Trasferta romana per la promozione di Bling Ring

Meno di una settimana e anche noi italiani potremo vedere Bling Ring. Come ricorderete, avevamo annunciato che l’uscita del film sarebbe slittata di una settimana per permettere alla regista di fare promozione nel nostro Paese e così è stato: il 17 Settembre Sofia Coppola era a Roma per sostenere interviste e photocall.

CINEMA: 'BILL RING'Abbiamo qualche video, doppiato, e vari articoli da La Repubblica, l’Ansa ed altri ancora. Da nessuna parte sembra spuntare qualcosa di nuovo su Emma.

» Il Venerdì di Repubblica – 6 Settembre

Già da prima del suo arrivo nella capitale, l’attenzione della stampa nostrana si è focalizzata sulla regista statunitenese. Il Venerdì di Repubblica del 6 Settembre concentrava su di lei l’articolo di cinque pagine dedicato all’uscita del film, tracciandone una veloce biografia e riservando circa una colonna alla pellicola. Agli attori destinava anche meno: a malapena nominava l’attrice più famosa, la Watson, definendola insignificante.

Niente contro le critiche – se fossero approfondite però sarebbero più gradite – ma se la giornalista, Natalia Aspesi, si fosse presa la briga di controllare il nome dell’attrice in questione risulterebbe se non più simpatica, almeno meno approssimativa.

Dobbiamo pensare che l’interpretazione di Emma sia tanto insignificante da non valerle nemmeno il piacere di essere chiamata col suo nome?

il_venerdi_repubblica_6_settembre_cut
Il Venerdì di Repubblica – 6 Settembre

Grazie alla nostra lettrice Bianca per la segnalazione e gli scan

» TG1 – 17 Settembre

Il parere istantaneo di Vincenzo Mollica è affidato alla sua pagina Facebook, dove pubblica una selfie scattata con Sofia Coppola e definisce “splendido” il film.

mollica_coppolaNel servizio servizio del TG1 hanno mostrato un minuto di immagini dal film.

» Il Corriere della Sera – 18 Settembre

Il Corriere della Sera torna sull’argomento, dopo aver già scritto di Bling Ring in occasione della presentazone al Festival di Cannes, con un articolo dallo stile frammentato, come i miei temi sulle poesie di Pascoli.

corriere_della_sera_18_settembre_cutIl Corriere della Sera – 18 Settembre

Sofia e la peggio gioventù: la cultura pop fa troppi danni

ROMA — Cronaca (dal vero) di una gioventù bruciacchiata. Dopo il Festival di Cannes, arriva la storia delle teen-ladruncole californiane che Sofia Coppola racconta in Bling Ring (dal 26 in 300 copie). Così è stato chiamato il gruppo di cinque ragazze e un ragazzo che, tra il 2008 e il 2009, hanno svaligiato le case di celebrities, tra cui Paris Hilton, Orlando Bloom, Lindsay Lohan e altre la cui fama non ha oltrepassato le colline di Hollywood. Nel cast Emma Watson, l’ex maghetta di Harry Potter.
Un gioco da ragazzi, per loro, portare via borse con dentro centinaia di dollari, abiti luccicanti, scarpe leopardate o zebrate. Una refurtiva da 3 milioni di dollari. Adesso avrà imparato la lezione, ma Paris Hilton teneva la chiave di casa sotto lo zerbino. «I personaggi famosi a Los Angeles vivono in zone residenziali dove si sentono protetti e al sicuro — racconta la regista —, Paris è l’unica celebrità che ci ha dato suggerimenti e parlato delle sue abitudini, si vede in un cameo, ci ha prestato casa nella scena in cui le vanno a rubare». Un esempio di kitsch griffato. All’ingresso, la scimmia in gabbia che ha messo paura alla «peggio gioventù» della Los Angeles bene, poi la discoteca privata ornata di palo per la lap dance, cuscini ovunque che raffigurano la bionda patinata, e il poster con ancora lei, la scritta sulla sua maglietta mette le cose in chiaro: «Ti puoi permettere me?». Paris Hilton ha dovuto essere derubata otto volte perché si accorgesse del furto, tanto i cassetti sono pieni. È sul web che le cattive ragazze hanno appreso sia gli indirizzi delle vittime che il giorno in cui agire, dal momento che amano postare su Facebook la loro mondanità serale.
La banda è stata presa perché pubblicava su Facebook le foto dei pezzi rubati. «Se vi dico dov’è la roba mi lasciate libera?», chiede una ai poliziotti. «Quello che colpisce è il totale scollamento dalla realtà, immersi nella cultura pop e nei reality show, non sanno distinguere tra realtà e finzione», dice la Coppola (sua nipote Gia, alla Mostra di Venezia, si è esercitata sullo stesso tema in Palo Alto).
Sofia ha scelto di non giudicare né di assumere un punto di vista, mantenendo uno sguardo distaccato su quelle notti da sballo. L’ossessione del tappeto rosso, di diventare famosi come le loro vittime (due di loro ci sono riusciti e conducono un tv show) si intreccia all’assenza pressoché totale dei genitori. E se una madre si fa sentire, cercando di rubare la scena alla figlia malandrina intervistata da Vanity Fair (il film nasce apparso su quella rivista) è per parlare di new age e di «scienze religiose». La figlia ora vuole occuparsi della pace nel mondo. Era in carcere accanto a una delle sue vittime, l’attrice Lindsay Lohan, accusata di furto in una gioielleria. Lindsay ha zigzagato di guaio in guaio. Ma le mani nel sacco qui non sono le sue. Il ragazzo del branco, quando è stato arrestato, ha ricevuto 800 richieste di amicizia su Facebook.