I sospetti indossavano delle Louboutin

Dopo la serie di Harry Potter, Ballet Shoes, The Tale of Despereaux, My Week with Marilyn e The Perks of Being a Wallflower, tutti film tratti da romanzi e libri, con The Bling Ring Emma compare in una pellicola che prende spunto da fatti realmente accaduti, pochissimi anni fa, che hanno attirato l’attenzione dei media di tutto il modo, compresa la rivista Vanity Fair, per la quale Nancy Jo Sales ha scritto l’articolo che ha ispirato la sceneggiatura di Sofia Coppola.

I fatti vedono una banda di giovani californiani svaligiare le case di alcune star, a Los Angeles. Il crimine commesso non è il “banale” furto a scopo di lucro che avviene nelle nostre città; no, questi ragazzi non sempre traggono profitto economico dalle loro scorribande. L’obiettivo è possedere vestiti e averi dei loro beniamini e icone di stile. Cresciuti nella cultura della celebrità, nella città in cui in ogni angolo si trova una troupe televisiva, vittime dell’istinto adolescenziale che li porta a voler vivere ogni emozione ed esperienza senza filtro alcuno, indossano la pelle dei loro idoli, dopo averla rubata.

Sofia Coppola, sofisticata regista, predilige il racconto di storie sulla crescita, sulla maturazione, sul divenire, piuttosto che sull’essere, e con questo film fa propria la storia di una generazione nata nella speranza di essere famosa.

Ho pensato che questa storia dica tantissimo della nostra cultura oggi e degli effetti che ha sulle persone.

 

Il modo migliore per affrontare la visione del film è essere in grado di criticarlo con cognizione di causa, leggendo il pezzo che lo ha ispirato. Per questo Emma Watson Italia ve ne propone, nelle prossime cinque pagine, la traduzione in italiano, a cura del nostro lettore Giacinto Poli, e a seguire un’interessante intervista alla giornalista, in cui la Sales esprime qualche valutazione sui protagonisti della storia da lei incontrati.

 

I sospetti indossavano delle Louboutin

La più audace banda di rapinatori nella storia recente di Hollywood – accusata di aver rubato più di tre milioni di dollari in vestiti e gioielleria da Paris Hilton, Lindsay Lohan e altre star – sembra essere un gruppo di ragazzi che la notte vanno da un nightclub all‘altro, spinti dalla vanità e dall‘adorazione verso le celebrità.

Alexis Neiers disse ai poliziotti che lei e Nick Prugo avevano trascorso del tempo a bere a Beso, un bar-ristorante trendy ad Hollywood Boulevard, quando Prugo ricevette una chiamata da Rachel Lee che gli diceva di andare a incontrarlo. Era il tredici Luglio del duemilanove. Neiers disse che sapeva bene che Prugo e Lee – entrambi diciannovenni e ex compagni di classe alla Indian Hills, un liceo alternativo in Augora Hills, un attivo sobborgo di Los Angeles – stessero commettendo alcune rapine nelle case delle celebrità. Tra queste “figuravano Paris Hilton, Lindsay Lohan, Rachel Bilson, Audrina Partridge, e altre di cui non era sicura,” stando a quanto diceva il dipartimento di polizia di Los Angeles.

Neiers, diciottenne, disse che lei era ubriaca e “insicura su ciò che stava accadendo” nel momento in cui Prugo parcheggiò la sua Toyota bianca sulla strada nei pressi di una casa in Hollywood Hills. Più tardi, disse, avrebbe scoperto che si trattava della casa della star de I Pirati dei Caraibi, Orlando Bloom. I suoi amici sapevano bene che Orlando si trovava a New York per girare un film. Cercavano questo tipo di informazioni sui siti di celebrità tipo TMZ. Scoprivano dove le case delle star si trovavano tramite Google Maps e celebrityaddressaerial.com.

Neiers disse che Lee e un‘altra ragazza, che rispondeva al nome di Diana Tamayo, diciannovenne, uscirono dalla Audi bianca di Lee, e i quattro ragazzi risalirono la collina sino alla residenza di Bloom, una desolata casa bianca.  Neiers non voleva entrarci dentro, disse, ma seguì il gruppo comunque. Disse alla polizia che Prugo, Lee, e Tamayo sembravano star coprendo le loro facce coi loro cappucci, apparentemente per nascondere i loro volti alle camere di sicurezza. Lee tagliò una parte della recinzione di metallo che circondava l‘abitazione, disse Neiers, e i ragazzi vi entrarono gattonando.

Disse che ispezionarono la casa, controllando porte e finestre, trovando infine una porta aperta nei pressi della piscina di Bloom. Vi entrarono e gli altri ragazzi cominciarono a perquisire la casa, stando a quanto detto da Neiers. Quella notte, loro avrebbero rubato all‘incirca 500.000 dollari in orologi Rolex, valigeria di Luis Vuitton, vestiti e opere d’are. “Che cavolo stai facendo? Fatemi andare via di qui, cazzo!” Neiers disse che urlò. Quindi andò fuori e vomitò e fece pipì tra i cespugli.

