Emma presenta la campagna dell’UN Women HeForShe

AGGIORNAMENTO – 2: Aggiunto il video con i sottotitoli.

AGGIORNAMENTO: Aggiunte tante foto e nuovi video.

Da quando è stata nominata Ambasciatrice dell’UN Women, a Luglio, Emma ha “fatto sentire la sua voce” su questioni di attualità che riguardavano i pregiudizi di genere e i diritti delle donne: ha usato Twitter per unirsi alla protesta #direnkahkaha; ha riproposto tweets sui Millennium Development Goals; tweettato un articolo a proposito dell’elevato tasso di suicidi tra gli uomini britannici, commentando che l’uguaglianza di genere aiuterebbe tanto gli uomini quanto le donne; postato un commento quando le foto private di molte attrici hollywoodiane, tra cui Jennifer Lawrence, sono state rubate e rese pubbliche; è volata in Uruguay per partecipare ad un evento che presentava più di 5.000 firme raccolte per chiedere una legge che garantisca una percentuale minima di donne nelle liste elettorali.

L’evento culmine del suo impegno con l’UN Women, per ora, è la presentazione della Campagna HeForShe nel Quartier Generale delle Nazioni Unite a New York sabato 20 Settembre.

Prima dell’evento, Emma ha posato con alcune personalità di spicco che hanno partecipato: la direttrice esecutiva dell’UN Women Phumzile Mlambo-Ngucka, il presidente dell’assemblea generale dell’ONU Sam Kahamba Kutesa, Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, Madam Yoo (Ban) Soon-taek e Kiefer Sutherland.





Evento “HeForShe” al Quartier Generale delle Nazioni Unite per UN Women, New York – 20 Settembre HQ | MQ | LQ

Emma ha fatto un discorso lungo più di dieci minuti, suscitando applausi a più riprese e una standing ovation finale, in cui visibile emozionata ha parlato con passione raccontando come la sua esperienza l’abbia portata a diventare femminista, ha ricordato che il termine “femminismo” è frainteso e sottolineato che l’uguaglianza di genere riguarda gli uomini quanto le donne, perché anche gli uomini e i ragazzi sono vittime di pregiudizi, e ha invitato tutti gli uomini a farsi avanti e a diventare HeForShe.

Di seguito la traduzione in italiano a cura dalla meravigliosa Hermione Weasley di The Emma Watson Archives

Vostre eccellenze, Segretario generale dell’ONU, presidente dell’Assemblea Generale , direttore esecutivo di ONU Donne, distinti ospiti…

Oggi lanciamo una campagna chiamata #HeForShe. Mi sto rivolgendo a voi perché abbiamo bisogno del vostro aiuto. Vogliamo porre fine alla disparità di genere e, per farlo, abbiamo bisogno del coinvolgimento di tutti. Questa è la prima campagna nel suo genere all’ONU, vogliamo spronare tanti più uomini e ragazzi possibili ad essere dei sostenitori del cambiamento… e non vogliamo solo parlarne. Vogliamo assicurarci che sia tangibile.

Sono stata eletta ambasciatrice di buona volontà dell’ONU Donne sei mesi fa, e più ho parlato di femminismo e più mi sono resa conto che troppo spesso combattere per i diritti delle donne diventa sinonimo di odiare gli uomini. Se c’è una cosa che so con certezza è che questo deve finire. Per la cronaca, il femminismo per definizione è la convinzione che uomini e donne debbano avere pari diritti, pari opportunità. E’ la teoria dell’uguaglianza politica, economica e sociale dei sessi.

Ho cominciato a mettere in dubbio le supposizioni basate sul genere tanto tempo fa. Quando avevo 8 anni ero confusa dal fatto che mi definissero dispotica perché volevo dirigere le recite che allestivamo per i nostri genitori; ma ai maschi non succedeva. Quando a 14 anni, ho cominciato ad essere sessualizzata da certi elementi dei media. Quando a 15 anni, le mie amiche hanno cominciato ad abbandonare le squadre degli sport che amavano perché non volevano apparire muscolose. Quando a 18 anni, i miei amici [maschi] non erano capaci di esprimere i loro sentimenti… ho deciso che ero femminista e la cosa mi sembrava tutt’altro che complicata. Ma le mie ricerche più recenti mi hanno dimostrato che “femminismo” è diventata una parola impopolare. Le donne si rifiutano di identificarsi come femministe. A quanto pare, [io] sono tra le schiere di donne le cui parole sono percepite come troppo forti, troppo aggressive, isolanti e anti-uomini, persino non attraenti. Perché è diventata una parola tanto scomoda?

Provengo dalla Gran Bretagna e penso che sia giusto che io sia pagata tanto quanto le mie controparti maschili; penso che sia giusto che io sia in grado di prendere delle decisioni che riguardano il mio corpo; penso che sia giusto che le donne vengano coinvolte in mia vece [nella politica] in quelle decisioni che influenzeranno la mia vita; penso che sia giusto che socialmente mi sia garantito lo stesso rispetto che è garantito agli uomini. Ma sfortunatamente, posso dire che non c’è neanche una nazione al mondo in cui le donne possono aspettarsi di ricevere questi diritti. Nessuna nazione al mondo può dire di aver raggiunto la parità dei sessi. Considero questi diritti dei diritti umani.
Ma io sono una delle [donne] fortunate. La mia vita è un vero e proprio privilegio perché i miei genitori non mi hanno voluto meno bene perché sono nata femmina; la mia scuola non mi ha limitata perché ero una ragazza; i miei mentori non hanno presupposto che sarei andata meno avanti [nella vita] perché un giorno avrei potuto avere un figlio. Queste influenze, sono stati gli ambasciatori per la parità dei sessi che mi hanno resa chi sono oggi. Potrebbero non esserne consapevoli, ma sono quei femministi involontari che stanno cambiando il mondo oggi. Ne abbiamo bisogno in numero maggiore. E se ancora odiate la parola: non è la parola che è importante, ma l’idea e l’ambizione che ci sta dietro. Perché non tutte le donne hanno ricevuto i miei stessi diritti. Infatti, statisticamente, sono molto poche ad averli ricevuti.

