Emma a British Vogue: «Dicono che sono diversa da quando lavoro con l’UN Women»

AGGIORNAMENTO: Aggiunta la traduzione di una nuova dichiarazione e lo scan di una foto del servizio fotografico.

British Vogue di Settembre sarà nelle edicole inglesi il 6 Agosto e ancora non ci sono scans in giro, solo una foto in miglior qualità.

Abito di Erdem.

Essere abbonati ha i suoi vantaggi, tipo riceve la rivista a casa qualche giorno prima che esca ufficialmente, e WatsonUncensored ha proposto una trascrizione (più un paio di bit condivisi via Twitter: 1&2), tutto tradotto in italiano da The Emma Watson Archives.

L’intervista è stata fatta prima che iniziassero le riprese di La Bella e la Bestia, in una location scelta dall’attrice, Mayday Rooms in Fleet Street, dove la Watson si reca regolarmente per leggere e fare ricerche. Al momento stava leggendo un trattato degli anni Cinquanta sul primo femminismo. Non ci sono riferimenti a Colonia, bensì a Regression (con una dichiarazione del regista), l’impegno professionale di cui parla di più è quello con l’UN Women, con cui sta organizzando un concerto che si terrà a settembre al Barclay Center di Brooklyn; per il resto, l’argomento principale è essere Emma Watson.

Quelle che seguono sono tutte citazioni dirette della Watson.

Mi sono letteralmente scritta come dovrei reagire quando le persone mi riconoscono, perché a meno che tu non sia molto rapido a considerarli allora scivolano in questo strano stato in cui ti guardano come una sorta di extraterrestre. Credo sia per questo motivo che, alle volte, ho bisogno di stare da sola, per ricaricarmi. Perché mi sento… non sopraffatta, ma qualche volta ho bisogno di essere in uno spazio in cui non devo negoziare con quel tipo di conflitto. Potrei camminare lungo Oxford Street adesso se volessi davvero, ma dovrei mantenere un’andatura decisamente spedita. Se ho già superato qualcuno, quando sono pronti a darmi una seconda occhiata allora tendo ad essere a posto. Non farei shopping a Topshop senza un’amica. Se qualcuno mi riconosce di solito c’è questo effetto domino, ed è per questo che cerco di spostare chiunque si avvicini su un lato. Chiedo loro: “Puoi farmi un enorme favore? Non posso fare foto adesso perché, se lo faccio, partirà un flash, e se partirà un flash allora tutti si volteranno a guardarmi. E poi non riuscirò a gestire la situazione”. Solitamente la gente capisce.

Grandi borse firmate e occhiali da sole attirano l’attenzione. Spesso la gente non ti nota fuori dal contesto. Per esempio, se volo Easyjet, nessuno mi si avvicina mai perché non si aspettano che io sia là sopra.

Mi sentivo molto a disagio, anche prima che la mia relazione [con Matt] finisse. Sono andata ad un ritiro silenzioso, perché avevo davvero bisogno di capire come sentirmi a casa con me stessa.1

[Sulle interviste] Probabilmente mi faccio diventare leggermente matta, sono tipo: “Dove vuoi andare a parare con questa cosa?”

[Su Patti Smith] Mi ha detto che dovevo trovare un modo per chiudere fuori la negatività.

[Sulla scuola] Era un posto molto importante per me, perché spesso mia madre lavorava fino a tardi e io rimanevo [a scuola] e facevo qualsiasi attività in corso. E’ stato molto carino [visitare il suo vecchio insegnante alla scuola media] perché mi conosce da quando avevo dodici anni e sento che la storia personale mi tiene coi piedi per terra.

[Sull’essere l’unico bambino sul set di HP senza un genitore come accompagnatore] I miei genitori non potevano liberarsi, avevano delle carriere e non stavano insieme. Non potevano darsi il cambio come i genitori di Rupert Grint o di Daniel Radcliffe. E mia madre aveva mio fratello minore di cui occuparsi, non poteva lasciarlo.

[Sull’ONU] Parte di me si è rilassata quando ho accettato il lavoro, mi ha dato un senso di appartenenza e uno scopo. Tutto è andato al suo posto, in un modo in cui non era prima. Ho capito cosa sono qui per fare e dove incanalare tutta quest’energia che mi arriva. Adesso mi sento in pace. La gente dice che sono diversa da quando è successo. Inizialmente dovevo lanciare la campagna scrivendo un articolo che un giornale avrebbe pubblicato. Ho scritto una bozza e l’ho inviata a mia madre, mio padre, l’ONU e il mio pubblicista, e tutti avevano una critica diversa. Alla fine non sapevo più neanche cosa volevo dire. Mi sono sentita come se la gente stesse cercando di soffocare la mia voce. La notte prima del discorso stavo piangendo istericamente nella mia camera d’albergo, pensando, ‘Non posso farcela’. Ero completamente terrorizzata. E poi ho parlato su Skype con un’amica che ha detto, ‘Leggilo di nuovo e chiediti, se dovessi essere investita da un autobus domani, saresti contenta di ogni singola riga?’ [Alla fine Emma non ne ha cancellata o cambiata nessuna].

