La gioia dei colori di Ellen Von Unwerth

La domenica mattina ha meraviglie in bocca: un servizio fotografico di Ellen Von Unwerth per The Sunday Times Style.

La sottoscritta ritiene ancora che il risultato dell’incontro del 2009 tra le due donne sia il miglior photoshoot della Watson, per cui spero perdonerete se mi tremano le dita mentre scrivo. :D



The Sunday Times Style – 30 Marzo



Ellen Von Unwerth for The Sunday Times Style

Via Pottershots

Tra la copertina e le foto c’è anche un articolo, che noi di Emma Watson Italia abbiamo tradotto.

La gioia della gioventù

Crescere in sicurezza, imparare a gestire la fama e uscire con un ragbista – Emma Watson è una ragazza in fiore

Emma Watson si porta le mani sulla bocca come se le avessi chiesto qualcosa di spinto. “Oh gaaawd, no. Non posso farlo,” dice, ma quando le chiedo di descrivere sè stessa. “Posso chiamare un’amica? Chiamo la mia miglior amica, Lauren.” Prende il telefono, muove il piede nervosamente. “Rispondi, rispondi.”
Lauren è la ragazza di suo fratello, nonché la sua vicina, e una del gruppo di amici e famigliari che la Watson chiama “costantemente” in cerca di consigli. Lauren è interessata ai prodotti etici di bellezza, per cui la Watson è elettrizzata; il progetto di geografia sulla sostenibilità per gli esami GCSE ha acceso il suo interesse per la moda etica, il che al giorno d’oggi significa fare da modella per abiti etici da red carpet firmati da Erdem e Victoria Beckham, piuttosto che disegnare grafici colorati.
Eppure, si preoccupa del cinema: “Usa molte risorse, scatenando caos e distruzione nella sua scia.” Ma lei cerca di compensare fuori dal set “facendo scelte su come vivo.”

Lauren ha iniziato a farsi recapitare confezioni di vegetali organici, che la Watson non vede l’ora di provare, non appena si fermerà in un posto abbastanza a lungo. Con gli studi da finire – alla Brown University, in Rhode Island – il tour promozionale del suo nuovo film Noah e le riprese di Regression di Alejandro Amenábar che iniziano il mese prossimo, quelle carote organiche dovranno aspettare. Sembra delusa quando Lauren non risponde, ma promette di mandarmi un sms con la risposta. Il giorno dopo, Lauren la descrive come: “Un biscottino intelligente con un ottimo gusto per gli amici.”

La Watson, 23 anni, è più divertente di quanto mi aspettassi. C’è stato un po’ comportamento da star prima dell’intervista, con linee guida dalla sua agente sugli argomenti off limits e avvertimenti, ripetuti spesso, di non menzionare la sua vita privata. Ma come la mia parrucchiera ha detto il giorno prima: “Noioso. Perché le persone famose non realizzano che noi vogliamo sapere delle loro vite?”

Mi aspetto un’intervista tesa, quindi sono deliziata dalla ragazza che si butta sul più vicino divano nella Shoreditch House, salutando calorosamente i camerieri mentre chiede un bicchiere d’acqua. È eccezionalmente bella, ma non irraggiungibile, con i capelli raccolti in una coda lenta, addosso pantaloni a quadri, un top nero e, unica concessione glamour, un paio di scarpe col tacco di Prada. “Mi sono vestita bene per te,” dice, non sembrando molto più grande di quando l’abbiamo vista per l’ultima volta nei panni di Hermione Granger. A dispetto della sua eccellente imitazione di una ragazza della Valle in The Bling Ring di Sofia Coppola, c’erano flash della studiosa Hermione che facevano capolino. Non è colpa sua. È impossibile ignorare la presenza sullo schermo della Watson durante la decade che ha speso ad interpretare Hermione, per cui i suoi primi ruoli adulti saranno sempre come guardare guardare la tua sorellina che si agghinda per il suo primo appuntamento.

Per qualcuno che è stato la star di otto blockbuster e vale, secondo le stime, £30 milioni, lei è simpaticamente modesta a proposito di quanto si sia sentita male a lasciarsi Harry Potter alle spalle nel 2011. Emergere da quella macchina magica è stato “molto intimidatorio”, dice. “Avevo fatto due piccoli spettacoli quando avevo sei e otto anni circa, ma non ero ossessionata dalla recitazione, non facevo discorsi di ringraziamento per l’Oscar con la spazzola. Ho portato un Beanie Baby alla mia prima audizione di Harry Potter,” dice ridendo. “Mi ci sono voluti un anno o o due per trovare sicurezza.” Oggi è entusiasta di sperimentare con nuovi ruoli. “Puoi vederlo dalle scelte che faccio, da Sofia Coppola saldo ad un film epico biblico. Non ci sono restrizioni per me, il che è un sollievo.”

Chiaramente, si è lasciata dietro le acque agitate della tarda adolescenza. “Posso prendere molto meglio le critiche,” dice, conoscendo la pressione di apparire perfetta e comportarsi in maniera impeccabile pubblicamente. “Come giovane donna, quella pressione mi ha scoraggiata, ma ci ho fatto pace. Con il ritocco e la manipolazione digitale, la moda può proiettare un’immagine irraggiungibile che è pericolosamente malata. Sono entusiasta del processo dell’invecchiamento. Mi interessano di più le donne che non sono perfette. Sono più convincenti.”

