Emma e Russell ballano il valzer

Nuova clip, nuovi frammenti di Emma e Douglas che si abbracciano.

Alla roundtable dell’ultima intervista che abbiamo tradotto deve appartenere anche quella del DailyMail perché la risposta alla domanda sull’Uragano Sandy è identica, ma per una risposta a cui rinunciamo1 ne guadagniamo un’altra manciata.

D: Data la singolarità dei suoi film precedenti, ti ha sorpresa che Darren Aronofsky scegliesse questo soggetto?
E: In tutta onestà, l’idea di fare un film su Noah a me sembrava scadente – la colomba e gli arcobaleni, gli animali che salgono in coppia… Darren è il signore dell’oscurità e della crudezza. E poi mi ha raccontato di questo interessante mondo post-apocalittico – non ambientato nel passato, e nemmeno nel futuro, e senza sandali in vista. Questo è un modo molto particolare, crudo e moderno di raccontare la storia di questo uomo, Noah, e l’incredibile impresa che porta a termine – c’è un forte messaggio ambientalista, mescolato con un’interessante discussione sul nostro dialogo con il divino.

D: C’era consapevolezza ambientalista sul set?
E: Sì – tutto era biodegradabile e riciclabile e non c’era plastica sul set. Mentre giravamo, Darren aveva delle persone che dovevano assicurarsi che non recassimo danno ai posti in cui lavoravamo. Fino al punto di dire ‘Non camminiamo dove non dobbiamo. Camminiamo piano.’ Ho pensato che sarebbe stato molto ironico fare un film sull’importanza di proteggere le creature della Terra, se poi noi fossimo stati indifferenti a riguardo.
Fare film richiede grandi risorse. Ci vuole moltissima elettricità e tanta roba è lasciata intorno e scovata. Ho pensato che fosse molto buono che a dispetto del fatto che avessimo grandi limiti temporali, Darren comunque insistesse perché ci preoccupassimo.

D: Come è stato girare in Islanda?
E: Era come essere su un altro pianeta. Era surreale, ma in molti modi penso che ci abbia aiutati a concentrarci perché non c’erano distrazioni. Per buona parte della lavorazione eravamo nel bel mezzo del nulla, lontano dalla civiltà e dalla tecnologia. E’ stata un’esperienza veramente immersiva. Russell ha anche deciso di parcheggiare il suo trailer e restare sul set, così ha vissuto l’ambiente per tutto il tempo che siamo stati in Islanda.

D: Raccontaci delle macchine per le onde e la pioggia.
E: Hanno creato una grande vasca per un capo dell’arca, quindi c’erano grandi onde che colpivano il lato dell’arca mentre noi eravamo sopra, e tonnellate di pioggia. Alcune parti dell’arca si muovevano. Il personaggio di Ila non è particolarmente fisico, ma il film nel suo insieme è molto fisico. Io ho perso molto peso durante le riprese perché ero molto agitata tutto il tempo. New York a Gennaio è incredibilmente fredda e lo stesso vale per l’Islanda.

D: C’era molta pressione su Aronofsky sul set?
E: So cosa ci vuole. Tutti i registi di Harry Potter sembravano invecchiati dieci anni alla fine del loro lavoro. E’ grande fardello da portare. Darren non si è rasato durante le riprese, così c’è stata questa specie di degradazione dove alla fine sembrava un cavernicolo pazzo.

Alla brutalità delle riprese, Emma e Russell Crowe hanno reagito prendendo lezioni di valzer e bevendo thè. Lo racconta lo stesso Crowe sempre al DailyMail:

Avevamo un’ottima relazione. Prendevamo lezioni di valzer viennese tutte le domeniche per allontanarci dalla brutalità di cosa stavamo facendo sul set. E poi uscivamo e prendevamo un thè insieme, e un giorno siamo andati a mangiare una bistecca con una bottiglia di vino e poi siamo finiti in una casa da thè russa e abbiamo preso caviale e vodka.

Speriamo che Emma si sia fatta onore con la vodka. :D

Sul versante dei talk show, invece, abbiamo uno spot della puntata del The Ellen DeGeneres Show con la Watson ospite, che andrà in onda negli USA domani.

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  1. Non abbiamo riportato la domanda e la risposta sull’Uragano Sandy. []