Watson&Booth: due amici sul set di Aronofsky

Bellissimi, talentuosi e di successo, colleghi ed amici, interpretano due fratellastri che si innamorano mentre il mondo finisce in Noah, il nuovo film di Darren Aronofsky, e per l’occasione rilasciano un’intervista di coppia a Wonderland Magazine con servizio fotografico annesso.

Emma Watson Italia l’ha letta e tradotta per voi.

Per un numero di ragioni, i due che arrivano insieme sono un significativo punto di svolta nella carriera da adulta della 23enne – uno molto rimosso dai meno intensi e imbrattati pavimenti di Hogwarts, set dei sette film tritura-record di Harry Potter. È lì che la Watson ha trascorso buona parte della sua pre e adolescenza interpretando Hermione Granger, la graziosamente pedante miglior amica di Harry Potter.
Da quando ha incontrato Booth sul set della campagna pubblicitaria Autunno/Inverno 2009 di Burberry, ha interpretato una criminale ossessionata dall’Alta Moda in The Bling Ring di Sofia Coppola, l’affascinante fidanzata adolescente di Logan Lerman in The Perks of Being a Wallflower, ha dato una spinta al brand People Tree che si occupa di fair trade ed il produttore esecutivo e la star principale della trilogia fantasy, ancora in fase di sviluppo, The Queen of the Tearling (che riunisce la Star con il produttore di Harry Potter, David Heyman). Il tutto mentre mantiene il più perfetto degli account Twitter di H-town (noi controlliamo sempre per trovare tweet esistenziali post sbornia del martedì).
No, nata a Parigi e cresciuta ad Oxford, la Watson è l’immagine del duro lavoro e della concentrazione. Nell’intervista, noi dimentichiamo gli argomenti da tabloid – il vestito vestito dei Golden Globes che ha attirato tutte le attenzioni, le congetture sul suo nuovo ragazzo, il suo primo incontro con Booth, (ha detto a VMAN quanto ‘offensivamente attraente’ pensava che il ragazzo fosse) – e ci concentriamo sulle riprese perdi-peso e spezza-ossa di Noah.
Booth è altrettanto ossessivo riguardo alla sua moda, e i due hanno speso gran parte della conversazione sognantemente persi nella loro ammirazione per Aronofsky e la sua grandiosa ambizione. Booth ha impressionato a soli 17 anni come un vero Boy George nell’eccellente biopic del 2010, Worried About the Boy, e questo anno recita accanto a Channing Tatum nel nuovissimo thriller fantasy dei fratelli Wachowski, Jupiter Ascending – tra le altre importanti cose.
Ripuliti e freschi dopo una giornata di pose asimmetriche e copricapi preziosi per il loro cover shoot, i due parlano davvero con me di molte cose: Disordini Ossessivo-Compulsivi, Myra Hindley e un’antiutopia in stile Libro della Genesi.

Wonderland: Parlatemi delle riprese sull’arca – e per quanto tempo. Non stavate gelando ad ovest di Londra davanti ad un green screen con dei caldi caffelatte ad aspettarvi dietro l’angolo – il regista l’ha costruita e vi ha mandati tutti in Islanda. Una tortura, no?
Douglas: Penso che uno dei problemi più ovvi fosse il tempo; abbiamo iniziato a girare in Estate a New York. Faceva così caldo che a un certo punto Ray Winston [che interpreta Tubal-cain, il nemico di Noah], che indossava la barba e un pesante make-up, è quasi caduto dalle scale.
Emma: il suo make-up era letteralmente sciolto. Allora abbiamo deciso di girare le scene in cui grondavamo acqua. Abbiamo letteralmente attraversato tutte le stagioni…

W: Bè, è stranamente atmosferico…
D: L’intero film sembrava atmosferico e anche essere sul posto in Islanda ci faceva sentire come se fossimo su un altro pianeta. Eravamo tagliati fuori e isolati e così lontani dal mondo che tutto era molto intenso. Semplicemente dovevamo essete concentrati, come se non ci fosse niente altro con cui distrarci. Mi ha impressionato la mancanza del green screen – abbiamo cercato di fare un film il più realistico possibile.
E: Darren davvero odia gli effetti speciali. Ha provato a farlo senza green screen per quanto fisicamente poteva. Il tipo degli effetti speciali era quasi come un mago. Se avesse potuto riportare le foglie marroni al verde senza usare il CGI l’avrebbe fatto.

W: Quanto vi siete dovuti spingere oltre per il film?
E: A causa dell’Uragano, Doug ed io abbiamo finito per girare la maggior parte delle nostre scene tra le 4.00 e le 7.00 del mattino – e a quell’ora io non funziono bene. In più, poiché il film ha un messaggio ambientalista, Darren non voleva che sul set si usassero bottiglie di plastica. Il che ha reso le cose più difficili. Tutto quello che avevamo doveva essere riciclato e riciclabile. Non avere bottiglie d’acqua alle 5.00 del mattino – quando si è esausti e deliranti – non è l’ideale. Un giorno ero così stanca che ho preso una tazza dal mio trailer e bevuto dell’acqua stagnante che doveva essere lì dall’inizio delle riprese – quindi tre mesi. Stavo malissimo. Sono arrivata il giorno dopo e ho detto ‘Darren non penso di poterlo fare, sto veramente malissimo.’ E lui ‘Usalo per la scena.’ Mi sono guardata intorno e ho chiesto ‘Sta scherzando? Sta scherzando vero?’ e c’è stato un silenzio tombale.

