Emma: «Andate al pub e ascoltate le donne»

AGGIORNAMENTO: Aggiunta la traduzione dell’intervista ad Aziz Ansari.

Puntuale, è uscito Esquire UK di Aprile con la nostra Emma a curare una sezione sul’Uguaglianza di Genere, oltre che in copertina (compresa la copertina per gli abbonati, dove, assieme ad Hanks, si fa in sei).









Esquire UK – Aprile

Nella Lettera dell’editore, Alex Bilmes racconta che Emma gli ha inviato un’email proponendo un incontro per parlare di HeForShe. Insieme hanno sviluppato l’idea di Emma sulla cover, con un uomo famoso, come apertura di una sezione dedicata agli uomini e alle donne e alle loro relazioni. Dopo aver parlato abbastanza male delle celebrities che si inventano Guest Editor, dice che Emma non ha suggerito di ricoprire questo ruolo, che i contenuti sono stati scelti da lui, ma la Watson ha collaborato in tutto e per tutto, proponendo suggerimenti, coinvolgendo Tom Hanks e Caitlin Moran, intervistando Aziz Ansari.

I contenuti proposti sono vari: la sezione si apre con la lettera introduttiva di Bilmes ed Emma, continua con Caitlin Moran che svela 12 segreti femminili ai lettori di Esquire UK, interviste alle due star della copertina, l’intervista di Emma a Aziz Ansari, Johnny Davis racconta la sua esperienza con il congedo di paternità, un articolo di AA Gill; il tutto condito di consigli per la lettura e per la visione, una cronologia di eventi significativi per l’Uguaglianza di Genere nel Regno Unito e un glossario per capire meglio lo spettro della sessualità.

In Gallery si aggiunge anche uno degli scatti di Art Streiber.


Art Streiber for Esquire UK

Le due interviste ad Emma Watson e Tom Hanks sono state tradotte da The Emma Watson Archives.

» Esquire UK intervista Emma

«Andate al pub e ascoltate le donne»

Esquire: Perché hai voluto coinvolgere Tom Hanks nella campagna HeForShe e farlo fotografare insieme a te sulla cover di Esquire?
Emma Watson: Averlo sulla cover mi rende seriamente orgogliosa. Non solo per chi è come attore, ma perché lo rispetto come uomo. È uno di quei rari tipi di Hollywood che sono autentici. È chi dice di essere. Se guardi la sua carriera, alcuni dei suoi film principali – Big, Ragazze vincenti, Insonnia d’amore – sono stati diretti da registe donne. E in più c’è qualcosa nel modo in cui parla di varie questioni, sia che si tratti dei diritti dei gay, l’Aids, problemi dell’ambiente, bambini o il lavoro che fa coi veterani, parla con una grazia così umile e una voce credibile. È informato ma c’è una veridicità in lui a cui la gente risponde ed è per questo che continuano a guardare i suoi film dopo tutti questi anni. Comunque, smetto di delirare, è noioso.

ESQ: Ma non è la verità che per una donna qualsiasi sarebbe impossibile avere la stessa longevità e lo stesso successo di Tom Hanks nell’industria cinematografica? Ha continuato a recitare in film importanti da Splash – Una sirena a Manhattan nel 1984.
EW: È un’ottima domanda. Magari le cose si stanno aprendo un po’ per le attrici, ma di sicuro per quanto riguarda le registe donne, i numeri sono semplicemente ridicoli. Il 7% dei registi [nella top 250 dei film di maggior successo] erano donne nel 2014, e meno dell’1,3% erano donne appartenenti a minoranze, e solo l’11% erano scritti da donne, stando ai dati del Center for the Study of Women in Television and Film. Senti parlare dei capi degli studio che dicono, “Non possiamo far dirigere un film d’azione ad una donna,” oppure li vedi mantenersi a queste arcaiche nozioni di quello che le donne sono o non sono capaci di fare. Ma è interessante, parlare non sarà sufficiente; abbiamo davvero bisogno che qualcuno prenda direttamente iniziativa in questa fase.

