Emma: «Twitter è un mezzo potente»

AGGIORNAMENTO: aggiunta la versione youtube dell’intervista di Kjersti Flaa con una nuova domanda.

Meno due giorni all’uscita italiana di Noah e il materiale internazionale non accenna a finire: tra nuove foto della conferenza stampa, interviste video e scritte, sempre tradotte in italiano da noi di Emma Watson Italia, ce ne è ancora abbastanza.

» Conferenza stampa a Los Angeles




“Noah” – Los Angeles Press Conference HQ | MQ

» Junket press con Kjersti Flaa

L’ennesima intervista anticipata da una mezza selfie con Emma di oggi è con Kjersti Flaa.

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Per vedere il video cliccare QUI.

[3.12] Twitter viene percepito come un modo per far sapere alle persone cosa mangia a colazione o farsi selfies ma è un potente mezzo, un modo per comunicare direttamente con un pubblico… solo cliccando un bottone hai milioni di persone che leggono quello che vuoi condividere. Penso che sarebbe sciocco non essere coinvolti quando parte del tuo lavoro è promuovere quello che fai. Molti dei miei fan su Twitter offrono supporto e interesse e mi sento fortunata ad essere coinvolta con questo.

» MetroNews

Come descriveresti il film?

Personalmente, trovo la storia di Noè un po’ dozzinale. Ma quando il copione è scritto da qualcuno come Darren Aronofsky sai che stai per fare qualcosa di speciale. Direi che il film è più uno studio persone che si ritrovano in un mondo futuristico, apocalittico.

Quale è la tua maggiore sfida ora?

Provare che non sono più Hermione. Ho bisogno di essere in grado di essere buona, audace o innocente in qualsiasi ruolo scelgo. Ma ho ancora bisogno di dimostrare alla gente cosa so fare fuori da Harry Potter. Non credo di esserci riuscita ancora, ma ci sto arrivando.

Quale è la cosa migliore di avere vent’anni?

Non ho più paura di scegliere nuovi ruoli. Sono più sicura e concentrata di quanto non lo fossi prima, e ho anche imparato che nella vita non tutto riguarda il lavoro. La fama ha il potere di offuscare la realtà. Per questo ho deciso di fare un passo indietro e studiare, dare a me stessa lo spazio per capire cosa volessi fare davvero. Ora sono tornata nel mondo della recitazione con una mentalità diversa.

Stai studiando e lavorando allo stesso tempo. Come va l’Università?

Mi laureerò alla Brown University a Maggio e sono felice di essermi presa il tempo di studiare. Ho il resto della vita per fare film e sento di aver imparato molto anche solo vivendo da sola in un altro Paese. Sento di essere in uno stadio dove ho un equilibrio sano tra la mia vita professionale e quella personale.

» WashingtonPost

Noah segna il tuo ritorno a ai film spettacolari in larga scala. Hai approcciato il tuo ruolo in modo diverso da come facevi mentre giravi Harry Potter?

Ricordo che ero sul set e Darren stava dicendo “Ok, l’acqua sarà fredda, probabilmente staremo qui tutto il giorno, provate a conservare le energie tra i takes, tipo mantenetevi caldi e mangiate in modo corretto. Richiederà molto a livello fisico.” Per un minuto mi sono sentita intimidita, ma poi c’è qualcosa ad aver fatto i film di Harry Potter ed erano film molto fisici. Abbiamo fatto un sacco di cose in Scozia. Faceva freddissimo, si girava alle quattro del mattino, orari folli.
E’ in qualche modo confortante sapere che, in un certo senso, nulla sarà così difficile di nuovo, e sono preparata per molte delle cose che le persone possono rovesciarmi addosso, che siano animali, acqua, acrobazie, CGI, qualunque cosa. E’ stata un buona scuola e mi ha formata bene per questo tipo di ambiente e pressione.

Hai letto qualcosa sul tuo personaggio al di là del copione?

Non ho letto molto, ma ho fatto molte ricerche perché divento madre nella storia e ovviamente non ho mai partorito. Per questo bisogna pensare con attenzione. Darren ed io abbiamo avuto questa conversazione dove ci siamo trovati d’accordo sul fatto che in molti film le donne partoriscono e sembra che a malapena sudino. Noi volevamo che sembrasse crudo, realistico e quindi l’ho preso molto seriamente.

Hai parlato con con qualcosa a proposito di come sia partorire?

Qualsiasi donna incinta ovunque, ero tipo “Posso parlarti? Posso parlarti della tua esperienza?” Ho parlato molto con mia madre, ovviamente, e ho visto molti video di parti naturali su Youtube, molti documentari, ho parlato con ostetriche, proprio qualunque informazione che potessi trovare.

Ila non può concepire all’inizio, ma poi è resa fertile da un miracolo. C’è qualcosa della sua psiche che hai cercato di enfatizzare in particolare?

I dubbi su se stessa, immagino… Ila è sterile, non può avere bambini, e non vuole privare il suo futuro marito della possibilità di avere dei figli e una famiglia. C’è questa lotta dentro di lei. E’ così innamorata di lui e in qualche modo sacrifica la sua felicità per lui, e sentivo di potermi relazionare a questa lotta e dubbio.

Cosa ti ha attirata verso il ruolo all’inizio?

Ero una grande fan dei film di Darren. Ho amato Requiem for a Dream. The Fountain è uno dei film che preferisco in assoluto, The Wrestler, Black Swan. Quindi, sai, persino prima di leggere il copione sei intrigato perché il suo lavoro parla da solo.
E dopo aver letto il copione, ho amato il mio ruolo. Ila ha un cuore d’oro. E’ molto saggia, ci si può relazione a lei facilmente, e poi senti chi c’è nel cast, ci sono Russell Crowe e Sir Anthony Hopkins e Jennifer Connelly e Ray Winstone. E realizzi che è l’opportunità di lavorare con persone che sono al top.

» Indipendent

Sul red capert della premiere di Londra, Emma è tornata sull’argomento “maternità”.

Senti la responsabilità verso le donne in generale di farlo in un modo che rispetti l’esperienza e quanto è dura. Dalle mie ricerche, sembra che sia un momento di ‘vita o morte’ e volevo che venisse fuori.

AGGIORNAMENTO

Attraverso Youtube, abbiamo un’altra versione del filmato di Kjersti Flaa in cui all’inizio non vediamo lo scambio a proposito del questionario di Emma, ma la risposta alla domanda “Quale era il tuo rapporto con la Bibbia prima?”

Sono andata al Catechismo, ho fatto degli studi sulla religione a scuola, ho ascoltato storie da bambina. Fa parte della nostra storia culturale ma ero molto curiosa di vedere come Darren l’avrebbe adattato in un film.