Il suo personaggio non ha richiesto una gran trasformazione: Hermione è nella stessa misura una gran parte della personalità e del modo in cui Emma è cresciuta, e frutto dell’immaginazione di J.K. Rowling, e – col suo perfezionismo e la sua bellezza emergente – di gran lunga quella più psicologicamente interessante dei tre protagonisti. E’ stata proprio lei [Hermione], assolutamente, il primo motivo che ha spinto lo sceneggiatore Steve Kloves ad accettare il progetto.

Più di ogni altra cosa, ha avuto bisogno di coraggio per il film finale, che la vede inseguita dai Ghermidori nella foresta (lei e Radcliffe, come due fratelli competitivi, l’hanno trasformata in una gara di velocità), accucciata tra effetti pirotecnici, pronta a saltare senza paura sulla schiena di un drago, uno stunt per cui si è dovuta gettare da un’altezza di 30 piedi su una pila di materassi e atterrare distesa. L’hanno allenata? Ride. “Hanno solo detto ‘salta’, e devi stringere i denti e farlo. ‘Questo è un film inglese, non è Hollywood, signorina.'”

Poi c’è la stata la terrificante questione del, alla fine, bacio con Rupert Grint, mentre un ridacchiante Dan è stato mandato via dal set, così che non potesse distrarli con le sue prese in giro. “Gli sono piombata addosso, povero ragazzo.”

Hanno fatto un party d’addio, barbecue con una banda messicana, uno screening dei dietro-le-scene del film fatto da un assistente del regista. E’ stata la prima dei tre protagonisti a mettersi a piangere, seguita da Radcliffe e poi Grint. “Ero un fiume in piema,” confessa. “E’ stato enormemente commovente. Avevo questi strani momenti in cui realizzavo che era l’ultima volta che avrei fatto qualcosa. Salutare è difficile. E’ dolceamaro, davvero.”

Alcuni del cast si fanno ancora vedere in giro; ha visto Dan stamattina; lei era stata richiamata per un po’ di ADR (sostituzione automatica del dialogo) col regista, David Yates; ci sono così tante esplosioni ed effetti speciali col botto, che il dialogo finisce per perdersi. Ma adesso è tutto finito, e loda sua madre per averla costretta a mantenere le amicizie. “Adesso che è finito tutto, ho comunque quell’infrastruttura, quel sostegno.”

La sua cara amica Becky sta studiando per diventare un dottore. “Mi tiene coi piedi per terra. Quando avevo avuto una brutta giornata, lei aveva avuto a che fare con i pazienti al John Radcliffe Hospital. Quello è un lavoro come si deve. Ha trascorso l’estate lavorando in Africa. E’ forte. L’ammiro davvero tanto.” A volte, però, ama il glamour e l’essere riconosciuta: vagando per Glastonbury con l’amico George Craig, il cantante degli One Night Only con una zazzera di capelli in testa, con indosso un paio di jeans corti e un corsetto di Louis Vuitton, era contenta di scoprire di essere considerata la nuova regina del festival. (In verità, Sienna e Kate hanno poco da preoccuparsi: la Watson è troppo pulita per un vero look da vagabonda.)

Lei e Craig, al cui video ha partecipato, sono stati intervistati al Glasto a proposito del loro essere “innamorati”, e sembravano essere piuttosto okay a riguardo, ma adesso insiste che sono sempre stati solo amici. L’unico ragazzo confermato era il finanziere Jay Barrymore, con cui è uscita per due anni. Altri presunti candidati includono il giocatore di rugby Tom Ducker, Johnny Borrell dei Razorlight (con cui si è limitata a condividere un taxi durante la London Fashion Week), e il musicista spagnolo Rafael Cebrian, un collega studente alla Brown University di Providence, Rhode Island, dove si trova per il suo secondo anno.

“Non è mai, mai, mai, mai stato il mio ragazzo.” Si sono incontratti ad un corso estivo del RADA (Royal Academy of Dramatic Arts) nel 2008, ed è stato lui a suggerire il college dell’Ivy League. “Ogni ragazzo con cui vengo fotografata è il mio ‘ragazzo'”, sospira. “Non capiterà mai che finisca per confermare o negare con chi sto uscendo, ma se continuano a fare così il numero diventare così alto che sembrerò un po’ una sgualdrina.” Ride. “Non molto Hermione.”