Il mostro della Fama

In data 16 Novembre, Neiers arrivò alla corte superiore di Los Angeles per la sua chiamata in giudizio con una troupe direttamente da E! ad assistervi. Il suo show, inteso all‘inizio a parlare della sua vita come ragazza da party sulla scena di Hollywood, era ora diventato una cronaca dei suoi sforzi per stare fuori di galera. Era stata accusata quel giorno di aver rapinato la casa di Orlando Bloom. Dai media veniva chiamata come un membro della “Banda di Rapinatori”, battezzata “The Bling Ring”, soprannome per la banda di rapinatori più sfacciata e di successo che Hollywood potesse mai ricordare: una banda di ragazzi benestanti dalla Valley.

Troupe di registrazione dalle stazioni giornalistiche locali, Good Morning America, Dateline NBC e TMZ erano in attesa al di fuori del trentesimo Dipartimento sul terzo piano del tribunale. Produttori da vari show mormorarono come Neiers – una ex istruttrice di hip hop e di pole dance – sedeva nella quiete più assoluta su una panchina, permettendo a una donna addetta al makeup di truccarla.

Una ragazza dalle gambe lunghe con lunghi capelli scuri e occhi verde-azzurri scintillanti, Neiers indossava una minigonna di tweed, un maglione rosa e delle Loboutins tacco undici. “Sto mettendo su una collezione di scarpe molto figa,” disse.

Il report del dipartimento di Polizia di Los Angeles sul Bling Ring afferma che Nick Prugo disse ai poliziotti che Rachel Lee – una ragazza korean statunitense proveniente da Calabasas, un benestante sobborgo nella Valley – era “la forza conduttrice del gruppo di rapinatori e che le sue motivazioni erano basate sul suo desiderio di possedere ciò che era contenuto negli armadi delle celebrità di Hollywood che lei ammirava.” Coinvolti nel caso sono Neiers, Prugo, Lee, Tamato, la loro amica Courtney Ames, diciannovenne e Roy Lopez Junior, ventisettenne, un buttafuori che Ames aveva conosciuto durante un suo lavoro come cameriera (Tutti dichiarati non colpevoli, eccezion fatta per Lee, i cui termini erano ancora da discutere in sede).

Tra l‘Ottobre del 2008 e l‘Agosto del 2009, i presunti membri del Bling Ring avevano rubato complessivamente più di 3 milioni di dollari in gioielleria e altri tipi di beni da diversi giovani attori di Hollywood: Hilton, Lohan, Patridge (che lavorava regolarmente nel reality show The Hills), Bilson (ex star di The O.C.), un membro del cast originale di Beverly Hills 90210 Brian Austin Green e la sua ragazza, l‘attrice Megan Fox. Si dice avessero provato anche a derubare la star di High School Musical Ashley Tisdale, anche, ma che fossero scappati non appena scoperti da una cameriera.

I colpevoli sembravano prediligere marchi di lusso: Chanel, Gucci, Tiffany, Cartier, Prada, Marc Jacobs, Dolce e Gabbana, Burberry, Yves Saint Laurent. Si presume abbiano rubato vestiti, scarpe, borsette, makeup, profumi, biancheria intima. Avevano anche preso la pistola automatica .380 di Green Sig Sauer.

Nell‘ufficio del suo avvocato, una settimana prima della sua chiamata in giudizio, Neiers aveva negato di essere in qualsiasi modo legata agli eventi delle rapine. “Credo profondamente nel Karma,” disse, “e penso che questa situazione si è verificata nella mia vita perché mi desse un‘enorme lezione da imparare che contribuisse alla mia crescita ed espansione da essere umano spirituale quale sono. Mi vedo come Angelina Jolie” disse, “ma ancor più forte, spingendomi ancor più oltre verso la pace dell‘universo e la salute del nostro pianeta“. Sembrava quasi una vera celebrità. “Dio non mi ha dato questi talenti e aspetti perché stia seduta solo a fare la modella o a essere famosa. Voglio essere a capo di un‘enorme organizzazione di beneficenza, voglio essere a capo di un paese, per quello che ne so.”

Pochi attimi prima dell‘inizio della sua chiamata in giudizio, un produttore di telegiornali le si avvicinò, chiedendole un‘intervista. “Ho intenzione di fare un comunicato fuori dal tribunale,” promise il suo difensore. Entrò in tribunale non appena le telecamere cominciarono a girare.

