Elle US, Emma guida da sola

Il servizio fotografico di Elle US ha un video del dietro le quinte, ma disponibile solo su iPad. Noi dobbiamo ringraziare se un’anima pia ha condiviso questi pochi secondi.

Però, assieme agli scan di tutte le foto, possiamo vedere la copertina per gli abbonati in buona qualità e leggere l’articolo, tradotto da The Emma Watson Archives.





Elle US – Aprile

Il numero della riapparizione

[…] “Sono molto più tranquilla col non essere in controllo adesso – non sapere dove vivrò, o quale sarà il mio prossimo lavoro.”

[Riguardo al ristorante messicano in cui si incontra con il giornalista per l’intervista]
“Se guardi su quelle lavagne, c’è il mio nome. Per gli shot di tequila.” […] “Pensavo di mostrarti la dicotomia della mia vita.”

[…] Quando ci incontriamo, ha appena finito un corso piuttosto pesante sulla teoria della critica letteraria. “Vorrei poter dire, ‘Ho adorato la teoria dell’estetica di Kant’,” dice, sistemandosi una ciocca di capelli vagabonda dietro l’orecchio, “ma mentirei. E suonerei piuttosto pretenziosa.” E’ molto più entusiasta di House of Cards o Friday Night Lights a Patti Smith, con la quale – riprova di quella dicotomia di cui si parlava – è diventata un’insospettabile amica di penna via e-mail.

[Sul post-laurea, che conseguirà a giugno 2014 in Letteratura Inglese]
“Ci sono queste attrici che sono venute fuori negli ultimi anni, e hanno la possibilità di emergere come degli esseri umani completi,” dice sorridendo ampiamente, “e io sono così invidiosa! Perché tutti mi hanno visto con dei tagli di capelli terribili e i miei denti bruttissimi e tutte le cose orribili che mi sono messa e le cose stupide che ho detto. Voglio dire, c’è questo vestito che mi sono messa all’ultima première di Harry Potter. Sembrava che stessi cercando di vestirmi da fata zuccherina. Sembravo una meringa.”

[…] E se il suo picco fosse già passato? Questione che non sfugge alla Watson: “Ho ancora così tanto da fare e provare,” dice semplicemente.

[Sul post-Potter]
“Mi offrivano ruoli che non mi sembravano molto complicati,” dice. “Donne che erano un po’ mono-dimensionali. Ruoli che avrebbero richiesto che io fossi una cosa sola. Le donne reali non lo sono mai.”

[Sull’aspetto “sexy” di Nicki in The Bling Ring]
“Nel mio tempo libero, non mi rendo troppo sexy,” dice. “Alle volte ho serie difficoltà a convincere i registi che posso interpretare ruoli più adulti.”

[Sulla notizia che JK Rowling potrebbe co-produrre un prequel di Harry Potter per il West End]
La Watson, sentendo la notizia per la prima volta da me, appare dubbiosa e tira fuori il suo iPhone per googlarla. “Hai detto la verità,” dice, aggiungendo con sollievo, “fortunatamente nessuno mi può chiedere se interpreterò la mia controparte giovane.”

[Sul firmare autografi dopo che due ragazzini gliel’hanno chiesto durante l’intervista]
La Watson ha per caso un copione standard per questo genere di cose? “Prima scrivevo ‘Credi nella magia’,” dice, un po’ imbarazzata. “Adesso scrivo solo ‘con affetto da Emma’.” Quando i ragazzini se ne vanno accontentati, il bambino ha lasciato l’apparentemente costosa penna dorata della madre sul nostro tavolo. “Questo succede in continuazione,” la Watson dice con una scrollata di spalle, occhieggiando l’oggetto come se fosse radioattivo. “Ho questa fantastica collezione di penne.”

[Sulle sue “ribellioni”]
Una delle più grandi discussioni avute col produttore di Harry Potter David Heyman, non riguardava il salario o la grandezza del suo camerino, ma era piuttosto uno scontro riguardo la sua indipendenza. Voleva disperatamente guidare da sola per arrivare a lavoro. (Ha perso quella battaglia per motivi di assicurazione, ma è riuscita a convincere il suo autista, Nigel, ad insegnarle a guidare.)

“Mi ricordo di aver letto questa cosa che ha scritto Elizabeth Taylor,” dice. “Ha dato il suo primo bacio in personaggio. Sul set di un film. Mi ha seriamente colpito. Non so come o perché, ma ho avuto la netta impressione che, se non fossi stata attenta, quella sarebbe potuta essere me. Che il mio primo bacio potesse essere nei panni di qualcun altro. E che le mie esperienze potessero appartenere tutte a qualcun altro.” Quindi, mentre – secondo quanto riportato – Daniel Radcliffe esce raramente di casa senza una guardia del corpo, la Watson ha notoriamente iniziato la sua carriera universitaria trasferendosi nel dormitorio delle matricole – la vera definizione di esposto. Si è tagliata i capelli; è apparsa in una produzione studentesca di Chekhov. Ci sono momenti, dice, in cui ha pensato, “Non so se posso farlo. O se è ancora una cosa ragionevole.” Ma ha tenuto duro, rifiutando lavori d’alto profilo che avrebbero interferito con i suoi studi. “Semplicemente non voglio avere una vita in cui non posso avere una vita,” dice. “E quindi sono stata incredibilmente testarda a riguardo.”

