Emma intervista (e fa beatboxing per) Lin-Manuel Miranda

Lin-Manuel Miranda aveva anticipato l’uscita di un video con Emma Watson e, forse, visti i protagonosti, dovevamo aspettarci che fosse qualcosa di fantastico. Nelle quattro parti, da circa 10-12 minuti l’una, dell’intervista per la HeForShe Arts Week pubblicate sulla pagina Facebook di Emma la vediamo fangirlare pesantemente per Miranda e il suo spettacolo.

Lin-Manuel Miranda 1

Watch my interview with the wonderful Lin-Manuel Miranda, creater, writer and star of Hamilton the Musical, for UN Women HeForShe Arts Week here! xPart one…

Pubblicato da Emma Watson su Giovedì 17 marzo 2016

Nella prima parte parlano di Hamilton, sia del personaggio storico e che dello show, caratterizzato da musica moderna e un cast multietnico, precisando quanto la storia tratti temi caldi ancora oggi, come l’immigrazione. A proposito delle donne, Emma cita – rappando – alcuni versi cantati dal personaggio di Angelica Schuyler Church, una vera “badass”.

You want a revolution? I want a revelation
So listen to my declaration:
“We hold these truths to be self-evident
That all men are created equal”
And when I meet Thomas Jefferson
I’m ‘a compel him to include women in the sequel!

Lin-Manuel Miranda 2

Part two…

Pubblicato da Emma Watson su Giovedì 17 marzo 2016

Nel secondo segmento, Emma passa dal sospirare estasiata ascoltando una frase scritta da Hamilton a 14 anni (“I may be said to be building castles in the air, but we have seen such schemes successful when the projector is constant“) all’ammettere che le piace meno quando Lin racconta di una lettera in cui chiedeva ad un amico di aiutarlo a cercare una moglie che non fosse troppo bella, che fosse ricca e di cui non gli interessavano le posizioni politiche perché era convinto di poterla persuadere a cambiare idea. La moglie di Hamilton ha però avuto una grande importanza nella vita del politico statunitense ed è proprio su di lei che si concentra la parte finale del musical.

Lin-Manuel Miranda 3

Part three…

Pubblicato da Emma Watson su Giovedì 17 marzo 2016

I due artisti parlano anche di blind-casting, cioè la scelta di un attore o attrice per un ruolo indipendentemente dal genere del personaggio, e Miranda si dice del tutto favorevole raccontando della sua esperienza di regista di una produzione scolastica di West Side Story, capolavoro del musical americano in cui ci sono solo due personaggi femminili notevoli, cosa che infastidiva le ragazze che volevano partecipare allo spettacolo.
Discutendo della percezione della mascolinità, Lin racconta un altro episodio della sua adolescenza. Da bambino non ha mangiato carne fino alla pubertà e questo preoccupava il nonno portoricano, perché nella cultura di quel Paese mangiare carne è una “cosa da uomo”. Altro stereotipo sfidato da Miranda è l’essere un autore di musical eterosessuale quando solitamente si assume che un uomo che ami i musical sia automaticamente omosessuale.
Nell’ultima parte della clip, Lin ripete quanto per lui sia stato significativo partecipare ai progetti musicali a scuola, come ciò gli abbia permesso di diversificare le sue amicizie e di avere una prospettiva diversa su un esperienza piena di drammi come è la scuola superiore, ed Emma interviene raccontando che la sua esperienza preferita alla Brown è stato partecipare alla produzione della piece Le Tre Sorelle di Chekhov perché le ha dato la possibilità di formare altre amicizie con persone con cui doveva essere vulnerabile.

Lin-Manuel 4

Part four…

Pubblicato da Emma Watson su Giovedì 17 marzo 2016

Parlando del brano Dear Theodosia, canzone d’amore cantata sul palco da due padri per i loro figli che ha emozionato Emma, anche perché è insolito vedere dei uomini parlare della paternità in film e spettacoli, Miranda racconta che l’ispirazione sia arrivata in un momento in cui il proverbiale cerchio della vita andava avanti nella sua famiglia: mentre una zia della moglie veniva a mancare, i coniugi hanno adottato un cucciolo, Tobi.
Questo è il pezzo con la risposta alla domanda anticipata da Miranda su Twitter: in quale Casa di Hogwarts, diversa da quella scelta da Daniel Radcliffe, Emma pone Hamilton? La risposta è Grifondoro, mentre Daniel aveva scelto senza esitazione Corvonero. Però Lin sembra sostenere la posizione di Emma quando le dice che il soprannome da soldato di Hamilton era “piccolo leone”
Emma riporta la sua frase preferita dello spettacolo (“If you stand for nothing, Burr, what’ll you fall for?”) e spiega che le piace perché indica bene che non prendere una posizione contro ciò che non ci piace è una scelta, che si sceglie di rimanere di lato e lasciare che le cose accadano.
Miranda spiega che c’è un po’ di lui in ogni personaggio, compresi quelli femminili, e di come la canzone That Would Be Enough cantata da Eliza, la moglie di Hamilton, al marito sia in realtà una lettera d’amore per sua moglie.
Segmento e intervista si chiudono con la parte più citata/ripresa dai media negli ultimi giorni: il beatbox di Emma Watson sul free style di Lin-Manuel Miranda. Pare che il cantante abbia acconsentito a rappare solo se Emma – imbarazzatissima e rossa come un pomodoro – gli avesse fornito la base. :D

Yo it’s Lin and I have to laugh, how can we not be equal? We are like half. Like, women are like half of the people on Earth and yes, they should be equal since birth. That means all day, every day, equal pay, every way, OK, are we really OK? Are we really really OK? Oh my God! Yo, this beatbox is fantastic!