ESQ: Alcune donne d’alto profilo ad Hollywood sembra stiano parlando di inuguaglianza ultimamente. Charlize Theron ha pubblicamente chiesto la stessa paga della sua co-star Chris Hemsworth per Biancaneve e il Cacciatore. È un momento di svolta?
EW: Non so chi ha parlato del divario di stipendio [tra Theron e Hemsworth nel primo film] ma c’è stato bisogno di una fuga di informazioni sfortunatamente, l’hacking della Sony, perché Jennifer Lawrence dicesse fin dove il pregiudizio verso di lei si spingesse, [la sua co-star in American Hustle] Amy Adams e le donne in generale. Sembra non si debba parlare di soldi perché la gente penserà che fai “la difficile” o “la diva”. Ma c’è la volontà di dire, “Va bene. Chiamatemi ‘diva’, chiamatemi ‘feminazista’, chiamatemi ‘difficile’, chiamatemi ‘femminista del Primo Mondo’, chiamatemi come vi pare, non mi impedirà di provare a fare la cosa giusta e assicurarmi che la cosa giusta venga fatta.” Perché non influenza solo me, ma anche tutte le donne che sono in questa cosa insieme a me, e influenza anche gli uomini che sono in questa cosa con me. Hollywood è solo un piccolo pezzo di un puzzle gigante ma è sotto i riflettori. Sia che tu sia una lavoratrice di una piantagione di tè in Kenya, o un’agente di borsa a Wall Street, o un’attrice di Hollywood, nessuno viene pagato equamente.

ESQ: Un sacco di uomini hanno qualche problema a descriversi come “femministi”. Perché pensi sia importante che questa cosa cambi?
EW: Ci sono dei preconcetti sbagliati sulla parola. Il modo in cui è costruita – contiene ovviamente il termine ‘femminile’ – allontana immediatamente gli uomini, perché pensano, “Oh, non ha niente a che vedere con me.” In più, hanno quest’idea che si tratti di donne che competono con gli uomini, o che sono contro gli uomini, o che vogliono essere uomini, il che è un malinteso assurdo. Le donne vogliono essere donne. Vogliamo solo essere trattate equamente. Non si tratta di odiare gli uomini. [La femminista americana, autrice e attivista] bell hooks dice, “Il patriarcato non ha genere.” È vero.

ESQ: Quindi, capisci che è una questione insidiosa?
EW: È molto semplice fare qualche scivolone. Io lo faccio in continuazione e me ne occupo ogni giorno. Persino il modo in cui il nostro linguaggio è costruito è difficile. Dico “ragazzi” ad una stanza piena di ragazze ogni volta. Me ne sono pure uscita con “Tira fuori le palle!” E mi considero una persona coinvolta e impegnata su quest’argomento. Il linguaggio è così ingranato e inconscio che è semplice commettere errori. Gloria Steinem dice che il femminismo non ha niente a che vedere con l’essere perfetti. [La scrittrice americana] Rebecca Solnit dice che non si tratta di essere puritani. Non ci aspettiamo che gli uomini siano esperti di genere, solo impegnati e coscienziosi.

ESQ: Una cosa è per Mark Zuckerberg di Facebook o un altro CEO cambiare le politiche della loro compagnia sul congedo parentale o la parità di genere. Ma un uomo normale, non-miliardario, che cosa può fare?
EW: Oh, può essere una cosa molto basica. Devi solo essere uno spettatore attivo. Alla maggior parte degli uomini con cui ho parlato è capitato un momento in cui erano in un gruppo di ragazzi e qualcosa è successo che li ha messi a disagio. E quando quel momento arriva, non pensare che intervenire non serva a niente o che non spetta a te irritare qualcuno. Abbiamo bisogno che lo facciate.

ESQ: Esquire non è un posto un po’ strano per fare questa discussione?
EW: Bè, è uno dei motivi per cui ho insistito tanto per farlo. Molto spesso, le questioni femministe sono discusse in stanze etichettate per donne, con donne, che parlano di questioni di donne che si concentrano sulle donne. Ma questo è un problema che riguarda tutti. Tutti. È di questo che si occupa HeForShe. È un problema che influenza anche gli uomini. Voglio parlarne agli uomini.

ESQ: Che cosa vorresti ottenere?
EW: Non ha senso che io dica, “Appena finito di leggere quest’articolo dovete mettere via la rivista e decidere di essere femministi.” Non serve a niente. L’unica cosa che farà la differenza è se gli uomini andranno a parlare con le donne della loro vita delle cose che sperimentano ogni giorno. Fate domande. Andate al pub con le donne della vostra vita e ascoltatele e basta, provate a capire come la cosa vi fa sentire e in che modo vi coinvolge. E se lo fa allora spero che se vi capiterà di affrontare una situazione in cui potete fare qualcosa, anche se si tratta di una cosa semplice come dire “Non sono a mio agio con questa cosa…” Allora compiere quell’azione è quello che ci vuole per essere femminista. Che vi identifichiate o usiate la parola o meno non ha importanza. È il modo in cui decidete di agire.