W: Siete amici dal 2009. Come è essere presi entrambi per un film così costoso?
D: Bè tu [Emma] probabilmente avevi una conoscenza del casting interna perché eri amica di Darren.
E: No, non l’avevo, non avevo niente a che fare con questo.

W: Quando vi siete incontrati per la prima volta come modelli, avete parlato dei film che avevate fatto, degli attori che entrambi amavate, o dei registi con cui volevate lavorare in futuro?
E: Stranamente, abbiamo lo stesso ristorante preferito a Londra e ricordo di avergli chiesto di andare a cena insieme e entrambi sognavamo quali film avremmo voluto fare – non pensando che ne avremmo fatto uno insieme solo tre anni dopo. Sempre strano, Doug mi ha dato una prima edizione autografata dell’album Just Kids di Patti Smith. Patti è finita a lavorare con Doug e me e Darren in Noah – ha scritto una ninna nanna, che sarà usata nel film. Era anche molto presente sul set.

W: Emma, parlami dei tuoi capelli nel film. Hai i dreadlock?
E: Dreadlock. Essenzialemte, al tempo avevo il caschetto. Un caschetto castano, che era l’opposto dell’ideale per quella situazione. Così lei mi ha messo le extension ma non potevamo nascondere il fatto che i miei capelli erano corti. Lei [l’hair stylist] ha suggerito di arruffare tutto insieme. Voglio dire, non avevano bagni o docce o altro del genere sul set, quindi ha funzionato bene per tutti.

W: Tu e Aronofsky siete amici da anni. Dove e quando vi siete incontrati? Ti ha aiutata a diventare la convinta ambientalista che sei ora?
E: lui era alla presentazione del trailer di Black Swan e io ero ai BAFTA per accettare un premio per Harry Potter, così eravamo entrambi nel backstage allo stesso momento e questo è tutto, davvero. Ma io conoscevo il suo lavoro ed è decisamente una delle cose che mi ha portata al progetto e alla sceneggiatura. È bello lavorare ad un film che racconta una storia che provoca pensieri in modo realistico.

W: Darren ha detto che voleva raccontare una versione fortemente abbellita della storia biblica – dopotutto lui non è religioso…
D: Per quanto mi riguarda, io non ho necessariamente firmato per un film ambientalista, io ho solo firmato per lavorare con Darren Aronofsky. Sono un suo grande fan.
E: Darren ha scritto il copione con Ari Emanuel, il suo partner di scrittura. Hanno fatto moltissime ricerche sulle varie versioni, scritture e i vari modi di raccontare la storia – dalla Bibbia di Re James ad altre edizioni. Il vero problema è che nella Bibbia, la storia di Noah sta in mezza pagina. Lui ha fatto un film di tre ore su una storia di tre paragrafi.
D: Ma tutto quello che ha preso è dannatamente accurato. Le misurazioni dell’arca erano le stesse della Bibbia – l’esatta forma e dimensione. Darren è uno dei migliori registi in circolazione, e stava alla sua bizzarra immaginazione e creatività dare vita ad una storia come questa.
E: Per me, la storia di Noah è molto ‘colombe e arcobaleni’ – un po’ dozzinale in modo divertente. Mischiarlo con qualcuno come Darren Aronosky – che è il signore dell’oscurità e dell’angoscia – crea un dialogo interessante.

W: Aronosky non vuole che trapeli molto del film, del contenuto o dell’arco narrativo. Ricordo di aver letto un articolo del The Guardian a proposito – l’autore stava chiaramente interpretando la trama dai poco chiari due minuti di trailer. Ha parlato con voi dell’importanza della segretezza?
E: Mettiamola in questo modo – noi non abbiamo visto il film. Darren parla molto dei suoi film come delle corse – come delle montagne russe. Ha spiegato, in un’intervista che gli ho appena fatto, che ‘Se le persone pagano una somma di denaro per vedere il mio film io voglio che sia un’esperienza incredibile, terrificante e sconvolgente dall’inizio alla fine.’ Penso che sia molto più facile da fare quando c’è un alone di mistero e un’energia nervosa sul film. Penso che Doug ed io sentiamo che sia importante proteggerlo.

W: Emma, dimmi di The Queen of the Tearling. Quando hai letto per la prima volta il romanzo di Erika Johansen?
E: David Heyman me l’ha mandato la scorsa estate. Devo dire che non volevo fare un altro franchise, quindi volevo odiarlo disperatamente. Sfortunatamente, non ho dormito per una settimana perché non potevo lasciare quel dannato libro. Sarebbe onesto dire che sono diventata ossessionata dal ruolo e dal libro. E ora ne sono il produttore esecutivo. Ah!

W: Quale è il prossimo passo nella saga di Booth e Watson? Siete gli Starsky ed Hutch di questa generazione?
E: Riccardo III e la Regina Anna sarebbe figo…
D: Quello sarebbe diverso.
E: Forse Bonnie e Clyde?

W: Fantastico!
D: Myra Hindley e suo marito, sicuro. Non era solita fare la doccia col sangue delle persone e cose del genere?
E: Wow, questo suona fantastico. È ufficialmente il suggerimento per un film.