Le persone la mettono in guardia sulle motivazioni dei suoi potenziali ragazzi, ma è più preoccupata dal fatto che possano rimetterci loro con lei. “E’ spazzatura essere il mio ragazzo. Le persone continuano ad avvicinarmi, sono sempre a lavoro, sono sempre lontana – non ci guadagnano molto. Sono stata in due relazioni piuttosto lunghe e non ho un ragazzo al momento. E’ bello, in realtà, mi fa riprendere fiato. E’ bello essere egoisti.”

Ha scelto la Brown su Cambridge, dove aveva un posto, perché ha pensato che le avrebbe potuto offrire una miglior protezione dalla celebrità, ma ha mal giudicato il potenziale problema. E’ stato difficile fare nuovi amici, con tutto il bagaglio di Potter. “Alle volte è più grande nella mia testa che nella realtà,” si confida. “Rafael mi dice, ‘Rilassati e basta. Alle persone non importa tanto quanto pensi tu. Non ci pensare. Sii te stessa. Ci vorrà al massimo una settimana e poi tutti andranno oltre’.”

“Mi preoccupo sempre di apparire come una che nomina gente famosa durante le conversazioni solo per impressionare la gente, o una che si vanta, quindi sento il bisogno di autodenigrarmi. Mi sento come se le persone fossero sempre sul punto di attacarmi. Se do qualche segno di voler essere una diva o irriconoscente, sono sempre troppo pronti a criticarmi. E’ come se fossero alla disperata ricerca di qualcosa a cui attaccarsi. Il primo semestre non ho parlato della mia vita a casa neanche un po’. Adesso ho capito che è una stupidaggine. Harry Potter è stata una così grande parte della mia vita, che se non lo menzionassi sarei solamente una falsa, e i miei amici finirebbero per conoscere solo una minuscola parte di me. Alla fine, sto imparando a dire ‘Sì, sono famosa. Sì, sono nei film. Devi solo fartene una ragione’. Non ho più intenzione di girarci attorno.”

La Watson ha la sincerità dei giovani, e le ben piantate convizioni delle persone di mezza età, una saggezza inaspettata in una ragazza che ha trascorso i suoi anni formativi facendo la fila al van del catering. D’altro canto, il Potteroworld ha fatto tutto il possibile per proteggere le sue stelle – certamente, il suo successo come franchise dipende in una certa misura nel loro apparire modesti di buone maniere. “Capisco che è un film per bambini. Non ho intenzione di presentarmi ad una première in un vestito corto con tutta la scollatura di fuori.”

Se sembra lodevole che sia rimasta così calma e razionale, ricordatevi che è la figlia di due avvocati ambizioni, l’ereditiera dei geni delle calme riflessioni più che di quelli dell’esaltato showbusiness. Non sembra condividere l’urgente bisogno di Radcliffe di provare le sue credenziali. Ha sperato che la svolta di apparire (nudo) in Equus nel 2007, potesse allentare i suoi legami con Hogwarts. La Watson si sente diversamente. Anche mentre sboccia in un oggetto del desiderio, una sirena del red carpet in abiti sexy, non ha alcuna fretta di abbandonare il suo alter-ego. “Non mi toglierò la gonna, non snifferò cocaina in un film, solo per lasciarmi Hermione alle spalle. Non voglio fare qualcosa di scioccante perché sono così paranoica ed insicura che non posso interpretare un altro ruolo in modo convincente. Non voglio che tutti si dimentichino di me come Hermione. Sono molto orgogliosa di lei.”

La sua maturità, deriva in parte anche dal non aver avuto tempo per perfezionare il ruolo del maleducato, ribelle teenager. “Ho avuto un lavoro dall’età di nove anni. Dovevo fare la mia parte sia come attrice, sia come una persona che deve promuovere i films. Non c’era nessuno contro cui spingere. Per quanto ne sapevo, ero in caduta libera. E’ stato terrificante, davvero. Non potevo lanciare i miei giocattoli fuori dalla carozzina. Ero troppo consapevole di quanto speciale e importante fosse quello che stavo facendo.”

