La Donna dell’Anno controlla tutto ma non ha una casa

Vincent Peters ci ha colpiti al cuore con le sue foto, ma non ci ha stesi tanto da farci scappare gli scan di British GQ. L’articolo è quasi esclusivamente fotografico, una sola pagina è dedicata alle parole del giornalista Stuart McGurk e noi di Emma Watson Italia, in collaborazione con la straordinaria Hermione Weasley di The Emma Watson Archives ve ne proponiamo la traduzione.




British GQ – Ottobre

Emma Watson

L’attrice più brillante della Gran Bretagna è adesso una star protagonista grazie ad una serie di ruoli grandiosi che le hanno permesso di lavorare al fianco degli autori più di tendenza di Hollywood. Dimenticate i franchise… la Watson sta prendendo il controllo.

Emma Watson è la nostra Donna dell’Anno. Sa di essere la nostra Donna dell’Anno perché sin da quando GQ le ha offerto il premio, la sua migliore amica si è divertita enormemente nel ricordarglielo. Ma non glielo ricorda quand’è al massimo della sua eleganza. No. Non le sussurra all’orecchio proprio mentre la Watson sta per percorrere il tappeto rosso, “Adesso, ricorda Emma, tu sei la Donna dell’Anno.” Non glielo mima dall’altro capo della stanza mentre è in posa per un servizio fotografico (“Don-na. Dell’.Anno”). Non glielo urla quando si trovano in un taxi che si sta facendo strada sul ponte di Brooklyn, la skyline di New York che appare come un libro animato in distanza, gridandolo come se fossero Winslet e Di Caprio in Titanic (“Tu sei la Donnadellanno!”).
No, le viene detto tutte le volte che inciampa, dice qualcosa di stupido, o che si comporta in generale come un’imbranata.
“E proprio in quel momento”, dice la Watson ridacchiando, “lo dice. ‘Bè tu sei la Donna dell’Anno’. In pratica, sono stata presa in giro un bel po’ di volte…”
In ogni caso, presa in giro o meno, è giusto dire che la Watson, adesso ventitreenne, si merita il premio. Per tutte le chiacchiere entusiaste – e le apocalittiche colonne giornalistiche – riguardo cosa le carriere post-Potter avrebbero avuto in serbo per gli una-volta maghi, sicuramente anche le più ottimistiche non avrebbero potuto prevedere l’attuale serie di successi della Watson.
Un paio di film basati sullo studio dei personaggi (il film biografico My Week with Marilyn e il dramma sulla crescita The Perks of Being a Wallflower) hanno posato le fondamenta. Ma poi sono arrivati i veri successi. Prima, The Bling Ring, rilasciato quest’estate, diretto da Sofia Coppola (Lost in Translation). Poi, Noah, che uscirà nel marzo del prossimo anno, diretto da Darren Aronofsky (The Wrestler, Black Swan), al fianco di Russell Crowe. E infine, la versione dark, con attori in carne ed ossa di Beauty and the Beast, diretto da Guillermo del Toro (Pan’s Labyrinth), per cui sono previste riprese che inizieranno a breve.
Coppola, Aronofsky, Del Toro – tre registi d’autore, acclamati e celebrati dagli Oscar, tutti che fanno film di grossa portata che di solito non hanno l’opportunità di fare, figuriamoci avere nel cast la ragazza di Harry Potter.
“Mi ricordo che mi dicevo, ‘Se riesco a farcela, se tutti e tre finiscono per succedere davvero… la gente mi sta davvero dando un’opportunità come si deve.’ Voglio dire, mi ero davvero preparata ad affrontare un sacco di pregiudizi – sai, non essere considerata una vera attrice perché sono stata parte di un franchise blockbuster.”
Quindi, cos’è cambiato?
In parte, dice, è perché era abituata ad arrivare alle audizioni dicendo, “Bè, sto ancora imparando, cercherò di fare del mio meglio, non ne sono davvero sicura…” e sostanzialmente suggeriva di non essere proprio all’altezza del lavoro. La sua agente ha dovuto prenderla da parte e dirle: “Senti, non puoi andare là dentro e dir loro che potresti andar bene!”
E quindi, adesso, è una dura.
“Hahahah! Sì! Bè, insomma. Nooooo…”
Chiedete ad Emma Watson qual’è stato l’articolo recente sul suo conto che più l’ha ferita, e vi dirà che è un’intervista per il New York Times, datata agosto 2012, ad opera del romanziere britannico Will Self.
La ragione: Ha semplicemente tolto tutto il lavoro – è stato come se la mia vita mi fosse magicamente capitata, come se non avessi dovuto far niente per ottenerla. Come se non avessi avuto niente a che vedere con la mia vita. L’ho trovato davvero svilente e condiscendente.”
