Emma: «L’interesse per la meditazione viene da un interesse per il buddismo»

Nuova intervista promozionale per Regression pubblicata da MetroTime, tradotta in inglese da WatsonUncensored e in italiano da The Emma Watson Archives.

G: Perché hai voluto fare questo film e come scegli i tuoi ruoli?
E: La scelta dei miei ruoli è piuttosto istintiva e rapida. Ho realizzato che se esito troppo a lungo, è spesso un cattivo segno. Ed è molto difficile convincermi a cambiare idea! [ride] Ma con questo film, ho trovato che il ruolo fosse inusuale e sorprendente, quindi ero tentata. E quando ho incontrato Alejandro Amenabar, ho visto che era qualcuno di cui potevo fidarmi, che avrebbe creato un ambiente in cui avrei potuto davvero costruire il ruolo. Dopo il nostro incontro, sapevo che avrei fatto il film.

G: E’ un film ispirato da eventi reali: hai mai fatto ricerche a riguardo?
E: Sì, Alejandro mi ha inviato un’enorme cartella con tutte le ricerche che aveva fatto per scrivere la sceneggiatura, il che mi ha aiutata molto. Ho scoperto che ci sono stati molti casi con circostanze simili anche piuttosto recentemente. E’ stato molto affascinante.

G: Il film parla di satanismo e fede. Che ruolo ha la religione nella tua famiglia?
E: Mio padre direbbe che non è affatto religioso, e mia madre è molto spirituale e aperta. Sono cresciuta con entrambe le opinioni, quindi mi sento personalmente a metà tra le due. Sono affascinata dalla religione, amo i rituali, le tradizioni, il senso di comunità. Ma ci sono ovviamente anche degli aspetti più oscuri che si vedono nel film.

G: Parlando di spiritualità, sembra che tu sia un’insegnante yoga certificata?
E: Non sono ancora stata certificata, ma ci sto provando! Quest’estate sono andata ad un ritiro spirituale – che è stato descritto dai media come “un voto di silenzio dopo l’orribile fine della mia relazione” – ma in realtà era relativo al mio addestramento. Ho passato una settimana ad allenarmi per la meditazione, per ottenere il mio certificato. Quindi non è stato così drammatico come l’hanno fatto suonare! [ride]

G: Da dove viene il tuo interesse per la meditazione?
E: Viene da un interesse per il buddismo. Ho iniziato ad interessarmene in modo erudito, ma ho capito che leggere libri non era abbastanza, che è necessario praticarla per far sì che funzioni. Quindi ho cominciato, e la amo e mi aiuta moltissimo.

G: Sei mai stata ipnotizzata, o ti piacerebbe esserlo?
E: Mio dio, no. Credo davvero nel potere dello spirito, e penso che si debba essere molto attenti nel decidere chi far entrare! Mi renderebbe molto ansiosa lasciare a qualcun altro il controllo del mio benessere emotivo e psicologico. Sono molto sospettosa di tutte le pratiche che ci privano del potere di aiutare noi stessi, il che implica lasciare il potere a qualcun altro.

G: Durante il tuo discorso all’ONU nel settembre 2014, hai parlato della difficoltà dell’essere stata esposta ai media da un’età così giovane. Come hai convissuto con qesto aspetto?
E: E’ stato difficile perché avevo tenuto per me diverse reazioni negative, e come risultato sentivo che era molto difficile starmi accanto. Mi sono chiesta se il mio posto fosse in questo lavoro, non riuscivo a capire se il problema veniva da me o no, o se ce n’era uno. E’ stato un periodo difficile, ma sono stata fortunata di essere circondata da persone degne di fiducia, che non sono sempre semplici da trovare in quest’ambiente. Anche i miei genitori mi hanno aiutato molto, fortunatamente non erano concentrati sulla mia carriera. Tutto quello che contava per loro era che fossi felice.

G: Pensavi di essere difficile: si dice spesso riguardo le attrici, ma non tanto degli attori. Pensi che ci sia un doppio standard?
E: Sì. Allo stesso modo in cui una ragazza autoritaria viene chiamata “prepotente” mentre un uomo autoritario sarà visto come un “leader” [ride]. Credo che le giovani donne siano spesso premiate per la loro obbedienza e le loro buone maniere. E se si allontanano dallo stereotipo, non vengono premiate allo stesso modo in cui vengono premiati i giovani uomini.

G: Molte voci si stanno alzando per denunciare quest’imparità, pensi che i tempi stiano cambiando?
E: Sì, la gente sta cominciando ad accorgersene, ma il cambiamento sociale profondo richiede tempo, è qualcosa di sottile. Alle volte dico cose misogine senza neanche accorgermene, e la cosa mi fa impazzire! Il condizionamento sociale è qualcosa di molto potente, dobbiamo esserne consapevoli. Ma sì, penso che le cose stiano migliorando!