E troppo impegnata a gestire gli scomodi cambiamenti fisici del crescere davanti alle telecamere. Per i primi due film aveva meno di dodici anni, con nessuna fatina a lasciarle una moneta sotto il cuscino quando perdeva un dente da latte; c’era invece un dentista sul set. “Ho perso uno degli incisivi durante il primo anno, quindi me ne mettevano uno finto tutti i giorni per nascondere il buco.”

Più tardi, quando la sua pelle è esplosa in brufoli tipici della prepubertà, era più che altro una crisi personale.

“Fortunatamente, i ragazzi stavano attraversando gli stessi problemi coi brufoli contemporaneamente, quindi avevamo una dermatologa sul set che ci controllava. Mi ha dato una cosa che mi ha bruciato la pelle del viso. E’ stato terribile. Non potevano mettere in pausa le riprese; abbiamo dovuto solo metterci altro trucco, il che ha peggiorato le cose, facendo ancora più male. La capo truccatrice mi ha promesso che non avrebbe più permesso a nessuno di mettermi niente nei punti in cui la mia pelle non era il massimo, e io non le credevo. Ma mi ci è voluto molto per mettermi davanti alle telecamere con una pelle così. Non ho attraversato quella fase in cui i bambini ingrassano, ma ho passato dei momenti in cui sembravo uno scoiattolo, e non mi sentivo bene con me stessa.”

Evidentemente, si sente bene adesso. La carriera da modella della Watson è stata una rivelazione più grande di quella da attrice. Nella campagna Burberry è stata fotografata a fianco di George Craig e suo fratello Alex, dal suo eroe, Mario Testino, posando con una sofisticatezza quasi allarmante, la Saputella con i calzini grigi al ginocchio che diventa una simil-gazzella Chelsea-girl con un livello di figaggine che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Adesso è amica di Karl Lagerfeld e le vengono prestati abiti Chanel tutte le volte che vuole.

Alcune interviste la fanno suonare insicura sulla continuazione della sua carriera recitativa, e c’è stato un ritardo nella firma del contratto per gli ultimi due film – perché la tabella di marcia proposta si scontrava con le date dei suoi A-levels – che ha scatenato il gossip. “Mi hanno dato un programma che sembrava impossibile. Avrebbero dovuto compromettersi per lavorare nei giorni dei miei esami.” Alla fine delle riprese, tornava al suo appartamento in affitto ad Hampstead per lavorare su dei saggi fino alle una di notte, per poi farsi venire a prendere alle 6:30 del mattino per andare a lavoro.

“Sono stata probabilmente troppo dura con me stessa. E’ stato da matti, ma era colpa mia.”

Ha ricevuto tutte A, come previsto, il perfetto modello da seguire per i fans che le mandano centinaia di quadri e disegni che la raffigurano, lavori artistici che non le piace mostrare per paura di sembrare superficiale. “Non posso appenderli, sembrerebbe un altarino a me stessa.” E’ anche sommersa da Bibbie e guide religiose, presumibilmente contro le forze oscure, ma il suo tributo preferito è di un giapponese: un pacchetto di cerotti per le sue ferite dopo gli scontri subiti in Harry Potter and the Prisoner of Azkaban.

Interpretare la parte dell’amante del palco Paulin Fossil in Ballet Shoes della BBC del 2007 (le sue sorelle gemelle hanno recitato nella parte della lei di due anni) è stato il suo test personale per capire se sapeva davvero recitare piuttosto che “giocare a far finta”. Essendosi convinta, ha firmato per il ruolo di Lucy, l’interesse amoroso di Eddie Redmayne in My Week With Marilyn basato sul soggiorno londinese del 1956 di Marilyn Monroe per le riprese di The Prince and the Showgirl. “E’ una parte piccola, ma interessante.”

E’ ricca, ovviamente. L’anno scorso è stata la donna che più ha guadagnato ad Hollywood. Ha comprato uno chalet in Francia, un Prius eco-friendly, e ha persino seguito un corso alla Coutts Bank sulla gestione delle finanze. Ha dato del denaro ai suoi genitori, regalato una Peugeot al suo fratellastro per il suo diciottesimo compleanno, e compra vestiti per Alex, anche se probabilmente lui ne riceve già un sacco per i suoi lavori da modello.

