Emma su Grazia UK di Luglio

Con l’uscita di Colonia nei cinema britannici l’1 Luglio vengono un po’ di interviste ad Emma. L’ultima, mentre aspettiamo l’apparizione da Lorraine prevista per oggi, è della rivista Grazia, che le dedica anche la copertina.


Grazia UK – 04 Luglio

Le dichiarazioni di Emma sono state tradotte da The Emma Watson Archives.

Sul non parlare di sessismo per non apparire troppo ‘difficile’:

Avevo una gran paura che qualcuno mi avrebbe etichettata come diva ed ero così terrorizzata che facevo di tutto pur di piacere a qualcuno per impedire che mi chiamassero così. Ad un certo punto, parole come ‘diva’ devono smettere di far male. Erano come munizioni contro di me perché ero troppo spaventata di essere chiamata viziata o difficile, o che la gente avrebbe detto che lo status di stella del cinema o la fama mi avevano cambiata.

Sul trovare la propria voce e non essere solo ‘la ragazza di Harry potter’:

Mi è successo soltanto di recente. Ero tipo, “Dai fallo!” – di’ quello che devi dire. La percezione che gli altri hanno di te non può essere la cosa più importante. Devi far sì che la percezione che tu hai di te stessa abbia molto più peso.

Sulla sua attuale posizione riguardo il femminismo:

Quello che ti rende femminista non è dire che sei femminista, è il modo in cui scegli di vivere la tua vita, quello che fai e le azioni che intraprendi. Femminismo è più un verbo che una descrizione, quindi cambiare l’idea attorno alla parola è molto importante.

Sulla società e l’aspetto fisico delle donne:

C’è sicuramente un grande condizionamento nella società che ancora dice alle donne che la cosa più importante che hanno è il loro aspetto e i loro corpi e come appaiono. E’ un messaggio molto, molto forte. Sono stata abbastanza fortunata da andare a scuola e all’università. Alle volte, mi sono sentita assolutamente sconsolata perché in fin dei conti quello che sembrava importante era il mio aspetto. Ho pensato, ‘Ma perché mi impegno tanto?’ Le cose stanno cambiando, e credo che le donne stiano imparando ad essere giudicate per quello che dicono, fanno e pensano, per quello che sono. Ma ci sono ancora forti messaggi che ribadiscono che quello che conta davvero è come stai con un bikini.

Su Colonia:

Per me è difficile non guardarlo attraverso la lente del femminismo e provare e pensare alla rappresentazione delle donne in generale. Ho sentito che c’era una vera inversione di ruoli nel film dove, per una volta, non si trattava di una ragazza che aspetta di essere salvata. E’ lei che porta in salvo [il suo ragazzo].