[Sull’aver perorato la causa di Perks ai finanziatori e sulla frase che più l’ha colpita: “accettiamo l’amore che crediamo di meritare”]
Fa una rara ammissione: “Non sono sempre uscita con ragazzi molto gentili. Suppongo di essermici identificata in questo modo. Quella battuta era davvero una specie di, ‘Okay, ho una responsabilità nei confronti di me stessa.'” (Uno di questi principi: Francis Boulle, una “reality star” britannica con cui la Watson usciva, che ha successivamente dichiarato ai tabloid che si erano lasciati perché lui “non voleva essere il ragazzo di un’attrice-bambina qualunque.”)

[Sull’incursione in una piscina alle 3 di notte durante le riprese di Perks]
“Era in un albergo,” dice allegramente. “Era circondata da un cancello. I miei amici si sono girati e praticamente, ero sparita. E subito dopo mi vedono due metri per aria, mentre scalavo questo recinto.” Questo, apparentemente, non è così straordinario [per lei] come potremmo supporre. La Watson dice misteriosamente: “Non dovrei cavarmela in tutte le situazioni in cui finisco per cavarmela.”“Era totalmente votata a quest’esperienza nei panni di una ragazza di periferia,” dice Chbosky. “Non sapeva che cosa fosse l’Olive Garden. Non eravamo al Four Seasons. Se fosse stata il tipo di persona che dice ‘Voglio stare in un posto più raffinato’, avrebbe impostato un tono completamente diverso. Ma siccome ha avuto così tanto successo, ha lanciato un messaggio a tutti gli altri: che questo film in particolare era per l’arte e che dovevamo essere sinceri l’uno con l’altro. E tutti si sono comportati di conseguenza.”

[Su Noah e il suo essere uno “studio sul personaggio”]
“E’ shakespeariano,” dice. “Quello che succede a questa famiglia quando viene messa in questo luogo chiuso per 40 giorni e 40 notti. E’ la fine del mondo – come questi esseri umani diversi reagiscono all’impatto di tutto questo. Gli esseri umani sono buoni? Siamo cattivi? Sono tutti temi epici.” La storia ha luogo su un arco di tempo di molti anni, il che ha posto dei problemi in fatto di casting. “C’era bisogno del portamento di una donna forte,” dice Aronofsky, “insieme all’innocenza di una giovane bambina. E ovviamente, una bellezza eccezionale.” Ricorda i nervi d’acciaio della Watson sul set mentre affrontava sia Crowe che un tempo seriamente imprevedibile. “Abbiamo cominciato con una delle scene più difficili di Emma,” dice Aronofsky. “Giravamo in Islanda, su una spiaggia, con una situazione metereologica davvero difficile. La forza del vento – potevamo a malapena sentire gli attori. Il sole continuava ad andare e venire. Dovevamo aspettare la luce giusta e poi, ora, ora, ora! E poi, aspetta, aspetta, aspetta! E’ stata capace di ignorare tutte queste forze esterne ridicole e di concentrarsi sull’emozione del momento.” (Dice la Watson con una risata: “Mi sono spesso chiesta se Darren non stesse costruendo questo tipo di situazioni per mettermi alla prova.”)

[…] Per la Watson, l’attrattiva del film era personale, non politica. “In fin dei conti,” dice, “è il primo ruolo in cui divento donna.” In una scena, sta osservando l’abisso in arrivo – una giovane donna, terrorizzata dalla prospettiva di non avere l’occasione di crescere. Un terrore potente, sincero, riempie la voce della Watson mentre chiede a Noah, “E’ questa la fine di tutto?” Dell’audizione, dice: “Credo che Darren abbia visto che avevo qualcosa di molto reale, da parte mia, da dire.” Stiamo finendo di cenare quando un bicchiere cade da un tavolo vicino e si infrange. “Caos,” dice la Watson, usando astutamente il momento per deflettere una conversazione sul suo futuro. Non è ancora del tutto pronta ad affrontare l’argomento, anche se le domande arrivano da tutte le parti – e non solo dai giornalisti. “La gente è tipo, ‘Dove stai vivendo? Che stai facendo?’ Non lo so. Sono troppo giovane per decidere adesso se voglio vivere qui, o in America o a New York o a Los Angeles, o da qualsiasi altra parte. E ho avuto davvero difficoltà con le risposte in questi ultimi tre anni. Dovrei davvero saperlo! Dovrei davvero fare una scelta! Dovrei davvero impegnarmici!”

[Sulla sua vita amorosa]
La Watson era stata vaga riguardo il suo stato sentimentale mentre mangiavano il dessert a Londra – “Non potrei proprio rispondere” – ma ha condiviso una storia. Le piace preparare il ‘banana bread’, e ha rivelato che è stato un suo ragazzo che le ha insegnato come farlo. “Mi sono svegliata una mattina. Avevo delle banane che stavano andando a male. Lui ha detto, ‘Non devi buttarle via. Usale.’ Ed ero così impressionata. E’ diventata una delle ‘mie cose’ da quel momento.” Le ricordo la sua battuta preferita di Perks. “Un uomo che cucina banana bread,” dice. “Questo è il tipo d’amore che ti meriti.”

[Sui piani per il futuro]
“Penserai che sono pazza,” dice, “ma ero tipo, devo davvero trovare il modo di sentirmi sempre al sicuro e a casa dentro me stessa. Perché non posso mai affidarmi ad un luogo fisico.” Così, l’anno scorso, ha preso il certificato per insegnare yoga e meditazione. “Se ho imparato qualcosa, è che bisogna provare a smettere di cercare risposte e certezze.”

[Sulla sua laurea]
“Un sacco di gente mi diceva che non sarebbe stato possibile,” dice. “Io continuavo a dire, ‘Non m’importa.’ Questo è ciò che voglio. E laurearmi, per me, sarà davvero simbolico di tutto questo. Ci sarò. E farò una festa enorme. E mi ubriacherò molto.”