Junket et press pour l’Italie

Ennesimo cambio di look e il ritorno della treccia per un’altra sessione di junket press di cui dobbiamo le prime immagini al TG5 delle 13.00

tg5Inutile far finta che dall’intervista esca qualcosa di interessante, se non che i giornalisti italiani hanno la memoria lunga e ricordano che uno dei registi preferiti della Watson è Bernardo Bertolucci.

Per vedere il pezzo cliccate su questo link è andate al minuto 29.20 circa.

Ma oggi Emma era anche sulla carta stampata, in prima pagina sul Corriere della Sera, che ha dedicato a lei e al film anche un articolo online. E un articolo online arriva anche da La Repubblica.

» Corriere della Sera

Le «cattive ragazze» di Sofia

Ladre di gioielli per vivere da star

CANNES – Cattive ragazze di buonissima famiglia e inconsapevoli di esserlo. Sono le protagoniste dei film della giornata, «Bling Ring» di Sofia Coppola (che apre «Un certain regard») e «Jeune et Jolie» di François Ozon (in concorso). Adolescenti inquiete e un po’ annoiate che violano le legge con distratta incoscienza. Una storia vera ha ispirato a Sofia Coppola il suo quinto film, scoperta nel 2010 leggendo un articolo di Vanity Fair, The Suspects Wore Louboutins. Un’inchiesta a firma di Nancy Jo Sales sulle ragazze del «Bling Ring» accusate di aver rubato vestiti, gioielli e accessori di marca per il valore di 3 milioni di dollari dalle case dei loro idoli, da Paris Hilton a Lindsay Lohan.

Uscite dal carcere sono diventate esse stesse delle star con tanto di tv show. «Mi interessava raccontare una storia su come si diventa grandi all’epoca di Twitter e Facebook, ambientata a Los Angeles, capitale della cultura delle celebrity e del mito del red carpet». L’ossessione per la fama e ciò che ne consegue (ville spettacolari, stanze piene di tesori firmati: vestiti, scarpe, borse, gioielli) guida le giornate del gruppetto di protagonisti, compagni di scuola, quattro ragazze (tra cui Emma Watson) e un ragazzino (Israel Broussard). Una compagnia dell’anello sfavillante che ha come meta le dimore delle star: conquistarle è un’impresa da condividere con foto e commenti su Facebook per conquistare popolarità.

TELEREALTA’ – Non è la prima volta che Sofia Coppola racconta il mondo delle star. Lo ha già fatto in Somewhere. Qui però il punto di vista è quello delle ragazzine, ovvero il pubblico che si nutre di gossip nella speranza di diventare oggetto della curiosità altrui. «Quella realtà che rimbalzata da reality show, show business, internet gioca un ruolo fondamentale nella cultura americana contemporanea. È qualcosa che è sempre esistito, ma che negli ultimi anni si è acuito: si sa tutto delle star, dove abitano, cosa fanno, persino cosa mangiano». In quanto alle ragazzine affamate di Chanel e Prada e, apparentemente, poco altro, Coppola sembra fare un passo indietro. «Non volevo giudicarle, non è un film morale, vorrei che facesse riflettere. Mi interessa sempre molto quel momento di passaggio all’età adulta, di costruzione dell’identità». Quella fase da cui è uscita da poco la ventitreenne Emma Watson. «I ragazzi mettono tutto su Facebook, è tutto troppo veloce. È un peccato, si brucia l’infanzia”, commenta l’Hermione di Harry Potter.

PARIS HILTON – Le ville del film sono di fantasia, a parte quella di Paris Hilton. All’epoca è stata una delle vittime del Bling Ring. Per il film ha messo a disposizione la casa e se stessa: appare in una delle scene nei panni di stessa. «Apparire in un film di Sofia Coppola è un onore. È una delle più grandi registe dei nostri tempi. L’ammiro totalmente» ha commentato. Con una battuta che sembra rubata a una delle ragazzine del Bling Ring.