E invece che ai suoi contatti da celebrità, si rivolge alla mamma e agli amici per consigli quando deve prepararsi per un evento. “Amo mostrare loro immagini e chiedere ‘Che ne pensi di questo vestito?’ Chiamo tutte le volte i miei amici maschi1 per consigli,” dice, prima di correggersi velocemente. “Intendo amici che sono ragazzi, e le mie amiche.”

Sceglie le parole con attenzione, e parla molto dell’essere normale. È qualcosa che le celebrità fanno e spesso suona poco sincero. Kate Winslet, per esempio, potrà imprecare come un camionista durante un’intervista ma lo sai che dietro fa capolino il cuore d’acciaio di una diva di prima classe. Comunque, la Watson sembra genuinamente riuscire a vincere l’enorme sfida di vivere una vita relativamente normale, a dispetto del fatto che è una delle ragazze più famose del pianeta. Normalità e un’adeguata istruzione era ciò che cercava quando si è iscritta alla Brown, ma guardando indietro sa che era irrealistico pensare che potesse vivere la vita del campus e della ragazza che va ai party e beve birra.

“Dopo Harry Potter, tutto quello che importava per me era l’Università. Non volevo nemmeno essere un’attrice,” dice. La sua agente non le ha mandato nessun copione il primo anno. “Per un po’ è stato fantastico, con la stampa americana che mi offriva tanta privacy.” Comunque, non poteva scappare dalla sua fama. “Il primo giorno, sono entrata in mensa e tutti si sono zittiti completamente e girati a guardarmi.” Non è un ricordo che le piace. “Dovevo ripetermi, ‘È ok, puoi farlo.’ Devi solo fare un respiro profondo e racimolare il coraggio. Ci sono momenti in cui entro in un bar e faccio battute per mettere le persone a loro agio, realizzare che sono solo una ragazza.”

Nega i suggerimenti che ci fossero problemi alla Brown, ma dice: “Non è sempre stato facile abbattere barriere, e avere uomini della stampa inglese che mi seguivano con le macchine fotografiche non ha aiutato il mio obiettivo di integrarmi.”

Ha trascorso un anno studiando ad Oxford “perché i miei genitori l’hanno fatto e volevo farne esperienza.” Comunque loro non potrebbero essere meno interessati ai suoi film. “Mio padre non guarda mai film e legge solo libri. E mia madre possiede tipo quattro videocassette. Mi sostengono, ma non saprebbero come consigliarmi.”

I suoi genitori hanno hanno divorziato quando aveva cinque anni, ma vivono ancora a Oxford e la Watson è la maggiore di sette tra fratelli e fratellastri. “Mi sento profondamente legata all’Inghilterra. Le persone che mi conoscono da più tempo sono qui.” Fa una pausa accigliandosi. “Il tempo che ricordo prima che diventassi famoso è qui.” Il modo con cui si riferisce a queste due parti della sua vita, ragazza che va a scuola e star mondiale, mi ricorda il modo in cui le persone parlano quando hanno sperimentato un trauma, vedendo la loro vita divisa in prima e dopo l’evento. “Ci sono due parti diverse nella mia vita,” dice con attenzione. “Il tempo prima che fossi famosa è importante perché ha formato la persona che sono e i miei più cari amici, di cui mi fido completamente, vengono da lì. Mi mantengono con i piedi per terra, che è qualcosa che coltivo di proposito.”
La madre era sorpresa da quanto la Watson volesse prendere la patente. “Sarebbe stato facile avere un autista a tempo pieno, ma cerco di mantenere la mia normalità e indipendenza.” Tipo? “Non ho ho guardie del corpo tutto il tempo e cerco di non attirare l’attenzione su di me quando non lavoro.”

È su Twitter, ma probabilmente delude un po’ i suoi 12.4 milioni di followers perché non ci sono selfies o immagini di torte fatte in casa, anche se le piace cucinare. “La torta ai lamponi e amaretto è la mia preferita, ma mi piace anche il pane alla banana e le tortilla di uova. Cucinare mi aiuta a rilassarmi e penso che le persone che mi sono vicine apprezzino un pasto fatto in casa,” aggiunge timidamente, sebbene sia quanto di più vicino ad una rivelazione sulla sua nuova relazione, con Matt Janney, rugbista e scapolo ambito, faccia trapelare. “Non posso fare commenti, mi dispiace,” dice, saltando immediatamente e rimettendo le sue cose nella borsa, che era esplosa sul divano accanto a lei. “Sto cercando di tenere la mia vita privata sacra, sebbene non voglia chiudermi in casa e non andare da nessuna parte. Quindi ci sto attenta, perché non esco con persone che sono famose, e non credo sia giusto che, all’improvviso, dettagli intimi della loro vita siano pubblici a causa mia. Trovo che non sia rassicurante, e vorrei ci fosse un modo per proteggere quelle persone, ma non è sotto il mio controllo.”

Quando suggerisco che i suoi fidanzati sono adulti consenzienti, sembra preoccupata. “Ma non scegliamo di chi innamorarci, per chi provare dei sentimenti, no?”
Mette il telefono in borsa e torna a casa per fare i bagagli, perché sta partendo per LA. Solo una semplice ragazza, quindi, che va a presentare un Oscar.

  1. Nel testo inglese usa la parola “boyfriends”. []