Paris impara da Emma: lei ha l’allarme antifurto

Uno dei set fotografici che aspetto con più piacere, durante la promozione di un film, è quello della Conferenza Stampa perché è piano di primi piani e lo sfondo rosso/blu/celeste/etc rende sempre molto onore ad Emma.

E le sue faccette sono impagabili. :)



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A Los Angeles, location di questa conferenza, è d’uso fare anche le foto in giardino.

Leggiamo insieme qualche dichiarazione interessante uscita da questa conferenza, rilasciata all’ Inquirer Entertainment.

A casa di Paris Hilton:

Non posso immaginare il numero delle scarpe, la quantità di vestiti. Il suo armadio era un altro pianeta. Sicuramente, non sarà mai in grado di indossare tutte quelle scarpe nell’arco della vita. E’ fantastico; mi sono sentita come se entrassi in un caveau pieno di tesori.

A proposito della sicurezza:

Chiudo sempre con il lucchetto le mie valigie. Di certo non lascio le chiavi sotto lo zerbino. Ho un allarme antifurto. Chiudo sempre a chiave porte e finestre. E’ agghiacciante vedere il film e realizzare che le persone hanno accesso a molte più informazioni al giorno d’oggi. Possono scoprire dove sei in qualunque momento.

I suoi beni più preziosi:

Il mio orsacchiotto, probabilmente. Sarei molto turbata se mi venisse rubato. E’ molto speciale. In verità, sono due. Uno si chiama Wilfred. L’altro è un coniglietto di nome Coniglietto.1

Sulla sua vita sentimentale:

Ho un ragazzo. Se lavora nel cinema? Non voglio dirlo. E’ qualcosa che voglio tenere per me.

A proposito della stato dei suoi studi:

Sto finendo gli studi per laurearmi; è una delle ragioni per cui sono ancora negli Stati Uniti. Penso che mi manchino tre corsi da fare e poi sarò laureata.

A proposito della permanenza negli States e del ritorno in Gran Bretagna:

Qui sono meno una celebrità locale e questo mi dà maggior libertà. Mi sono sempre sentita a mio agio. Mi piacerebbe tornare a casa ad un certo punto e fare qualcosa a teatro.

Intervista per il Wall Street Journal

Durante la permanenza di Emma a Los Angeles è uscita anche un’interessante intervista rilasciata al Wall Street Journal, con, tra le altre cose, qualche nuovo dettaglio su cosa fa Emma nel tempo libero e su Noah.

In The Bling Ring, il tuo personaggio è inspirato ad un vero membro del gruppo di ricchi adolescenti ladri. Quali erano le sfide del ruolo?
Come vendi una battuta come “Io posso guidare il Paese un giorno” e non sembrare completamente ridicolo? Ho realizzato molto in fretta che la mia sfida più grande era trovare il modo di far sembrare credibile questo personaggio surreale, deludente ed eccentrico. Lei è incredibilmente tragica e divertente allo stesso tempo. Può risultare antipatica, ma ho anche cercato di fare in modo che il pubblico si identifichi con lei, anche se solo per un secondo. Volevo che ci fosse un palpabile senso di tristezza e solitudine intorno a lei. Ho parlato con chiunque conosca – mia madre, i miei amici e, ovviamente, Sofia – per cercare di capirla. Non ho mai incontrato la ragazza reale e ho lavorato solo a partire dalla sceneggiatura. Non volevo fare un’imitazione.

Cosa altro del personaggio ti ha attirato?
Penso che tutti possano relazionarsi con quegli anni dell’adolescenza in cui non sai chi sei davvero. Ti senti senza radici, disconnesso, perso, sotto pressione per quello che i tuoi amici fanno, a disagio, preoccupato di come gli altri ti vedono, e vuoi davvero cavartela. Mi è piaciuto esplorare la mente di qualcuno che è il mio opposto. Sono piuttosto timida e una persona molto riservata; Nicki è un’esibizionista e ama le attenzioni. Si veste per impressionare, mentre io quando non sto lavorando solitamente vesto in modo da attirare meno attenzione possibile. Io sono cresciuta in campagna in una piccola città in Gran Bretagna, che non potrebbe essere più diversa da Los Angeles. La prima volta che sono stata a Los Angeles, mi sono sentita come se fossi arrivata su un pianeta alieno. E a me sembra ancora molto straniero e voyeuristico.

