Emma su Elle France: nuova intervista!

Nonostante le “vecchie” foto dello shoot di Lubomirski, non neghiamo che ci piace tanto ammirarle all’infinito xD

Traduzione inglese thanks to Watsonuncensored

Traduzione italiana a cura della nostra Pancaspe

[Scan thanks to: Emma Watson France]

Elle: Hai partecipato alla creazione della nuova linea In Love. Puoi parlarcene brevemente?

Emma: Indosso molto make-up quando lavoro e meno, un pochino nella vita quotidiana. Volevo colori delicati, un balsamo colorato per le labbra, un fard rosato per la mia pelle chiara, uno spray opacizzante che mi permettesse di evitare la cipria… Qualcosa di delicato, che fosse simile a me.

 

Elle: All’opposto, nel prossimo film di Sofia Coppola, The Bling Ring, interpreti la classica ragazza bella di Los Angeles che indossa troppo make-up!

Emma: Sì, mi hanno messo addosso un’abbronzatura falsa e tutto il resto! Dovevo indossare gli Uggs, un reggiseno push-up e i pantaloni della tuta. Si vedono le bretelle del mio reggiseno, cosa che io odio, ed ho persino preso lezioni di pole dance… Ero inorridita! Ma è stato divertente essere la ragazzaccia. Nella vita reale, non ho il tempo per questo.

 

 

Elle: Accettare l’idea che se rifiuti un ruolo, un altro arriverà, è la chiave del tuo equilibrio?

Emma: Assolutamente! E’ vero che è spaventoso rifiutare qualcosa, ma devi essere sicuro e conoscere le tue priorità, perché se accetti tutto, non significa niente alla fine, non sei davvero impegnato in nulla e non preservi quel che è importante: tempo e spazio per la vita reale, prenderti cura di te stesso. Se non lo fai, le cose crolleranno molto in fretta. Questo lavoro può mangiarti l’anima se non fai attenzione, così devi procedere lentamente. Quello che darai non sarà mai abbastanza, sicché puoi solo fare del tuo meglio sapendo che il pubblico e i registi vorranno sempre di più.

 

Elle: Quali sono le tue priorità?

Emma: Prendermi il tempo di avere una mia vita. Quando giro un film, è facile che lavori 14 ore al giorno, e riposi nel fine settimana. Fare un film dopo l’altro senza sosta è pericoloso. Un po’ alla volta, dimentichi la vita quotidiana, ti allontani, rifiuti la vita sociale, perdi i contatti con la tua famiglia. Ti isoli, e più va avanti, più diventa difficile fermarsi, smettere di lavorare, perché hai paura del vuoto. Cosa fare del tempo libero quando ti fermi? Sono ben consapevole di questo rischio, cerco di non arrivare al punto di aver paura di non fare film.

 

Elle: Quando sei un’attrice, restare in contatto con la realtà richiede molti sforzi?

Emma: Terribilmente! E’ una delle ragioni per cui ho deciso di andare all’Università. Come posso interpretare qualcuno che va in lavanderia o qualcuno che prende il bus se non ho idea di come sia la vita fuori dal set? Faccio film da quando avevo nove anni. Ogni giorno mi batto per camminare invece di prendere l’auto, per prendermi un bicchiere d’acqua da sola, per far questo o quello da sola. La gente vuole chiuderti in una bolla. Sei merce dopotutto, e vogliono tenerti al sicuro dove possono vederti e dove nulla può accaderti, a portata di mano se hanno bisogno che lavori. Quando realizzi questo, devi difenderti e dire: “Capisco che questo rende la tua vita più facile, ma fa sì che io viva la mia attraverso un vetro antiproiettile.” Pertanto, se sono stata un’adolescente ribelle era perché rifiutavo di essere trattata come una bambola di porcellana. E’ bene essere considerata una persona reale.

 

Elle: La letteratura aiuta a fare nuove esperienze?

Emma: Sì! Ovviamente leggo molte sceneggiature e libri. Amo Just Kids di Patti Smith, sto finendo di leggere Norwegian Wood (ndEWI: pubblicato in Italia due volte, una nel 2003 con titolo Tokyo Blues, la seconda nel 2006 con il titolo originale) di Murakami. Amo i poeti, William Blake per esempio, ma anche racconti filosofici come The Prophet (ndEWI: in Italia è pubblicato col titolo Il Profeta) di Kahlil Gibran. A volte viaggio così tanto che non so più niente, che giorno della settimana sia o in qualche Paese siamo. Devi trovare il modo di tornare in te. Così io leggo, e provo a meditare. All’inizio era difficilissimo, tutto il mio essere opponeva resistenza, a malapena riuscivo a stare due minuti senza sentire il bisogno di fare qualcosa – leggere, ascoltare musica, distrarmi in un modo o in un altro. Ma per me ne è valsa la pena.

 

Elle: Stephen Chbosky, il regista di Noi Siamo Infinito, ha detto a Elle US che sentiva che il successo ti ha dato un sorta di profondità, ma anche un po’ di solitudine. Capisci perché ha visto questo in te?

Emma: Sì, la celebrità può isolarti moltissimo. Le persone ti vedono diverso da loro, non umano in qualche modo. Mentre cresci non è facile. A scuola, vogliamo tutti essere come tutti gli altri, quindi è difficile parlare di qualunque cosa ti renda diverso. Quando ero più giovane, sognavo di mischiarmi con gli altri, di non essere notata. Poi crescendo ho imparato ad apprezzare la mia singolarità e questa fama mi permette di scegliere di lavorare in film incredibili.

 

Elle: Tu sei una Star del cinema o un’attrice?

Emma: E’ buffo, non mi riconosco per niente nell’espressione “Star del cinema”. Mi piace molto di più quando poniamo l’attenzione so cosa faccio piuttosto che sulla fama, quindi di sicuro preferisco che la gente parli di me come un’attrice