Una Star in crescita

AGGIORNAMENTO: aggiunte le traduzioni di nuove parti dell’intervista.

La celebre rivista americana, Entertainment Weekly, inserisce Emma Watson nel novero degli artisti in crescita nell’ultimo anno. La foto non è nulla di speciale, in quanto presa da uno shoot dell’anno scorso, ma dalla brevissima intervista esce qualcosa di nuovo e interessante. Di seguito, la traduzione del fotoscan e della citazione contenuta nell’articolo online.

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Le brave ragazze sono cresciute

Dei tre ragazzi di Harry Potter, lei era quella che sarebbe diventata una star con più probabilità, e l’ultima a perseguire questo obiettivo. Emma Watson ha archiviato la fama a livello globale a 11 anni, interpretando Hermione Granger in Harry Potter e la Pietra Filosofale. Crescendo, mentre i suoi co-protagonisti si impegnavano nei film, lei non era sicura di volere una vita sotto i riflettori. Nel 2009 si allontanò da Hollywood per frequentare la Brown University, facendo solo una breve apparizione nel film del 2011, My Week With Marilyn. Ma interpretare Sam in The Perks of being a Wallflower, l’anno scorso, ha riacceso il suo interesse nella recitaione. In questa estate con The Bling Ring e This Is The End e l’anno prossimo con Noah, diretto da Darren aronofsky, la Watson, 23 anni, si è evoluta in una intelligente, straordinaria giovane donna con una mente, e una carriera, disegnata da lei stessa.

Quando i film di Harry Potter sono finiti, tu non eri sicura di volere una carriera cinematografica, e la stampa dubitava che ne avresti mai avuta una. Come è stato?
Per un po’ mi diede un senso di paralisi, e poi un professore mi disse che anche loro anche loro pensavano non dovessi recitare. Quindi ci ho dovuto fare i conti sul serio. La gente mi aveva messa in una scatola e la cosa iniziò a innervosirmi. Volevo prendere una decisione adulta e consapevole riguardo alla recitazione perché quella decisione era stata presa per me quando avevo 9 anni. Non avevo idea di chi fossi, davvero. Quindi volli fare un passo indietro e capire cosa desiderassi.

Hai lavorato per lo più in film in cui conta il cast nel suo insieme, non i protagonisti. E’ stato intenzionale?
Sì, ma non per le ragioni a cui la gente potrebbe pensare. Ho avuto una lunga conversazione con il regista di Perks, Stephen Chbosky, e il consiglio che mi diede era: “Scegli il film, non il ruolo. Sii parte di grandi storie. Non importa se sei sullo schermo per soli due minuti.” Quindi, in qualche modo, ho seguito quella regola.

Le persone non lo capiscono?
Di recente mi è stato chiesto se “ho paura” di scegliere ruoli da protagonista. Alle volte mi sveglio alle tre di notte e penso “Sono spaventata?” [Ride] E poi mi dico “No, no, è solo che la gente mette questa roba nella mia testa.”

Come ti senti ora a proposito della tua carriera d’attrice?
Questo è stato un anno interessante. Mi sono guardata intorno alla ricerca di nuovi progetti, ma non riuscivo a trovare la cosa giusta, e per la prima volta, sono andata nel panico. Sono una persona dipendente dal lavoro, quindi ci sono stati alcuni momenti in cui ho quasi scelto cose che sono quasi giuste. Mi sono dovuta ricordare di aspettare quel progetto che ti ucciderebbe non farlo. Ci vogliono pazienza e fiducia, ma sulla lunga distanza andrà bene. [Pausa] O almeno spero.[Ride]

Emma su… la lista delle cose da fare nella sua carriera
Voglio trovare registi che hanno una passione innata. Non voglio un regista da affittare perché mi piace l’idea di interpretare Giovanna D’Arco. Quello non avrebbe cuore; è un mezzo costruito con in mente una traiettoria per la carriera. E penso che sarebbe la fine.

Parlando con l’accento statunitense
Non sono mai stata quel genere di persona che può fare gli accenti spontaneamente, quindi ero molto spaventata. Ma mi ha reso molto motivata e attenta. Sono diventata una vera secchona a riguardo. ho dovuto diventarlo perché ero proprio pessima. Se mi chiedi di fare l’accento scozzese ora, sarebbe indecifrabile. Non hai la minima idea di come fossi prima.

AGGIORNAMENTO

L’articolo online dedicato ad Emma riporta nuove domande, simili alle precedenti, e nuove risposte, di cui proponiamo la traduzione.

Durante l’ultimo paio d’anni del franchise di Harry Potter sembravi molto insicura riguardo al continuare o meno a recitare. Sono in qualche modo sorpreso che tu abbia deciso di continuare.
Lo so! Penso che anche la mia agente fosse parecchio sorpresa. [Ride] Ero molto insicura, ma poi ho letto la sceneggiatura di The Perks of Being a Wallflower e me ne sono innamorata e poi vivere una tale esperienza girando quel film ha in un certo qual modo chiuso la discussione per me. Ho smesso di pensarci troppo, è diventato più istintivo. Mi è saltata la pulce all’orecchio e sono diventata motivata all’improvviso, cosa che non ero prima. Ma sono felice. Sembrava tutto nuovo per me, davvero.

In che modo hanno influito su di te tutti quegli articoli in cui si parlava di come tu e daniel Radcliffe poteste avere delle carriere dopo Harry Potter?
Per un po’ ho abboaccato all’amo del “Sarò mai in grado di interpretare un altro ruolo?” Mi ha dato un senso di paralisi e paura del palcoscenico per un certo periodo. E poi un professore mi ha detto che anche loro pensavano che non dovessi più recitare. Quindi ci ho dovuto fare i conti sul serio e non è stato piacevole. E poi, nn so… andava molto male e la gente mi aveva messa in una scatola e la cosa iniziò a innervosirmi. All’improvviso volevo dimostrare loro che si sbagliavano. Mi ha dato la carica, in un ceto senso. Non sono sicura del perché sia avvenuto questo cambio di marcia.

Bè, non avevi avuto l’opportunità di prendere una decisione da adulta sulla possibilità di diventare un attore e improvvisamente altre persone l’hanno presa per te.
Questo è esattamente quel che ero. Volevo prendere una decisione da adulta su cosa volessi fare, perché quella scelta era stata fatta per me quando avevo 9 anni. Non avevo idea di cosa volessi. Non avevo idea di chi fossi. Sicchè volevo fare un passo indietro ed essere sicura che fosse questo ciò in cui volevo investire la mia vita, la mia energia, il mio sangue, il mio sudere e le mie lacrime.