Sei al centro dell’attenzione del pubblico da quando hai debuttato ad 11 anni in Harry Potter e la pietra Filosofale. Che effetto ha avuto su di te la costante esposizione sui media?
Bè, in pratica mi sono presa due anni di riposo. Sono andata alla Brown University e mi sono allontanata dal cinema per un po’. Volevo continuare i miei studi e anche capire cosa mi interessasse davvero, cosa mi rendesse felice, e come voglio passare il mio tempo. Ho anche considerato la possibilità di smettere di recitare.

Cosa ti ha convinta a tornare indietro?
La mia astuta agente, che è con me da quando avevo 14 anni. Lei mia ha detto “Senti, so che non hai intenzione di fare nessun film, ma ho pensato che questa sceneggiatura ti piacerebbe molto.” E’ uscito fuori che era The Perks of Being a Wallflower. C’è stato qualcosa di davvero istintivo a connettermi con una adolescente come Sam, e si è acceso. Mi sono sentita costretta a fare il film.

Ti vedi allontanarti da ruoli da blockbuster?
Con film più piccoli, c’è maggior libertà, e minor pressione perché ci sia il lieto fine, ma non voglio escludere progetti con un grosso budget. penso che dipenda dal regista che ne è a capo. Nel mio prossimo film, Noah, diretto da Darren Aronofsky, la scala è biblica. E’ un misto di apocalisse e Shakespeare, girato in Islanda.

Come è stato lavorare con Darren Aronofsky?
E’  stato piuttosto estenuante. Darren mi ha spinta al limite, ma è così intelligente e appassionato riguardo a quello che fa. Mi sento come se mi fosse stato dato un biglietto per andare sulla Luna – un ruolo che capita una volta nella vita – ma un ruolo anche molto difficile da recitare. Dovevo essere molto vulnerabile. E’ stato anche molto impegnativo dal lato fisico, con ore e ore da girare.

Come ti rilassi quando non lavori?
Amo andare al cinema, sedere in un teatro con altre persone. Non mi piace guardare film nel mio salotto. Entro di nascosto proprio poco prima che inizi e me ne vado appena finisce, senza essere vista. Mi piace anche passeggiare in  giro, ma per me è particolarmente difficile, soprattutto in Gran Bretagna.

The Bling Ring ha avuto un effetto sulla tua celebrità?
Impallidisco un pochino quando le persone mi definiscono celebrità perché la parola ha assunto un nuovo significato. E’ effettivamente un’industria tutta nuova. Celebrità è un lavoro a tempo pieno, se è quello che vuoi. Quando partecipi ad un evento, crei un marchio sullo stile di vita. E’ molto diverso da quello che cerco di fare io. Amo la moda ma penso che il film mi abbia spaventata un po’. Non posso più portare una borsa firmata, mi sembra strano.

Quali cose preziose ruberesti a casa tua?
Probabilmente i miei due gatti. Li trovo adorabili.

Ritratti da Cannes, non avremo mai abbastanza

Album

L’ultimo arrivato, scattato da Marcus Man per Madame, inserto femminile di Le Figaro, giornale a cui Emma diceva chiaro e tondo che no, non vorrebbe vivere a los Angele, città dedicata all’intrattenimento.

Sexy Nicki Moore in tuta

Ritorniamo a dare un’occhiata al film grazie alla clip in cui le ragazze decantano le qualità che invidiano ad Angelina Jolie e Nicki fa la vamp con il ragazzo dell’acqua corredata da qualche immagina dal dietro le quinte.

Solo la scena, doppiata in francese ma in qualità decisamente migliore.

  1. In inglese è Bunny. []