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“Mi vedo come Angelina Jolie ma ancor più forte, spingendomi ancor più oltre verso la pace dell‘universo e la salute del nostro pianeta.“

 

La spia

Nick Prugo fornisce una descrizione diversa degli eventi accaduti nella notte della rapina a casa Bloom. “Non andammo neppure da Beso quella notte,” disse. Un ragazzo scarno con una faccia spigolosa e piccoli occhi castani, sedeva di fronte al fuoco a casa del suo avvocato, Sean Erenstoft, in una piovosa sera di dicembre.

Accusato di sette rapine, ognuna delle quali porterebbe una sentenza che va dai due ai sei anni, Prugo sta facendo i conti con un periodo difficile. Ad Ottobre confessò alla polizia senza che prima fosse stipulato un accordo. Per diverse settimane dopo il suo arresto, nel 17 Settembre (dopo che un informatore gli aveva puntato il dito contro), negò tutto. Ma allora, dice, trovava difficile respirare, dormire, mangiare – “stavo anche perdendo i miei capelli.”

“Ha confessato crimini che noi neppure sapevamo avesse commesso,” l‘ufficiale Brett Goodkin, il capo investigatore affidato al caso, disse al telefono. “Anche se ero accusato di più cose, sai,” disse Prugo, “penso ancora fosse la cosa giusta da fare.”

Disse che la notte della rapina alla casa di Bloom “i miei genitori erano fuori città. La madre di Alexis l‘aveva sbattuta fuori. Così Alexis venne un po’ a stare da me.” Anche Neiers disse ai poliziotti che “sua madre l‘aveva sbattuta fuori di casa.” Prugo, stando a ciò che dice il L.A.P.D., disse che era stata cacciata di casa perché Neiers aveva fumato OxyContin. “Ovviamente non e‘ vero,” disse Neiers. “La credibilità di Nick Prugo è come minimo discutibile,” dice il suo avvocato, Jeffery Rubenstein.

“Miranda Kerr, una modella di Victoria‘s Secret, stava uscendo con Orlando Bloom, e Rachel [Lee] voleva i vestiti della modella di Victoria‘s Secret,” disse Prugo. L‘avvocato di Lee, Peter Korn, si limita a dire “non voglio partecipare all‘attenzione dei media in questo caso.”

“Avevamo pensato di incontrarci” a casa di Bloom, disse Prugo. “Io e Alexis incontrammo Rachel e Diana. Andammo alla casa.” Il video di sorveglianza della residenza di Bloom della notte della rapina mostra quattro figure dai tratti assai giovanili che salgono la collina illuminata, che coprono le loro teste con le loro braccia e cappucci mentre camminano al contrario, apparentemente cercando di nascondere le loro facce alle telecamere di sicurezza. “Come farebbe una persona ubriaca, in quelle condizioni, che vomita,” così come Neiers aveva detto stesse facendo, “a camminare al contrario su per una collina?” chiese Prugo.

Ogni qualvolta rapinavano le case delle celebrità, disse Prugo, era così: “Prendevi una valigia e la riempivi con tutto quello che volevi.” Disse che Lee lo chiamava “andare a far shopping”. “Nella camera da letto, Rachel trovò un assortimento di Rolex e, tipo, quindicimila dollari. Alexis prese una borsa di Louis Vuitton delle dimensioni di un portatile e lo usava a mo‘ di borsa. Miranda Kerr aveva un vestito firmato Alex Perry – un vestito da passerella. Lei prese quello.“

I video di sorveglianza della residenza di Bloom mostra due figure che giungono dalla collina e che vanno su e giù per essa portandosi dietro grandi borse per diverse volte tra le tre e le quattro del mattino. Le borse sono così ingombranti che una delle figure incespica. Prugo disse che lui e Neiers andarono via attorno alle cinque, ma Lee e Tamayo tornarono dentro perché, disse Lee, “volevo delle opere perché mi sto per trasferire a Vegas e voglio della roba per decorare la mia casa.”

Qualche tempo dopo, disse Prugo, vendette la maggior parte dei Rolex di Bloom a Johnny Ajar – conosciuto anche come Johnny il Pericoloso, e, secondo il rapporto della polizia, il loro ricettatore, un delinquente ex galeotto e promoter a Les Deux che avrebbe garantito l‘entrata di Prugo ed i suoi amici minorenni nel club. Quando i poliziotti perquisirono la casa di Ajar, trovarono la pistola Brian Austin Green. Ajar è ora rinchiuso sotto stretta sorveglianza in un dipartimento della Twin Tower di Los Angeles, con l‘accusa di possesso di droga e armi da fuoco. “Ci ha dato 5.000 dollari per, su per giù, 10 Rolex,” disse Prugo, “che credo non sia un grande affare, ora che ci penso.”

L‘avvocato di Ajar, Michael Goldstein, dice: “Trovo preoccupante che Prugo, che secondo la maggior parte dei pareri è la mente di questi furti insieme a Lee, stia coinvolgendo tutti gli altri, mentre il mio cliente resta in carcere.”

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