“I soldi sono piuttosto opprimenti. Mio padre non mi ha detto quanti soldi stavo guadagnando fino a quando non avevo diciotto anni. Quando l’ha fatto, mi sono sentita piuttosto nauseata. Sarei dovuta essere esaltata, ma ero solo spaventata. Sono una studentessa. Non ho un gran bisogno di soldi. Non ho molto per cui spenderli. I vestiti più costosi che indosso di solito mi vengono prestati.”

Non sono sicura che, in fondo in fondo, la Watson pensi a se stessa come un’attrice nello stesso modo in cui lo fanno, per dire, Carey Mulligan o Gemma Arterton. E’ accademica, sportiva, bella; la recitazione non l’ha salvata, come invece ha probabilmente fatto con Radcliffe, quindi è meno spaventata dalla sua possibile ritirata dalla sua vita, più sicura delle sue possibilità alternative. Parla più facilmente di se stessa come una studentessa con contorno di guadagni economici, lavorando di gran lena alla sua Emily Dickinson [?], insicura su tutti gli aspetti del futuro tranne quello finanziario.

Quando parliamo dopo il nostro incontro, è nel bel mezzo del suo secondo anno, pensando che potrebbe scegliere storia come major, ma cercando di mettersi abbastanza avanti col suo lavoro, da permetterle di prendersi un break di due settimane per promuovere il nuovo film. La sua estate è stata grandiosa: un viaggio in Bangladesh con la compagnia di abiti etici People Tree, per cui è testimonial, una vacanza alle Seychelles con suo padre e i suoi fratelli, un bel po’ di ritrovi a Londra nel suo nuovo appartamento (in affitto), scegliendo il colore della vernice, comprando divani, “creando il mio nido.”

La grande novità da quando l’avevo vista, è il suo taglio da elfo, opera di Rodney Cutler al Cutler Salon di New York, ispirato da Jean Seberg, Mia Farrow e la madre di Emma. Ha sempre pensato che i capelli corti fossero cool. “Non ho potuto cambiare i miei capelli per dieci anni, e volevo fare qualcosa per segnare la mia entrata in una nuova fase della mia vita.” Ride. “Ad alcune persone non piace, pensano che sia un’espressione estetica del mio tormento interiore, il mio momento alla Britney Spears. Andiamo! Mi sono solo tagliata i capelli.”

Le piacerebbe interpretare un ruolo shakespeariano un giorno – Ofelia o Giulietta – ma non potrebbe sopportare l’idea di recitare la parte di un’imbarazzante oca giuliva. Uno dei suoi corsi alla Brown è studio delle donne, dopotutto. “Non mi interessa essere una bella faccetta,” dice. “Se non ci sono ruoli che mi piacciono, preferisco prendere un’altra laurea.” Incoraggerebbe una sua possibile figlia a seguire il suo stesso percorso?

“Sì. Non avrei mai perdonato i miei genitori se mi avessero impedito di avere questa meravigliosa opportunità. La cosa difficile è stata fare otto film blockbusters uno dopo l’altro durante gli anni della mia adolescenza. Se fosse mia figlia, preferirei che fosse solo uno o due film.”

  • Lynus The Porcupine

    Wow, praticamente una storia iper-dettagliata della sua vita da 0 a 20 anni! Solo, se permettete, stanno iniziando davvero a rompere i vasi con la storia del suo taglio di capelli! Tutti abbiamo il diritto di provare cose nuove e fare nuove esperienze, nella vita, no? E lei ha cominciato così, punto e basta. Tra parentesi, non sarebbe brutto se avesse una figlia, solo che, anzichè conoscerla ancora come Emma Watson, potrebbe diventare, non saprei, qualcosa tipo “Emma Richardson” o “Emma Beaumont”, tanto per dirne alcuni, non mi viene in mente niente di meglio…

  • La macchina fotografica che sta usando Emma nell’ultima foto secondo me è proprio quella che ha preso nel negozio vintage di Hampstead. ^^
    Che carina che è in quella foto. ♥

    Mi piace tantissimo anche lo scatto dell’ultimo scan! *____*

    Grazie mille anche per l’intervista tradotta. =)

  • Deborah

    Cavolo, dovrebbero fare più spesso speciali del genere, magari in italiano!
    Spero Emma faccia di nuovo uno shoot per un magazine italiano come Vogue Italia!!!
    Comunque grazie mille!!! XXX

  • m

    emma si mitica

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