Emma promuove The Bling Ring nelle radio britanniche

Il 4 luglio sono uscite tre nuove interviste per il pubblico inglese ad Emma: una video e due per la radio. E voi che siete così saggi da seguire Emma Watson Italia le potete leggere tradotte tutte e tre.

» Newsbeat su BBC Radio 1

Audio via Emma-Watson.net

G: Tu sei sempre sulle riviste con vestiti diversi, su red carpet diversi. Pensi che lo stile di vita delle celebrità sia da incolpare se i giovani voglio lo stile di vita delle celebrità?
E: Uh, domanda interessante. Non credo ci sia necessariamente qualcuno da incolpare perché se il pubblico chiede un qualcosa è normale che i media e le celebrità saranno portati a fornire quel qualcosa.
Quel che credo è che comunque si sia raggiunto un punto di non ritorno in quanto a culto della celebrità. Non so se si possa puntare il dito contro qualcuno in particolare, è solo qualcosa che si è evoluto come parte della nostra cultura per qualche ragione.

G: Pensi che gli eventi che accadono in The Bling Ring potrebbero accadere di nuovo, anche l’applicazione della sicurezza?
E: Sì. Quando ero a Cannes per promuovere The Bling Ring molti diamanti costosi vennero a mancare, il che fu ironico con la premiere di The Bling Ring a pochi metri. Penso che continui a succedere.

G: Hai delle misure di sicurezza per impedire che succeda a te?
E: Siccome sto parlando in pubblico e non voglio che ci sia faccia l’idea sbagliata, sì, lo faccio. La cosa divertente è che nella cultura americana un sacco di volte c’è un senso di fiducia che non abbiamo in Inghilterra, quindi un sacco di volte le porte sono aperte, le finestre sono aperte, sai, la maggior parte delle misure di sicurezza di base per cui penso che siano delle circostanze uniche.

G: Sì, cose a cui non potevo credere. Dicevo “non è possibile che tengano le chiavi sotto lo zerbino” e invece lo facevano!
E: Lo so! Questa è la cosa folle. E folle. Le chiavi sotto lo zerbino… Io per certo chiudo la porto, per certo ho l’allarme, e un sacco di altre cose.

» Culture Studio su BBC Radio Scotland

L’intervista vera e prorpia inizia al minuto 6.57 circa, dopo che nell’introduzione la chiamano con il nome sbagliato due volte: prima Emma Thompson e poi Emily.

Audio via Emma-Watson.net

[Nicki] Ha una fantastica personalità quasi spaccata: ha un volto con gli amici, il gruppo del Bling Ring; un volto per i media; un volto per i suoi genitori. E’ stato più o meno come interpretare tre personaggi in uno. Penso anche che prende seriamente quello in cui crede ma allo stesso tempo è molto divertente senza volerlo. E’ interessante perché pensavo di interpretare un personaggio molto serio ma è anche molto divertente. E’ un linguaggio completamente nuovo per me. E’ stato divertente.

Alcuni dialoghi sono presi direttamente dalle trascrizioni di Nancy Jo Sales per il suo articolo per Vanity Fair, I sospetti indossavano delle Louboutin. In particolare mi è piaciuto quello in cui dici “Magari un giorno sarò Presidente. Perché no?” Dicci com’è stato dover gestire l’accento della Valley e la cadenze nel modo di parlare di Nicki.
C’è una sorta di nasalità che si sente nelle star dei reality che vengono da LA, e quindi ho provato a portare un po’ di quello. È quasi come se parlassero mentre sono strafatti. È un tipo di dialetto molto specifico quello che volevo portare allo schermo. Per quanto riguarda le battute, secondo me Nicki ha come notato che molte celebrità hanno una seconda pelle filantropica e quindi ha deciso di abbracciare questa idea per il suo “brand” e la sua immagine. La cosa fantastica è che mentre svaligia case dice anche di voler la pace nel mondo…

Hai lavorato con registi fantastici, il prossimo è Noah. Quanto ammiravi il lavoro di Sofia Coppola prima di calarti in questo ruolo, e puoi dirci com’è stato lavorare con lei, e della sua gentilezza di cui raccontano gli attori che l’hanno incontrata.
Sì, lei lo è moltissimo. E’ interessante, sono entrata nel progetto non perchè volessi necessariamente interpretare Nicki ma perché sono una grande fan di Sofia e del suo lavoro. Non ci sono molte registe e in particolare Sofia realizza storie a proposito di giovani donne che cercano di trovare il loro posto nel mondo, cosa che trovo interessante. E, ovviamente, fa anche film sull’industria dell’intrattenimento e della realtà di quel mondo dandone una visione quotidiana. Ed è una persona adorabile, molto discreta, molto umile, proprio un’ottima regista.