ESQ: La comica Amy Schumer ha detto recentemente, “Anche le ragazze più belle pensano di essere disgustose”, sei d’accordo?
EW: Oh lo pensano davvero. Ne conosco alcune. Quando avevo 21 anni ero vessata dalle insicurezze e dall’autocritica. Alcune delle mie amiche lo sono ancora adesso. Mi sono resa conto che non mi piaceva farmi fotografare dalle mie amiche quando non stavo lavorando e ho persino litigato a causa di questa cosa. E mi sono chiesta, perché mi dà tanto fastidio? Perché questa cosa mi rende tanto insicura? E ho realizzato che era perché non riuscivo neanche a conciliare me stessa con l’aspetto che avevo sulle copertine delle riviste. Paragonando me stessa con l’aspetto che ho dopo esser passata attraverso trucco e styling, nella mia vita normale è… semplicemente… non posso competere. Ero tipo, “Cazzo, se mi sento così io che ho la possibilità di essere su quelle copertine, allora come si suppone che l’affrontino tutti gli altri?”

ESQ: Deve essere strano per qualcuno che manda in tilt Internet col suo nuovo taglio di capelli.
EW: Sì è strano, ma mi ha dato molta sicurezza passare dall’essere una giovane donna che si sentiva tipo “C’è qualcosa di sbagliato in me, devo cambiare questa cosa.” E poi te la prendi con te stessa perché non ti piaci e aggiungi un altro livello d’odio al cerchio. È assurdo. Passare da questo a pensare “Oh, a dire il vero opero in un sistema che è sbagliato. Non sono sbagliata io, è sbagliato il sistema. Okay.” E ironicamente, probabilmente, mi ha resa più bella e più sicura di me come risultato perché non mi porto più dietro tutta quell’ansia. Non penso più che sia strano non assomigliare alla me stessa delle copertine delle riviste.

ESQ: Sei stata famosa sin dalla tenera età. La tua esperienza col sessismo non è diversa da quella delle altre donne?
EW: Mi sono vista toccare il sedere mentre uscivo da una stanza. Ho avuto paura tornando a casa a piedi. Sono stata seguita. Di queste cose non parlo molto perché dette da me suonerebbero come qualcosa di eccezionale e non voglio che diventi una cosa che riguarda solo me, ma la maggior parte delle donne che conosco hanno vissuto esperienze simili e anche peggiori… purtroppo le cose stanno così. È una cosa molto più pervasiva di quanto immaginiamo. Non dovrebbe essere un fatto accettabile della vita che le donne debbano aver paura.

ESQ: Quali sono i vantaggi per gli uomini in una maggiore parità di genere?
EW: Credo sia importante specificare che non si tratta di convincervi che vale la pena di impegnarsi per la parità di genere perché potete ottenere qualcosa. O che può farlo vostra sorella o vostra madre. La domanda è: Cosa possono guadagnarci gli esseri umani? Martin Luther King ha detto che l’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque. Ci credo davvero. E altri benefici a parte questo? Bambini più felici, più sani, di maggior successo? Poter prendere un congedo di paternità e vedere il tuo bambino? Poter parlare con qualcuno se vi sentite di merda? Poter essere davvero voi stessi? Ricevere un invito ad uscire da una donna? Sesso migliore? Un matrimonio che sia una vera partnership? Prospettive più variegate e interessanti nell’arte, nella cultura, negli affari e nella politica? Poter sfruttare tutto il genio e l’innovazione che c’è nel mondo e non soltanto la metà? Un numero decisamente più elevato di individui sicuri, soddisfatti e sicuri di sé, specialmente donne? La pace nel mondo. Seriamente. La pace nel mondo!

ESQ: Ti stai prendendo una pausa dalla recitazione per dedicarti a HeForShe a tempo pieno. È stata una decisione difficile?
EW: Non mi sono mai divertita tanto in vita mia. È fantastico poter essere in prima linea a quell’onda e a quella energia e anche solo poter esser in grado di incanalare qualcosa che trovo mediamente orripilante – tutta la folle attenzione nei miei confronti – e farci qualcosa di buono, mi sento come se stessi facendo quello che si suppone debba fare.

» Emma intervista Tom Hanks

«Guarda a noi esseri umani!»

