Il femminismo diventa una moda da passerella con Chanel

Stampe psichedeliche, occhialoni colorati, capelli lunghi al naturale con la riga in mezzo: l’ultima sfilata di Chanel, datata 30 Settembre, è un inno all’immagine femminile anni ’70. La passerella si trasforma in un boulevard parigino e le modelle diventano bellissime suffragette in abiti colorati e tweed.

A fine sfilata, Cara Delevingne, Gisele Bundchen e colleghe tornano in passerella con megafoni e cartelli dagli slogan modaioli come “Make Fashion Not War”, “Tweed Is Better That Tweet”, “Be Your Own Stylist”. Altri cartelli sono meno innoqui e puntano decisamente sulla parola “Femminismo” e sui diritti delle donne: “Feminist But Feminine!” e “Women’s Rights Are More Than Alright!”. All’unico modello in scena tocca il cartello con lo slogan “He For She”.

Tweet di Derek Glasberg retwittato da Emma Watson.

Tweet di Derek Glasberg retwittato da Emma Watson.

Lo spettacolo di Karl Lagerfeld mescola frasi divertenti a stereotipi di genere, sostenendo (o facendo ironia su – ognuno è libero di scegliere la propria posizione a riguardo) l’immagine di un Femminismo anni ’70, quella delle donne che indossano pantaloni troppo grandi e non passano dal parrucchiere per una messa in piega. Forse hanno anche i peli sotto le ascelle, nascosti dalle maniche delle loro giacche di tweed.

La mia posizione è la prima, perché la moda è una cosa divertente, uno spettacolo, ma l’uguaglianza di genere no. Detto ciò, non credo che non vi si possa ironizzare, però mi risulta difficile sorridere con l’uomo che parlando della cantante Adele mise in secondo piano il suo straordinario talento per definirla “a little too fat”. Una provocazione anche in quel caso, molto probabimente, ma venendo da un uomo che lavora per le donne e decide quale sia l’immagine femminile mi irrita più di quanto faccia sorridere.

Speriamo che l’impegno degli uomini che hanno aderito ad He For She non duri il tempo di una stagione, come i vestiti disegnati da Lagerfeld, e si concretizzi nella vita di tutti i giorni.

Intanto possiamo goderci la sexy timeline di Emma su Twitter, fatta di tweets, ritweets e chicche quali Emma, Alex e Chris Watson in una foto d’epoca e la squadra di Rugby dell’Università di Oxford, completa di Matt Janney in basso a sinistra.


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» Taylor Swift elogia il discorso di Emma per l’UN Women

Tra le tante le celebrity che hanno manifestato il loro apprezzamento per le parole della Watson, spicca la cantante Taylor Swift che ne ha parlato durante uno show in Francia. La Swift si è dichiarata femminista di recente, dopo che in passato aveva evitato di definirsi tale, e ha raccontato che frequentare l’attrice Lena Dunham l’ha aiutata a capire gli obiettivi del Femminismo, in cui si è resa conto di credere al di là della definizione. Durante la sua intervista da Tout Le Monde En Parle ha sottolineato quanto sia importante che un’attrice famosa come Emma, ascoltata dai giovanissimi, spieghi che il Femminismo non è un movimento che contrappone le donne agli uomini, diffusa ed errata convinzione di cui è stata vittima anche lei.

Sarebbe stato bello se quando avevo 12 anni avessi potuto vedere un video della mia attrice preferita che spiega in un modo intellettuale, bello e acuto il significato della definizione di Femminismo. Perché così l’avrei capito. E mi sarei dichiarata prima femminista perché avrei capito il significato della parola.

» Quattro chiacchiere a Central Park con Elle UK

Cinque fanpaparazzate ritraggono Emma a New York il 21 Settembre, il giorno dopo il trionfale lancio della campagna He For She, intenta a parlare con una donna bionda che sembra essere Lorraine Candy, direttrice di Elle UK. Candy ha partecipato all’evento della sera prima e anticipato che nell’uscita di Dicembre la sua rivista parlerà di Femminismo. Sul sito ha precisato che tra gli argomenti della rivista ci sarà anche He For She, senza menzionare la Watson che però sembra una presenza sicura.


Foto via WatsonUncensored