Mi è piaciuta molto la performance di Leslie Mann, la mamma/insegnante di Nicki. Lei vuole il meglio per i suoi figli ma fa un po’ di casino. Quali sono le dinamiche dal punto di vista del suo personaggio?
Il personaggio di Leslie è uno dei migliori, è il genitore più incapace mai visto. Ha le migliori intenzioni, il che la rende tragicomica. Nicki ha bisogno di avere intorno un genitore e c’è solo una mancanza di coinvolgimento nella sua vita e dove va… penso che sia la chiave. Devi prendere l’influenza da altri posti e lo fai dagli amici e dai media.

Questo è proprio un racconto di ammonimento sull’essere genitori in realtà!
Sì, lo so! E’ divertente che molte persone che hanno figli in LA pensino “sento che dovremmo trasferirci dopo aver visto questo film”, cosa che non è vera. Penso che sia molto legato alle circostanze.

Hai menzionato gli altri film di Sofia Coppola in cui sembra di entrare nell’industria cinematografica dalla porta sul retro. The Bling Ring ha per oggetto una situazione estrema, ma tu cosa pensi, che racconti in un senso più ampio a proposito della ossessione per la celebrità e del sentirsi in diritto che traspare dai personaggi?
E’ interessante e io stessa ho speso parecchio tempo a pensarci su. Non penso che si possa puntare il dito contro qualcuno in particolare che puoi incolpare, perché è qualcosa che si è evoluto. Improvvisamente è arrivato al livello in cui è. E’ pericoloso, è davvero una storia di avvertimento, non è un caso che finiscano in galera. Penso che abbiamo perso il senso della realtà e di cosa importa davvero. Penso che dovremmo smettere di preoccuparci troppo di come appari, quale club frequentare, quale auto guidare, quale borsa indossare… penso che hai perso il senso di cosa davvero importa e di cosa può darti un senso di contenetezza genuino e di soddisfazione.

Hai trovato delle differenze nel senso della celebrità qui negli States e in UK?
In UK l’industria cinematografica è una vera industria cottage, è molto più piccola, in più non abbiamo un’intera città dedicata a quell’unica professione. Quindi c’è sempre un bilanciamento e un controbilanciamento grazie al fatto che ci siano altre cose intorno. E’ più facile non perdere la prospettiva. Los Angeles è una città che ruota intorno all’industria dell’intrattenimento ed è per questo che le persone perdono un po’ il senso. Mi sento molto fortunata per aver girato Harry Potter in un magazzino, i miei genitori hanno un lavoro molto diverso, i miei fratelli hanno un lavoro molto diverso, i miei amici hanno un lavoro molto diverso… ho sempre avuto presente cosa sia reale e cosa no.

Hai menzionato lo girare HP a Watford, dove ti ho intervistato per la prima volta assieme a Rupert nel 2001 mentre giravate quelli che penso fossero le ultime riprese della Pietra Filosofale. Da allora, è stato meraviglioso vedere la tua selezione dei ruoli da interpretare, con Perks, My Weeks with Marilyn e di recente This Is The End, divertentissimo, penso che se la giochi con L’aereoplano più pazzo del Mondo in quanto a morti al minuto!
Awww, ne sono felice.

Come selezioni a cosa dedicare il tuo tempo anche in accordo all’equilibrio che devi trovare con i tuoi studi?
Solitamente scelgo i film in base al regista. Ho accettato il ruolo di Nicki non perché volessi fare qualcosa di sensazionale e allontanarmi da Hermione, la verità è che Sofia avrebbe potuto chiedermi di interpretare un serial killer e io avrei accettato perché volevo proprio lavorare con lei. Voglio interpretare personaggi che possano insegnarmi qualcosa, che mi mettano alla prova. Allo stesso modo voglio far parte di una bella storia, non scelgo necessariamente le parti, voglio dire, My Week With Marilyn avevo giusto 2 scene ad esempio, ma storie che penso siano buone e di cui voglio far parte. Scelgo le storie e scelgo i registi.

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