Emma: «Recitare è un’ossesione più che una passione»

El Pais condivide una nuova intervista, tradotta in inglese da WatsonUncensored e in italiano da noi di Emma Watson Italia.

Su Hermione dice:

Non dimentico cosa significasse [molto tempo fa] e che la mia carriera è iniziata con lei.

Ormai la sua carriera procede spedita ed Emma spiega come sceglie i film da interpretare:

Ricevo molti copioni, è vero. Scelgo solo quelli che mi permettono di lavorare con artisti pieni di passione, registi che capiscono cos’è un attore. E che mi credono, non ce ne sono molti che lo facciano. Un altro criterio è che la storia deve colpirmi e rappresentare una sfida. Leggo tutti i copioni che posso, ma il mio agente conosce i miei gusti molto bene.

Consapevole del potere che ha, non si limita a metterlo al servizio dei film che interpreta:

L’abilità che ho di influenzare gli altri mi imbarazza e mi shocka. Non sono sicura se raggiungo molte persone, ma di sicuro mi preoccupo, cerco di usare quell’influenza per cause che lo meritano. Ho l’energia che ho e non la spreco, quindi cerco di scegliere con attenzione e spero di non concentrarmi su me stessa ma piuttosto che attraverso di me le persone scoprano iniziative interessanti.

La più grande delle iniziative a cui Emma ha dato voce è sicuramente il movimento HeForShe promosso dall’ UN Women.

[Il giorno del discorso] Le mie mani tremavano. Non ero consapevole che stavavo andando a parlare in una stanza di quelle dimensioni con così tante persone davanti. Si vede chiaramente che ero nervosa (ride). Ma era qualcosa che volevo fare. Se avessi saputo in anticipo il posto e la quantità di gente, non lo so… Comunque, era importante e necessario.

Questo impegno le dà un proposito:

Dà significato a molte delle mie decisioni. Ed è soddisfacente sentire che raggiungi le persone e vedere una risposta alle tue azioni.

Ma Emma resta comunque un’attrice:

Comunque, al di là di tutto, sono un attrice, con l’intenzione di dirigere un film in futuro. Un passo alla volta. Devo ancora incontrare registi con sensibilità diverse.

Sul prendere posizione per quanto riguarda la politica nazionale, dichiara:

E’ semplice. Non faccio commenti sulla politica in Gran Bretagna o commenti sulle questioni locali. Parlo solo di questioni internazionali. Non so se le cose cambieranno in futuro, per ora funzionano bene così.

Il suo lavoro principale è la recitazione, che la Watson vede come un’ossessione:

Per fare questo lavoro devi mantenere una certa ossessione. Costa molto – io ho passato più di 200 giorni all’anno lontano da casa – studi le vite degli altri mentre sacrifichi la tua per diventare un’altra persona… E’ decisamente un’ossessione più che una passione.

A proposito di Regression e di Amenabar, ripete che il regista è aperto al contributo degli attori, sottolinea che nel film sono citati alcuni classici dell’horror e rivela che all’inizio per il suo personaggio voleva usare un accento più pesante:

[Alejandro] capisce che c’è un copione ma ci sono anche degli attori, è una persona che crea e ti lascia contribuire.
“Rosemary’s Baby” è uno dei classici che hanno influenzato Alejandro per “Regression”, perché il film fa riferimento a tanti classici, citazioni potenti che creano un collegamento con il publico.
Ho iniziato provando un accento pesante del Minnesota, ma alla fine l’ho alleggerito perché [quanto accade nel film] potrebbe succede ovunque negli USA, e probabilmente nel mondo.

Parla anche ti La Bella e la Bestia, Colonia e The Circle:

[La Bella e la Bestia] Sì, ho dovuto cantare; come attrice ti nascondi dietro i personaggi, ma quando canti inevitabilmente c’è un po’ di te, c’è qualcosa di puro, e io ho sentito una grande evoluzione artistica mente sviluppavo la mia voce.
[Colonia] E’ il mio primo film molto politico, era ora.
[The Circle] Ho finito il college e ho più tempo.

Il suo lavoro di attrice si incrocia con il mondo della moda, ed Emma lo sa bene.

Ammetto che quando non lavoro [la moda] mi interessa meno. Ma capisco l’importanza che ha nel mondo del cinema, nella promozione dei miei film. Si ritorna all’influenza, cerco di essere coerente e quando mi vesto scelgo con attenzione i marchi. Sì, guardo le loro norme e non dimentico persino gli abiti hanno un’etica.