Emma,aspirante Catwoman in terra tedesca

Nel primo pomeriggio Logan Lerman, Douglas Booth ed Emma Watson, con abito di Carven e scarpe di Gianvito Rossi, hanno partecipato ad una live chat in cui le parti più interessanti erano probabilmente le faccette che Lerman ha fatto alla telecamera.

Ma questo non ci ha impedito di tradurre le risposte di Emma.

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Per vedere la chat clicca QUI.

Domanda: Conoscete i vostri doppiatori tedeschi e com’è vedersi con un’altra voce?
Emma: E’ bizzarro. Avevo incontrato la mia doppiatrice prima e non ci assomigliamo in niente ma è fantastico che la gente possa vedere il film nella sua lingua originale.

D: Quale personaggio è stato più difficile da interpretare? La figlia di Noah o Hermione?
E: Sono impegnativi in modi diversi. Ma penso che questo film fosse particolarmente impegnativo perché perché dovevo mettermi nei panni di qualcuno che sta per vivere la fine del mondo e lo sa. Ed è difficile da comunicare. E c’è molta azione, è un film molto fisico.

D: Quale è il film di Darren Aronofsky che preferite? Eccetto Noah.
E: Alcuni lo amano, altri lo odiano, ma io ho amato tantissimo The Fountain.

D: Dove avete girato il film e quanto ci è voluto?
E: Abbiamo girato in Islanda, per circa quattro settimane, e il resto lo abbiamo girato a Williamsburg, vicino New York, e Long Island. Quindi avevamo un’arca vera e propria con cui lavorare, ed è stato incredibile, e i bellissimi paesaggi in Islanda che credo aggiungono autenticità al film. E credo che abbiano aiutato noi tre nella recitazione.

D: Avete recitato voi stessi ogni scena nel film o avevate dei doppi?
E: Non c’era niente di veramente fisico, solo acqua e freddo.

D: Quale è la vostra scena preferita nel film?
E: La mia è la ripresa di tutti gli animali che salgono sull’arca, che ovviamente è stata fatta con gli effetti speciali, ma ti dà il senso dello scopo dell’impresa. E’ un momento magico.

D: Quale è la cosa più strana o divertente che è successa sul set?
E: Doug ed io avevamo questa scena super-romantica ma noi in realtà siamo impacciati. Dovevamo correre e baciarsi e finivamo col colpirci. Alla fine io avevo il labbro rotto e lui dei lividi.

D: C’è un ruolo speciale che vi piacerebbe interpretare prima o poi o che sognate?
E: Proprio ora sto lavorando ad un film con il produttore David Heyman, con cui ho fatto Harry Potter, e stiamo lavorando sul libro The Queen of the Tearling, che uscirà a Luglio, ma il ruolo è semplicemente fantastico. E’ una storia fantastica e un libro fantastico. Sarò molto felice se riusciamo a farlo.

D: Come bilanci la carriera d’attrice e lo studio alla Brown?
E: E’ molto impegnativo. L’ultimo semestre ho lavorato ad un progetto indipendente con uno dei professori, che è una cosa che la Brown offre che è stata molto d’aiuto. Dovrei laurearmi a Maggio. Sono molto eccitata.

D: Come era la tua vita al college? Portavi cappottoni e grandi occhiali così che non ti riconoscessero?
E: Gli altri studenti erano molto protettivi, si sono abituati a vedermi in giro e non era un problema. L’ultimo semestre ho lavorato da lontano con il professore.

D: Se aveste la possibilità di recitare in un film sui supereroi, quale vi piacerebbe interpretare?
E: Catwoman, è una bomba. Penso che Michelle Pfeiffer e Anne Hathaway sarebbero una dura concorrenza… ma sì, Catwoman.
Logan: Lo faresti benissimo.

D: Come vi siete preparati per il ruolo?
E: E’ stato utile conoscersi già perché non dovevamo sforzarci troppo di tenere l’uno all’altro, già teniamo l’uno all’altro. Almeno credo! Douglas ed io ci siamo mandati delle mail a proposito… con Logan non ne abbiamo parlato ma quando ho realizzato che c’era anche lui ho pensato “Oh, è fantastico.”

Logan porta l’attenzione sull’accento usato nel film ed interviene anche Emma.
E: La parte più difficile dell’accento era che non era un accento. Non era britannico, non era statunitense, non era australiano, non era niente… quindi cercavamo di capire questa cosa che essenzialmente non esiste, non esiste più… ed era utile avere Logan e per Logan avere me perché io posso dirgli quando è troppo americano e lui può dire a me quando sono troppo inglese. E possiamo trovarci a metà strada.