In altre parole: Emma Watson vorrebbe che si sapesse che ha lavorato sodo per arrivare fin qui, grazietante.
“E la cosa è che,” dice riguardo al fatto che alcuni potrebbero ancora vederla come la ragazza di Harry Potter, sono preparata ad aspettare. Se ci vorranno cinque anni, ci vorranno cinque anni. Se ci vorrà più tempo… bè, sono qui per un lungo viaggio.”
A volte, dice, prende le cose troppo seriamente. Circa un anno fa, le chiamate a sera tardi che riceveva dai suoi agenti a Los Angeles iniziarono a stressarla tanto che ha iniziato a praticare la meditazione per calmarsi.
“E quindi avrei le chiamate la sera tardi, avrei il jet leg, e avrei diverse cose a cui pensare… Ho bisogno di qualcosa che fermi il rumore. Sono una persona molto mentale; sto nella mia testa un sacco. Avevo bisogno di rallentare il mio processo di pensiero così che tutto diventi molto più tranquillo. Mi ha aiutata molto.”
Un’altra cosa che aiuta, dice, è tenere i suoi diari. La Watson ne ha quattro su cui scrive in qualunque momento, in ognuno di schizzi. Il terzo è un semplice diario in cui scrive la sera tardi “giusto per buttar via i pensieri.” Il quarto ed ultimo è per i problemi relativi al lavoro – “note per i copioni e idee.” Poi, finalmente, c’è un diario organizzativo, un’agenda, che tira fuori dalla borsa e mi mostra. E’ completamente stipato di roba – cadono ovunque carte, foto o note quando lo apre.
“La confezione può sembra un po’ sciocca,” dice. “Ma cerco di mantenerli piccoli, così non sembra che mi porto dietro una biblioteca. Quindi sì, mi piace essere organizzata. Mi piace che le cose siano divise in compartimenti.”
Non è una sorpresa che la Watson abbia twittato di recente, “Sentite – voglio solo sapere esattamente cosa succederà nella mia vita nei prossimi dieci anni OK?” Prima di aggiungere: “E avere tutto organizzato in un calendario coi colori coordinati. Chiedo troppo?”
Questo senso del controllo – la parte di lei sono-il-capo-di-me-stessa-grazie-amico – si estende persino alla compagnia che ha ingaggiato per curare la sua immagine online. Quando su Twitter un account che si fingeva Emma Watson ha iniziato a twittare, i suoi pubblicisti le hanno raccomandato di creare un profilo di cui si sarebbero presi cura e da dove avrebbero twittato per lei.
Emma ha acconsentito, ma poi ha iniziato a leggerlo, “ed era proprio, o mio Dio, umiliante. C’era roba tipo ‘Ciao ragazzi, spero abbiate avuto un bel fine settimana. Spero che il tempo sia bello!’ Noiosissimo! Ho pensato, cielo! – tutti sanno che non sono io e se non lo sanno è peggio! Così gli ho detto, ‘Ok, tutti, fermi. Io prenderò il controllo.’
Infatti, l’unica cosa che interrompe questo racconto piuttosto liscio – l’idea della Watson che fa la sua strada, che costruisce il suo percorso, la ex-starlet che diventa una star che non appartiene a nessuno se non a se stessa – è il fatto che, diversamente dalle sue ex-costar in Harry Potter (Daniel Radcliffe ha detto di avere tre proprietà a New York) la Watson ha ancora in affitto la casa di Londra, e non ha comprato nessuna casa a dispetto dei suoi milioni in banca.
“Lo so! Lo so! E folle, lo so,” dice. “E’ davvero sciocco.”
Deve costare una fortuna affittare un intera casa, le dico.
“Lo so, dovrei fare qualcosa a proposito. Ma è come nelle mie scelte per ogni cosa. Devo sempre essere assolutamente sicura di quello che voglio!” Ride. “Già, puoi vedere che c’è un grande processo di pensieri dietro ad ogni cosa…”
Si porta un ciuffo ribelle di capelli dietro l’orecchio.
“Immagino sia perché mi sembra una cosa da adulti.”

Sofia Coppola su Emma Watson

“Non avrei mai pensato ad Emma come questa ragazza della Valley così vanesia, e sono rimasta impressionata quando si è messa un po’ di lucidalabbra e un accento californiano e si è trasformata in Nicki per The Bling Ring. E’ intelligente e seria e una che lavora sodo, e sta dimostrando di poter crescere come attrice senza dover restare bloccata nei panni di un personaggio di Harry Potter. Penso sia impressionante che sia stata sotto gli occhi del pubblico fin dalla giovane età e che sia riuscita a mantenere la sua dignità e ad avere un chiaro senso di se stessa. Non vedo l’ora di vedere tutto quello che farà.”