Emma nel mirino degli hacker

Nota: Nell’articolo vengono riportati termini forti e offensivi.

A quanto pare, l’emozionante discorso di Emma per il lancio della campagna HeForShe non ha raccolto solo critiche positive come questa.

Molte persone, soprattutto uomini – ahimè -, non hanno apprezzato le parole dell’attrice. O forse non le hanno capite. O magari non le hanno ascoltate. Fatto sta che dopo aver espresso la sua opinone, Emma è diventata bersaglio di insulti e minacce.

Cavalcando l’interesse suscitato dalla seconda ondata di furti e divulgazione di foto private di varie attrici di Hollywood, uno o più presunti cracker hanno minacciato di pubblicare immagini personali di Emma Watson, creando un sito, EmmaYouAreTheNext, con un countdown che dovrebbe scadere sabato 27 Settembre. Oltre ai numeri che scorrono, sul sito campeggia la frase “Mai dimenticare, il più grande fino a questo momento”.

Ad ora, i ladri originali hanno negato il loro coinvolgimento e hanno detto di non essere a conoscenza dell’esistenza di immagini sottratte alla Watson, quindi questa sembra solo una minaccia vuota, suscitata dalle parole pronunciate sabato scorso a New York.

La vicenda fa riflettere. Da un lato abbiamo una giovane donna famosa, Emma Watson, che chiede agli uomini di farsi avanti per ottenere l’uguglianza tra i generi, dichiarandosi femminista e facendo luce sul significato della parola; dall’altro ci sono degli uomini che, per quelle parole, minacciano di umiliarla mostrando al mondo che “è una troia come tutte le altre donne”. La dimostrazione avverrebbe attraverso la divulgazione di immagini sessualmente esplicite che Emma avrebbe scattato nel suo privato, quindi oggettivizzandola contro la sua volontà e privandola del diritto di decidere come mostrarsi e a chi. In sostanza, muovendole violenza.

Forse questi uomini non si sono mai trovati nella condizione di aver avuto bisogno di aiuto ma di non aver trovato il coraggio di chiederlo per paura di apparire deboli; forse alle spalle non hanno una separazione da cui sono usciti con meno possibilità di vedere i loro figli rispetto alle ex-compagne; forse non hanno mai subito discriminazioni per il loro genere. Chiaramente questi non sono uomini HeForShe e le loro reazioni fanno capire quanto sia importante una campagna come quella promossa dalla Watson, quanto sia necessario che una donna capace di attirare tanta attenzione spieghi perché la parità di genere è utile, quanto sia rivoluzionario da parte sua destrutturare l’idea di cosa sia il femminismo spiegandone il vero significato, andando incontro ad insulti e minacce.

Per nostra fortuna il lavoro di Emma con l’UN Women è appena iniziato e lei lo prende molto seriamente. Elizabeth Nyamayaro, collaboratrice di Phumzile Mlambo-Ngcuka, ha dichiarato che gli sforsi della Watson si rivolgeranno anche alla violenza contro le donne e alla loro emancipazione economica, aggiungendo:

Potremo decidere all’inizio del prossimo anno dove avverrà la sua prossima visita. [Emma Watson] è stata molto chiara sul perché abbia accettato la mia offerta e ha detto che la vede quasi come una carriera. Vuole che il suo lavoro parli da solo prima che lei inizi a parlare con la stampa. La vedrete sempre di più, come non succedeva dai tempi di Angelina Jolie.

I vertici dell’UN Woman puntano su di lei.

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Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, accoglie Emma Watson dopo il suo intervento.