Emma Watson: Sei femminista?
Tom Hanks: Sì lo sono. Siamo nel terzo millennio. Abbiamo migliaia di anni di storia umana in saccoccia. Se non continuiamo a muoverci verso i pari diritti, pari opportunità, pari libertà per tutti i membri della razza umana – e non solo la metà maschile – allora abbiamo sprecato tutto ciò che abbiamo imparato.

EW: So che hai sia figli che una figlia. Mi sono molto commossa nell’apprendere quanto sostieni tua moglie nel suo lavoro. Non voglio ficcare il naso nella tua vita privata ma hai pensato alla parità di genere nel modo in cui hai fatto il genitore e nel tuo matrimonio?
TH: Mia madre è uscita da matrimoni e relazioni infelici per conto suo – era una figlia unica dopotutto. È andata al college mentre lavorava e ha cresciuto altri bambini oltre ai suoi. Anche mia sorella ha fatto le sue scelte allo stesso modo. Mia moglie e mia figlia non si sono ancora concesse di farsi definire soltanto dall’uomo nelle loro vite. Le donne con cui ho lavorato e quelle da cui traggo ispirazione hanno avuto diverse prospettive in tutto ciò su cui si può avere un’opinione a questo mondo, e ho sempre imparato nell’ascoltarle. Il mio appoggio a queste donne e a quelle della mia famiglia è stato lo stesso che ho dato a qualsiasi uomo o a ciascuno dei miei figli.

EW: Sei sempre stato di grando supporto al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ho parlato molto nel mio discorso all’ONU dell’importanza del vedere il genere come uno spettro piuttosto che binario, ed essere inclusivi di tutti i punti in cui ciascuno si trova a suo agio in quello spettro. È una cosa di cui ti piacerebbe parlare? C’è una specie di connessione?
TH: Guarda a noi esseri umani! Le nostre impronte digitali sono uniche. I nostri occhi sono ugualmente diversificati. Proprio come non ci sono due fiocchi di neve uguali, lo stesso vale per noi. Siamo tanto individuali quanto quelle linee e quei rilievi sui nostri palmi e sulle nostre dita. Il nostro genere si definisce allo stesso modo. Amiamo chi amiamo, ci appassioniamo a chi ci attrae. Le direzioni in cui il nostro amore ci porta sono infinite. Non sono solo due scatole etichettate come QUESTO o QUELLO.

EW: Perché hai accettato di appoggiare la campagna di HeForShe comparendo sulla copertina di Esquire?
TH: Trovo che Emma Watson sia tanto affascinante quanto realizzata. Tempo trascorso con qualcuno dedicato e intelligente come lei è tempo ben speso.

EW: So che sei interessato alla politica e agli affari. Pensi che la partecipazione femminile sia importante? Hai visto che Justin Trudeau, il nuovo presidente canadese, ha composto il suo governo a 50 e 50?
TH: Ho visto e prevedo che il Canada sarà governato in modo al 50% migliore rispetto a prima.

EW: Lavorare con donne forti per te non è una novità. Uno dei tue film più famosi, Big, è stato diretto da Penny Marshall e hai recitato in Ragazze vincenti al fianco di Geena Davis, che ha fondato il Geena Davis Institute che si occupa di campagne a favore della parità di genere nel cinema. Ma Hollywood è molto lontana dalla parità, sia sullo schermo che fuori. Tra i film più importanti del 2013, le donne erano solo il 30% dei personaggi parlanti. I personaggi femminili sono quattro volte più probabili rispetto a quelli maschili di essere mostrati in abiti sexy in film per famiglie. Oppure guarda gli Oscar. The LA Times riporta che i votanti degli Academy sono al 76% uomini, 93% bianchi, con un’età media di 63 anni. Kathryn Bigelow è l’unica donna ad aver vinto l’Oscar per Miglior Regista. Nessuna donna di colore è mai stata nominata. Perché è importante?
TH: Perché la forma artistica del cinema diventa sempre meno arte, e smette di mostrarci il riflesso della natura quando le donne sono ridotte ad essere solo sexy o premurose. Nei grandi film riconosciamo sempre noi stessi sullo schermo, anche quando i personaggi sono donne di un’altra epoca storica e magari parlano un’altra lingua. Quando le regole del genere e del carattere dettano quali storie vengono raccontate e da chi, quando alle donne si chiede solo di essere sexy o materne, smettono di essere esseri umani a tutto tondo. Quella non è arte, e porta minor ispirazione nel mondo. Le strategie economiche dei film rendono la fede nel voodoo simile a quella di un casinò di Las Vegas. Scommesse per fare soldi sono fatte su presentimenti, strane regole e statistiche precedenti. “Gli uomini hanno un certo tocco col materiale, si capisce dalle t-shirt che indossano!” “Le donne registe giocano con istinti diversi perché spesso hanno dei figli!” Le eccezioni si presentano molto più spesso di quanto vengano ammesse. La televisione è un’altra questione. Ci sono più donne in ruoli da protagonista, che scrivono e dirigono telefilm, e anche nelle sale esecutive. I film si metteranno al passo…

