Emma: «Noah è tutto quello che film deve essere»

Affiorano nuovi still, dove Emma è più o meno in primo piano, e video di domande e risposte in cui le domande sono andate perdute e abbiamo cercato di ricostruirle.





Perché ha deciso di partecipare a Noah?

La prima ragione [NdR: per cui ha partecipato a Noah] è Darren. Sono una grandissima fan del suo lavoro da molti anni, il suo film ‘The Fountain’ è uno dei miei film preferiti in assoluto, amo anche ‘Requiem for a Dream’… tutto quello che ha fatto. Quindi lavorare con lui è fantastico. E inoltre mi piaciuta moltissimo la storia, l’impatto è così fantastico, è epica, un dramma quasi shakespeariana… E ho amato molto il mio personaggio, mi sono identificata con lei: vive dei momenti nella sua vita che ho avuto anche io… il passaggio dall’essere una bambina all’essere una donna mi ha interessata. Quindi sì: ruolo, regista, tutto.

Parla del tuo personaggio.

Interpreto Ila che è la figlia adottiva di Noah. Quando viene trovata è ferita gravemente e Noah e Naameh decidono di salvarla.

Che ne pensi di Russell Crowe nel ruolo del protagonista?

Russell Crowe è un uomo iconico, un attore iconico. Sento che non avrei potuto vedere nessun altro nel suo ruolo. Richiede qualcuno che sarebbe fisicamente in grado di costruire un’arca e deve essere qualcuno che sembri di ferro, come Russell può essere. Quindi penso che abbia fatto un lavoro fantastico, è un ruolo difficile da interpretare bene e lui l’ha fatto alla grande.

Chi è Shem e che rapporto ha con il tuo personaggio?

Shem è il figlio maggiore di Noah. Lui ed Ila hanno un rapporto molto speciale e, in molti modi, sono la luce della storia. E’ storia dark e la storia d’amore che loro vivono e il modo in cui sono pronti a sacrificarsi l’uno per l’altra è una parte bellissima della storia.

Cosa intendi quando dici che la storia di sembra shakespeariana?

La storia mi sembra shakespeariana perché ci sono personaggi femminili molto forti, in un modo che sembra inusuale. Penso che Darren rispetti tantissimo le donne.

Che ne pensi di Jennifer Connelly nel ruolo di Naameh?

Jennifer è salda, saggia, gentile, forte. Noah è messo alla prova, ma lo è anche Naameh. Lei deve essere forte per lui. Tiene unita la famiglia. E’ un ruolo fantastico e lei l’ha interpretato benissimo. E’ realistico. Penso che in quanto madre potesse relazionarsi bene al personaggio… suo figlio è nel film… penso che lo abbia interpretato alla grande.

Come è lavorare con Darren Aranofsky?

E’ fantastico stare con Darren perché conosce ogni elemento del film: ogni costume, ogni misura dell’arca, ogni battuta… è coinvolto in ogni aspetto e tutto ha la sua impronta. E’ il vero significato del lavorare con un autore… viene tutto da lui. E’ d’ispirazione. Lavora duramente, è molto intenso… è fantastico lavorare con lui.

Cosa deve aspettarsi il pubblico da Noah?

Ci sono momenti in cui salterete sulla poltrona e afferrerete la persona accanto a voi. Ci sono momenti sognanti, è molto filosofico… vi spronerà a chiedervi cosa ci fate sulla Terra. Ne vorrete parlare. E’ una vera esperienza. E’ la ragione per cui le persone vanno al cinema avere un’esperienza che le faccia sentire sopraffatte… penso che sia tutto quello che un film debba essere.