» La Repubblica

Emma Watson ladra e spudorata
“Hermione? Quasi non la ricordo più”

CANNES – “Dal set di Harry Potter sono passati anni, quasi iniziano a svanire i ricordi. Ma sono fiera di averlo fatto, è stata un’esperienza fantastica. Oggi sono fortunata perché posso entrare in personaggi completamente diversi”. Di sicuro Nicki, adolescente ladra, cinica e spudorata che Emma Watson interpreta in The Bling Ring di Sofia Coppola, presentato nella sezione Un Certain Regard, è lontanissima dalla maghetta secchiona Hermione. Qui Emma sfoggia hot pants, ammicca, seduce e si esibisce in una breve lap dance nel nightclub personale di Paris Hilton.

Tratto da un fatto di cronaca (un gruppo di liceali arrestati nel 2008 per aver razziato, a Beverly Hills, le case di star come Orlando Bloom e Megan Fox, una refurtiva da quasi 3 milioni di dollari) prodotto da papà Francis e dal fratello Roman, il film della Coppola ha strappato applausi anche se non ha del tutto convinto la stampa internazionale. Un’ora e mezza di racconto delle gesta di una banda di fan in cerca di cimeli, gioielli, vestiti, borse e quant’altro di griffano nelle ville dei loro idoli. Rapine, feste, coca, sballo. “E’ incredibile come tutte informazioni sulle vittime fossero disponibili su internet – racconta Emma – ogni dettaglio: gli spostamenti, le abitudini, gli indirizzi e perfino la mappa satellitare delle case. Qualcosa che solo dieci anni fa non sarebbe stata possibile”.

L’attrice, che all’incontro con la stampa indossa un semplice abito nero, i capelli di nuovo lunghi dopo il taglio repentino alla fine della saga fantasy, è molto emozionata e cerca continuamente lo sguardo della sua regista. “Ho fatto molte ricerche prima di partecipare al film. E ho anche faticato un po’ per trovare il giusto accento losangelino. E’ chiaro che c’è una generazione bombardata dalle immagini e con l’handicap dei nuovi social network. Sono talmente sommersi di immagini e dettagli sulle vite delle star che vogliono entrare a farne parte. I veri protagonisti sono talmente ingenui da mettere la refurtiva nelle foto su facebook. Il personaggio che io interpreto vive in un mondo ovattato, non si rende conto di quello che di brutto le può succedere. Ma è anche capace di gestire la cosa a suo vantaggio”.

Nella sua ricerca la Watson si è concentrata “sul mondo dei reality, ne ho visti moltissimi. Non voglio dare un giudizio necessariamente negativo. Sono una nuova forma di narrazione. I tabloid oggi sono come i fumetti di una volta. Certo sono molto diversi dal cinema. Ma sono anche segno dei tempi. Continueranno ad essere prodotti finché la gente continuerà a guardarli”. Per quanto riguarda il suo personaggio “la sfida – racconta – era non farne una parodia. Volevo entrare nella psicologia di Nicki. Comprenderla, comprendere il suo motto fatto di diari su internet”.

Della sua regista, Emma dice che “è capace di infonderti una calma profonda sul set. Ti premette di sperimentare, cosa che prima non mi era mai successa. E ha una grande forza”. A chi la interroga sullo scarso potere delle donne nel cinema ribatte: “Non sono d’accordo. Sono giovane e non ne so molto. Ma secondo la mia esperienza ci sono sempre più artiste, ci sono donne che guidano franchising milionarie. Penso che sia un grande momento per le donne nell’industria. Certo la parità non è stata raggiunta ma andiamo verso quella direzione”.

Lontanissima dalla gioventù losangelina, la 23enne Emma Charlotte Duerre Watson è anche lei a suo modo fashion victim. Ha iniziato presto un sodalizio con alcuni stilisti, confessa una passione irrefrenabile per i rossetti (come in questo film) e molti cronisti ricordano ancora come alla presentazione londinese dell’ultimo Harry Potter l’attrice abbia cancellato tutti gli incontri e le interviste del pomeriggio per potersi truccare e pettinare e vestire per la première della sera. Oggi sembra molto più concentrata sulla recitazione. Ha dato buona prova di sé nel film Noi siamo infinito e anche nel film di Coppola regala il giusto miscuglio di candore e cinismo al suo personaggio. Quanto a Cannes, “la prima impressione è di arrivare in un mondo in cui tutti prendono i film talmente sul serio… L’accoglienza è calda, le domande dei giornalisti interessanti. Un posto straordinario in cui stare”.