AGGIORNAMENTO

Linstancabile Hermione Weasley di The Emma Watson Archives ha tradotto anche l’intervista di Emma ad Aziz Ansari.

» Emma intervista Aziz Ansari

«È davvero sconvolgente»

La superstar comica americana parla ad Emma Watson di come è diventato un sostenitore standard del femminismo maschile.

Emma Watson: Che stai facendo a Los Angeles?
Aziz Anzari: Sono dovuto venire per perdere un Golden Globe.

EW: Oh, merda. Congratulazioni, però, per la nomination. È stato semi-divertente, almeno?
AA: Mi sono divertito. Sono andato in giro con [James] Ponsoldt ieri [regista del nuovo film della Watson, The Circle]. Ha detto che ha dovuto tagliarti dal film.

EW: Ma è terribile.
AA: Ci hanno aggiunto un’attrice col CGI. Qualcosa a che vedere col tuo essere troppo britannica o qualcosa del genere. Suonava strano.

EW: Oh cazzo. È imbarazzante.
AA: Suppongo non l’avessi ancora saputo. Oh Dio, mi dispiace avertele detto.

EW: Dovresti. Quindi ti perseguiterò per chiederti perché sei un uomo che si sente a suo agio ad usare la parola ‘femminista’?
AA: A dir la verità credo sia perché ad un certo punto della mia vita sono andato a cercarne il significato. Ci sono un sacco di connotazioni negative relative alla parola e penso che un sacco di uomini si fanno venire in testa questa strana idea di cosa significa veramente. Ma devo poter credere che la maggior parte della gente crede che donne e uomini meritino di essere trattati allo stesso modo. Ci devo credere per poter aver fiducia nel mondo. Ho pensato fosse un’interessante area da esplorare.

EW: La maggior parte della gente è sorpresa quando fai loro notare che essere femminista è tanto semplice quanto, “Credi che donne e uomini dovrebbero essere trattati alla pari?” E loro sono tipo, “Bè, sì, ma sai…” E io sono tipo, “No. È questo.”
AA: Persino alcune donne evitano di usare la parola. Ti fa subito venire in mente quest’immagine di qualcuno che ti rimprovera o che pensa di essere meglio di te. È una vibrazione negativa.

EW: Allora perché senti che il femminismo o la parità di genere sia importante per te in quanto uomo?
AA: Si tratta di metà della popolazione. Come puoi non volerti rapportare con la metà degli abitanti del mondo in una situazione di parità?

EW: Quest’argomento ti ha permesso di fare conversazioni che non avevi mai fatto prima?
AA: La cosa più interessante da fare se stai cercando di capire queste cose è chiedere alle donne e ascoltare le loro storie – perché è davvero sconvolgente. Ero in macchina con un gruppo di donne e in qualche modo la questione del sessismo sul posto di lavoro è venuta fuori. Ero tipo, “Avete mai avuto roba sessista inquietante a lavoro?” E pensavo che fossero capitate un paio di cose, ma hanno cominciato a raccontare queste lunghe storie che erano così pesanti e folli. Un sacco di volte non ti rendi conto di quanto prevalente sia questa roba. Se fossi in una stanza con un gruppo di ragazzi e chiedessi loro se hanno qualche aneddoto simile, molto probabilmente non ce ne sarebbe nessuna. Più mi informo e più mi sconvolgo di quanto pervasiva sia ancora questa cosa.