Non direi che sono una maniaca del controllo, ma voglio decisamente avere le cose chiare in qualche modo. Ma essere più a posto con la confusione della vita è qualcosa che sto cercando di imparare attraverso la meditazione.

[Se i ragazzi sono intimiditi da lei] I fidanzati o i partner che ho avuto mi hanno generalmente fatta sentire molto amata. Mi hanno fatta crescere. Certamente non mi sono sentita che facendo tutto quello che faccio o essendo tutto quello che sono, che ho faticato nella mia vita sentimentale. Credo sia molto accondiscendente nei confronti degli uomini. Li indebolisce.

[Ha cominciato a lavorare su un concerto che si terrà a settembre al Barclay Center di Brooklyn] Quindi sto scrivendo lettere a vari artisti per capire chi si esibirà. [E c’è anche qualcos’altro, di cui mi ha parlato, ma è un altro sviluppo che riguarda HeForShe e che la fa dondolare sulla sedia perché] qualcuno mi ha appena scritto un grosso assegno.

Posso essere brusca e diretta e piuttosto polemica.

Per la rubrica dicono di lei abbiamo interventi dell’artista Patti Smith, di Alejandro Amenabar, dell’amica e stylist Caroline Sieber e del fotografo Josh Olins.

Patti Smith: “Mi ha incuriosito il fatto che nonostante tutti la stessero guardando, è comunque riuscita a ballare ed interagire coi suoi amici quella sera [ad uno dei suoi concerti] come avrebbe fatto qualsiasi ragazza della sua età.”

Alejandro Amenabar: “Emma Watson è una dei grandi. Ha quest’intensità, è sempre pronta a dare di più, di più. E’ stata molto forte.”

Caroline Sieber: “E’ straordinariamente concentrata sui suoi obbiettivi e sobria nel suo modo di pensare. Quello che mi ha sempre colpito di Emma è la sua assoluta sicurezza in se stessa e nel suo intuito. E la sua indipendenza.”

Josh Olins: “Emma adora la moda. L’abbraccia perché non ne è spaventata.”

Finiamo con alcuni extra estratti qua e là:

  • Emma dice che i giornalisti si “approfittavano” di lei quand’era più piccola, mettendole in bocca cose che non aveva detto per creare degli scoop.
  • L’accompagnatrice di Emma sul set di Harry Potter era la sorella del suo insegnante.
  • Emma fa yoga ashtanga (dice che potrebbe insegnarlo), medita, scrive poesie e quando è triste un diario (“E’ interessante a dire il vero, non ho avuto bisogno di farlo da un po’”)
  • Dopo aver finito di girare La Bella e la Bestia, prima del concerto per HeForShe, potrebbe andare in un altro ritiro silenzioso e magari farà un viaggio ad Istanbul2. Troverà anche il tempo per una nuotata nell’Hampstead Heath Ladies’ Pond e per visitare le mostre su Tracey Emin e Francis Bacon alla Tate. E poi c’è quel puzzle sul suo tavolo del soggiorno che ha bisogno di finire “prima che perda tutti i pezzi”.
  • Registi con cui le piacerebbe lavorare: Joe Wright, Danny Boyle, Kathryn Bigelaw, Jean-Marc Vallée, Ron Howard, David Fincher, Luca Guadagnino, Clint Eastwood.

AGGIORNAMENTO

A quanto pare le cose cambiano in fretta nel mondo della Watson e le notizie diventano vecchie in fretta, perché l’unica vera notizia data da questo articolo, l’organizzazione del concerto per HeForShe a Settembre, va aggiornata: l’evento è rimandato al 2016. Un rappresentante dell’UN Women lo ha confermato al sito SnitchSeeker.

Il team dello stilista Antonio Berardi ha condiviso su Twitter uno scan in buona qualità di una delle foto sel servizio fotografico.

british_vogue_settembre_antonio_berardi

Sul sito di British Vogue hanno pubblicato una dichiarazione che manca nella trascrizione, e che Hermione Weasley ha prontamente tradotto.

[Sul recitare fin da bambina] E’ qualcosa con cui ho combattuto molto. Sono tornata indietro e ho interrogato i miei genitori. Quand’ero più piccola, lo facevo e basta. Recitavo e basta. Era una cosa che stava lì. Quindi adesso quando ricevo riconoscimenti per le mie interpretazioni, mi sento molto a disagio. Tendo a chiudermi in me stessa. Mi sento come un impostore… era solo una cosa che facevo.

  1. Forse parla del ritiro di cui abbiamo un avvistamento. []
  2. In effetti, il viaggio ad Istanbul c’è stato. []