Nel 1997, Hilary Clinton fece un famoso discorso a Pechino sui diritti delle donne. Tristemente, molte delle cose che voleva cambiare allora, sono ancora vere oggi. Ma quello che mi ha colpito di più, è che meno del 30% del pubblico era composto da uomini. Come possiamo influire sul cambiamento nel mondo quando solo la metà di esso è invitato o si sente benvenuto a partecipare alla conversazione?
Uomini. Vorrei cogliere quest’occasione per estendervi un invito formale. La parità di genere è anche un problema vostro. Perché fino a questo momento, ho visto il ruolo di mio padre considerato meno importante dalla società, nonostante da piccola avessi bisogno della sua presenza tanto quanto quella di mia madre. Ho visto giovani uomini affetti da malattie mentali, incapaci di chiedere aiuto per paura di apparire meno virili, o meno uomini. Infatti, nel Regno Unito il suicidio è la prima causa di morte degli uomini tra i 20 e i 49 anni, eclissando incidenti stradali, cancro e malattie cardiache. Ho visto uomini resi fragili ed insicuri dalla percezione distorta di cosa sia il successo maschile. Neanche gli uomini beneficiano dei diritti della parità di genere. Non parliamo molto spesso di come gli uomini siano imprigionati dagli stereotipi di genere, ma riesco a vedere che lo sono. E quando ne saranno liberati, come conseguenza naturale le cose cambieranno anche per le donne. Se gli uomini non devono essere aggressivi per essere accettati, le donne non si sentiranno in dovere di essere sottomesse. Se gli uomini non devono controllare, le donne non dovranno essere controllate. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere sensibili. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere forti. E’ tempo di concepire il genere su uno spettro, e non come due serie di valori opposti. Se smettiamo di definirci l’un l’altro in base a cosa non siamo, e cominciamo a definire noi stessi in base a chi siamo, possiamo essere tutti più liberi. Ed è di questo che si occupa He For She. Di libertà.

Voglio che gli uomini prendano su di sé questo impegno, così che le loro sorelle, madri e figlie possano essere libere dai pregiudizi, ma anche perché anche i loro figli possano avere il permesso di essere vulnerabili e umani. Rivendichiamo quelle parti di loro che hanno abbandonato e così facendo permettere loro di essere una versione più vera e più completa di loro stessi.

Magari starete pensando: chi è questa tipa di Harry Potter? E che diavolo ci sta facendo a parlare all’ONU? E’ una buona domanda. Mi sono chiesta la stessa cosa. Tutto quello che so è che mi importa di questo problema e che voglio far sì che le cose migliori. Avendo visto quello che ho visto e avendone l’opportunità, credo che dire qualcosa sia una mia responsabilità.

Il politico Edmund Burke ha detto che per far sì che il male trionfi, tutto ciò che serve è che bravi uomini e brave donne non facciamo niente. Nella mia agitazione per questo discorso, e nei miei momenti di insicurezza, mi sono detta con fermezza: se non io, chi? Se non ora, quando? Se avete dei dubbi simili, quando vi si presentano delle opportunità, spero che queste parole vi siano d’aiuto. Perché la realtà è che se non facciamo niente, ci vorranno 75 anni, o che io compia quasi 100 anni, prima che le donne possano aspettarsi di essere pagate tanto quanto gli uomini per lo stesso lavoro. 15 milioni e mezzo di ragazze si sposeranno nei prossimi sedici anni e lo faranno da bambine. E con questi ritmi, non sarà prima del 2086, che tutte le ragazze della campagna africana potranno ricevere un’educazione di livello secondario.

Se credete nella parità, potreste essere uno di quei femministi involontari di cui ho parlato prima e per questo, mi complimento con voi. Stiamo facendo fatica a trovare una parola che ci unisca, ma la buona notizia è che abbiamo un movimento che ci unisce. Si chiama He For She. Vi invito a farvi avanti, a farvi vedere e a chiedervi: se non io, chi? Se non ora, quando?

Vi ringraziamo tantissimo.

Alla fine Emma è tornata sul palco con Phumzile Mlambo-Ngucka per ringraziare e far sapere che l’UN Women cerca un ambasciatore (uomo) che rappresenti e sostenga HeForShe.

Dopo l’event, c’è stato un after-party al Peninsula Hotel, per il quale Emma ha cambiato il vestito passando da un abito bianco ad uno nero.




After-Party per l’evento “HeForShe” dell’UN Women al Peninsula Hotel, New York – 20 Settembre HQ | MQ | LQ

AGGIORNAMENTO

Tante nuove foto, dall’evento e dall’after-party, sono disponibili in Gallery e qui è possibile rivedere l’intero lancio della campagna HeForShe con tutti gli interventi. Per saltare direttamente ad Emma e vederla in qualità migliore basta cliccare play sul video di seguito.

All’inizio del seguente video vediamo Emma e gli illustri ospiti dell’evento posare per il photocall.

Mentre in questo stringe la mano a Kiefer Sutherland prima di mettersi in posa.

Non mancano i tweet in cui Emma chiede di aderire alla campagna firmando sul sito. Per farla felice vi basta farvi una foto mentre firmate e twittargliela. ;)

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AGGIORNAMENTO – 2

Se non volete staccare gli occhi da Emma mentre parla e allo stesso tempo leggere la traduzione, ora c’è il video con i sottotitoli.