“EMMA” – Una collezione di dipinti che aiuta le ragazze a studiare

British Vogue intervista la Watson sulla collezione “EMMA” di Mark Demsteader, in mostra alla Panter & Hall Gallery in Bury Street a Londra fino al 1 Luglio, e pubblica una foto che ritrae artista e musa.

British Vogue: Raccontaci: come hai scoperto il lavoro di Mark?
Emma Watson: Sono cresciuta ad Oxford e, nel tragitto verso la scuola, ero solita passare davanti ad una galleria che vendeva i suoi lavori. Mi fermavo e guardavo i suoi pezzi per ore, cercando di capire come li avesse fatti. Ho sempre seguito il suo lavoro.

BV: Come è nata la collaborazione?
EW: Sono tornata a casa ad Oxford e ho visto di nuovi i suoi pezzi e ho realizzato che avrei dovuto provare e comprarne qualcuno. Non ho mai comprato arte ancora, anche se l’adoro. Così ho contattato Mark per comprare un disegno come regalo per il mio ventunesimo compleanno. Quando gli ho scritto un’email mi ha chiesto di permettergli di ritrarmi, e così è nata la mostra. All’inizio ero un po’ esitante, non perché non volessi lavorare con Mark, ma perché non ero completamente a mio agio all’idea di un’intera mostra di mie immagini! Ma Mark ha detto che potevo farlo per un’organizzazione di beneficenza di mia scelta, e davvero non potevo perdere l’occasione di essere in uno dei suoi dipinti. Sono felice di averlo fatto.

BV: Quanto tempo hai trascorso posando per Mark?
EW: Siccome Mark impiega mesi per creare i suoi pezzi, trova più facile lavorare dalle fotografie così ho incontrato lui e un fotografo per un photoshoot di un giorno a nord di Londra a Gennaio. Era un photoshoot molto semplice con una sola luce a creare le ombre. Abbiamo fatto molte foto in varie pose e Mark nei ha selezionate una trentina da trasformare in dipinti.

BV: C’è differenza tra il posare per dei dipinti e posare per un servizio fotografico come quello per la copertina di Vogue?
EW: Non ho propriamente posato per Mark, ma comunque è stato un servizio fotografico completamente diverso da quelli che ho fatto prima. Era molto semplice: mi sono truccata da sola e ho portato una selezione di abiti semplici per la silhouette. Mark si è occupato della luce. Piuttosto diverso dal mio shoot per la copertina di British Vogue nel 2010 che coinvolgeva una largo team di professionisti!

BV: Cosa pensi del risultato finale?
EW: Sono entusiasta di cosa è venuto fuori; sono bellissimi. Mark è pieno di talento, vorrei avere una briciola della sua abilità!

BV: Qual è il tuo preferito?
EW: E’ difficilissimo per me scegliere un preferito perché sono tutti bellissimi. Comunque penso che il mio preferito sia il dipinto ad olio con il vestito giallo.

BV: Ne comperai uno?
EW: Ne avrei assolutamente comprato uno ma Mark è stato così generoso e me ne ha regalato uno come ringraziamento. Mi ha dato il dipinto ad olio che ho menzionato prima.

BV: Parlaci dell’organizzazione benefica che beneficerà della vendita.
EW: CAMFED lavora con le ragazze in Zimbabwe, Zambia, Malawi, Ghana e Tanzania. Senza i loro sforzi, milioni di ragazze in quei paesi non avrebbero la possibilità di andare a scuola per avere un’istruzione e migliorare la loro vita e quella delle loro famiglia, e questo soprattutto a causa della povertà. Le famiglie nelle zone rurali più povere dell’Africa semplicemente non possono permettersi di comprare i libri o pagare le tasse scolastiche per tutti i loro figli, quindi devono compiere la difficile scelta di decidere quali figli riceveranno un’istruzione. Le ragazze sono scelte raramente perché si pensa che i ragazzi hanno migliori possibilità di trovare un lavoro pagato dopo la laurea. Io sono tanto fortunata da vivere in un Paese che mi dà il diritto di andare a scuola: non ho mai dovuto combattere con il tipo di pregiudizio e discriminazione sessuale con cui le donne hanno a che fare in quelle nazioni. La mia istruzione mi ha dato potere, mi ha dato stabilità e indipendenza, e l’idea di dare ad altre ragazze la possibilità che io sono abbastanza fortunata da avere mi rende felice. CAMFED lavora duro per raccogliere denaro per sostenere le ragazze attraverso la scuola elementare, secondaria, l’Università e le scuole professionali per dare loro le opportunità che altrimenti non avrebbero. Questo non solo permette alle ragazze in quelle aree a realizzare al meglio le loro potenzialità nello studio e nella carriera, ma migliora anche la qualità della vita in altri modi, attraverso l’educazione sull’HIV per esempio. E’ una soluzione sostenibile e a lungo termine per problemi molto difficili, e supportando queste giovani ragazze si è in grado di fare una grande differenza. E’ un’organizzazione benefica fantastica e io spero di lavorare ancora con loro in futuro.

Abbiamo che un secondo ritratto di Demsteader ed Emma.