Emma cresce interpretando un’adolescente

Ad una prima occhiata sembrerebbe che il 17 maggio a Cannes Emma abbia tenuto più o meno metà delle interviste promozionali per The Bling Ring. Stando all’outfit firmato Louis Vuitton anche questa per la BBC risale ad allora.

E’ interessante perché le persone dicono che questa è ‘Emma Watson cresciuta del tutto’ ma in realtà interpreto una ragazza di 16-17 anni persa, una specie di bambina sperduta. Voglio dire, l’oggetto del film è abbastanza adulto, abbastanza serio e abbastanza interessante ma parlando del ruolo intrepreto una giovane persona fuorviata, deludente che attraversa una grossa crisi di identità – il che suona decisamente giovane per me.

» Articolo del DailyMail

Vi proponiamo la traduzione in italiano dell’articolo del DailyMail.

“Io voglio solo far ridere di me la gente”

Emma Watson si rifiuta di andare su Facebook. Ha una pagina per le questioni professionali che altri curano per lei, ma dice che si sentirebbe come se fosse ‘completamente nuda’ se usasse il social network davvero.
“Sarebbe come non indossare alcun vestito; essere completamente nuda,” mi ha detto. “Ho una pagina professionale – ma non una personale.”
E’ sbalordita di come i social network siano onnipresenti a tutte le età.
“Vedo bambini di tre anni con l’iPhone e altri gadget e già si confrontano costantemente con gli altri su quanti amici, vestiti e luoghi condividono. E’ una versione dell’infanzia troppo intensa, che non può essere sana,” ha detto.
Ha notato come tutti siamo diventati celebrità a nostro modo. “Documentiamo e pubblichiamo ogni aspetto della nostra vita. Fai qualcosa, poi lo tweeti. Non sono solo le celebrità a fare i conti con la mancanza di anonimato e di privacy. Tutti rendono se stessi un brand.”
Ci siamo incontrati per parlare dei nuovi film di Emma, The Bling Ring – il fantastico studio antropologico di Sofia Coppola sulla vita dei marmocchi viziati a LA. Il film parla di un gruppo di adolescenti californiani che usano internet per aiutarsi a entrare nelle case di persone ricche ed equivoche.
Emma dà un astuto ritratto di una teenager annoiata e blanda che è capace di esprimersi solo attraverso lo specchietto per le allodole di una celebrità minore.
Una performance della svolta per l’attrice, che ha guadagnato la ribalta come Hermione nei film di Harry Potter.
La giovane di 23 anni ha anche avuto il miglior cameo dell’anno, interpretando una versione di se stessa come personaggio pubblico armato di ascia nell’assolutamente divertente This Is The End.
Definisce il ruolo, interpretato accanto di Seth Rogen e James Franco, l’equivalente del Saturday Night Live. “Ho riso forte per due giorni,” mi ha detto.
Assegna ai primi film di Harry Potter il merito di averla aiutata con il senso dei tempi comici: “Hermione era così divertente, e un tale personaggio. Era completamente inconsapevole di quanto precoce e dispotica fosse, anche se poi alla fine il ruolo è diventato più serio.”
Aggiunge malinconicamente: “Mi manca far ridere la gente. Mi manca lei. Hermione è cominciata come una ragazza parecchio eccentrica, e le parti che mi sono davvero piaciute erano quelle in cui non era consapevole di se stessa. Aveva quell’esilarante mancanza di prospettiva.”

» Intervista con NPR e articolo del Belfast Telegraph

La selezione di citazioni interessanti, almeno in parte, nel marasma di ripetizioni tra tutte le interviste che Emma ha rilasciato per promuovere The Bling Ring sta diventando una vera e propria arte.

Dei sette minuti di intervista in radio sulla NPR con Sofia Coppola vi proponiamo la traduzione degli stralci migliori.

Emma racconta cosa preferisce del modo in cui Sofia ha delineato il personaggio di Nicki nella sceneggiatura.

In particolare, amo della sceneggiatura di Sofia che Nicki possa tornare a casa alle quattro del mattino e il maggiori rimprovero che riceve da sua madre il giorno dopo è ‘Bè, sai, prova a fare meglio la prossima volta.’ Per Nicki non ci sono mai state vere conseguenze per quello che fa. E se non ne fai esperienza a casa, poi nel mondo di fuori se rubi qualcosa penso che sinceramente credi che non ci sarà alcuna conseguenza seria.

Emma e crescere nella cultura dei ragazzi di The Bling Ring.

Ricordo con chiarezza che ero a scuola e un’amica portò in classe il libro di Paris Hilton, che è una guida per essere un’ereditiera. Assolutamente utile. Voglio dire, a chi non serve? Quindi io sono cresciuta con questa cultura. E, non lo so, mio padre… voglio dire, mio padre non ha mai permesso a mio fratello e me di guardare la televisione finché non siamo stato molto grandi. E non mi ha permesso di avere delle Barbie. Lui era, come, nono so… immagino volesse che usassimo di più la nostra immaginazione.

Emma la difficoltà di crescere in questa società.

Sì. Cioè, credo di sì. E penso, insomma, devi avere fiducia che capiranno loro stessi come crescere. Penso che il tutto stia nel mitigare questa cultura in modo che, voglio dire, [non ci] si riempia la testa con un tipo di idea e un tipo di immagine, fintanto che c’è un equilibrio allora solitamente puoi capire da te come viverla. Non penso ci sia bisogno di rinchiudere nessuno in cantina.

Emma pensa che The Bling Ring sia storia di formazione.

Penso che quello che c’è di interessante è che questa è un film che racconta una storia di formazione, di persone che cercano di trovare sè stesse. E quindi intraprendono un viaggio, i loro personaggio compiono un arco di vita, che stanno sperimentando per la prima volta. Vedi la storia con occhi nuovi.

Dall’articolo del Belfast Telegraph non tanto l’ennesima ripresa della frase su quante paia di scarpe possieda, ma la breve riflessione sul consumismo che in Nicki diventa una forma di cleptomania.

E’ quasi come se il consumismo sia una forma di cleptomania. [Nicki] Non potrà mai indossare tutti quei vestiti, molti sono nuovi di zecca e hanno ancora il prezzo attaccato. Ma suppongo che li compri per il gusto di averli. Tutti abbiamo comprato delle cose per impulso, ma questo è completamente diverso. Io ho circa otto paia di scarpe in tutto.

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