EW: C’è stato un momento “A-ha!” quando hai realizzato di essere femminista? Ti è successo qualcosa che ti ha spinto a definirti in quel modo?
AA: Quando Parks and Recreation ha cominciato a diventare più famoso e ho iniziato a dover gestire l’essere riconosciuto, una delle cose interessanti per me è stato vedere quanto diverso era l’atteggiamento che ricevevo su Internet rispetto alle donne del telefilm che erano famose. Se cominci a googlare i loro nomi, la prima cosa che viene fuori è, tipo, “piedi”. Tipo, “Aubrey Plaza piedi”, o “Rashida Jones piedi”. E, lo sai, nessuno si mette a cercare i miei piedi. Mai. E poi vedi quanto orribili gli uomini possano essere con le donne su Twitter. Non è così che funziona per gli uomini [famosi].

EW: Molti uomini mi chiedono se ci siano delle regole per essere femministi. Ce ne sono?
AA: No. È come, “Credi che le persone di tutte le razze debbano essere trattate allo stesso modo?” “Sì.” Bè, allora non usi insulti razzisti. Se sei nella posizione di assumere qualcuno, non discrimini le persone di quella razza. La stessa cosa vale per il genere. Non ci sono regole.

EW: Per gli uomini, però, magari gran parte del sessismo è invisibile. Persino io faccio qualche scivolone. Mi rendo conto nella mia testa che ho seguito stereotipi o discriminato in base al genere.
AA: Ha a che fare con l’essere consapevoli, sì. Stavo leggendo questa storia di quanto è uscito l’album più recente di Björk, siccome c’erano un sacco di produttori c’era questa questione di quante canzoni avesse veramente scritto. Bè, Kanye è uscito con un album con un sacco di produttori, e nessuno ha messo in discussione il suo ruolo autoriale. La cosa interessante è che quando hanno intervistato Neko Case, che è una musicista indie rock, anche lei ha detto di averlo pensato. Ha visto una cosa su Taylor Swift e ha detto tipo, “Uh, Taylor Swift, vabbè, sono sicura che ha tutti questi uomini che le scrivono le canzoni.” E poi era tipo, “Oh mio Dio, ho appena fatto quella cosa che è successa a me e Björk.” E quello che ha detto è interessante: “Ho realizzato che avevo bisogno di modificare il modo in cui pensavo a quelle cose.”

EW: Quindi devi superare quegli istinti che fanno dubitare la gente dei risultati delle donne?
AA: Giusto. È ingranato. Tutte le volte che mi presento ad un gruppo di persone, adesso mi assicuro di non ignorare le donne presenti. Faccio davvero uno sforzo per rapportarmi con loro perché c’è qualcosa di profondo nella mia testa che magari inizialmente mi spingerebbe a non farlo. È una di quelle cose che fai spesso nella tua vita senza pensarci. La gente mi chiedi se è difficile uscire con le donne quando sei famoso. Lo è, ma non per le ragioni che crede la gente. Non è che qualcuno si approfitta di me. Nessuno è uscito con me una volta per poi chiedermi, “Puoi comprarmi una casa?” Ha più a che vedere col fatto che se stai uscendo con una persona che non è famosa come te, la gente è molto maleducata con quella persona. Li ignorano e basta. Non cercano proprio di parlarci o coinvolgerli – focalizzano tutta la loro attenzione su di te. Ed è dura per un partner.

EW: E questo è vero per le donne in generale?
AA: Penso possa esserlo.

EW: Dovremmo parlare di Hollywood perché è dove lavoriamo entrambi. Ci sono state un sacco di conversazioni ben pubblicizzate sul divario di paga tra uomini e donne. Ma ci sono anche problemi sulla rappresentazione delle donne nella cultura pop.
AA: Cerchiamo di avere molte autrici donna nei nostri telefilm e cerchiamo di scrivere buoni personaggi femminili che abbiano profondità e siano interessanti. E questo deriva dall’essere consapevoli del fatto che un sacco di telefilm non hanno autrici nella stanza degli scrittori, o che molti film e telefilm non hanno personaggi femminili forti – sono sempre un po’ pigri. Devi ricordarti di creare equilibrio in tutte le cose possibili. Nella sala scrittori può essere tanto semplice quanto ascoltare la persona con la voce meno squillante, che è meno chiassosa di alcuni uomini che hanno voci alte. Ognuno ha un ruolo diverso ma c’è un modo in cui posso essere consapevole di questi problemi e trovare una soluzione a come, nel mio mondo, posso essere parte della lotta contro la disparità di genere – essere inclusivo.

EW: Aziz, sei il mio preferito. Grazie mille per aver parlato di questi problemi. Abbiamo bisogno che lo facciano più persone come te.
AA: Il piacere è mio, Emma!