Emma: «Vantaggi e svantaggi di essere Hermione»

The Times ha pubblicato una nuova intervista fatta a Gennaio, perché la giornalista descrive questo outfit.

Traduzione a cura di The Emma Watson Archives.

Sul tono di Colonia:

Decisamente, non siamo nei territori della commedia romantica con “Colonia” – non che ci sia niente di male nelle commedie romantiche, ma il materiale è piuttosto cupo. E’ stato un cambiamento di paradigma molto interessante – il fatto di poter interpretare una ragazza che salva un ragazzo. Non mi era mai stato offerto niente di simile, quindi mi ha fatto piacere, e su un evento storico di cui non sapevo niente e che mi affascinava. Adoro Daniel Brühl. Credo che le sue interpretazioni siano geniali. Volevo davvero lavorare con lui. Il regista sembrava molto appassionato all’argomento; ha passato cinque anni a fare ricerche ed ha potuto conoscere i membri della colonia che erano ancora vivi, quindi c’era questa specie di integrità che per me è stata molto importante.

Sulle reazioni alle scene piccanti di Colonia:

Sì, ci sono tre secondi e mezzo di foto nude che non erano particolarmente spinte. E’ profondamente irritante. Bè, aspetta. A dir la verità no. Fammici ripensare. Credo che lo trovassi più irritante di quanto non lo trovi adesso. Di solito davo molta più importanza e molto più peso a queste cose, ma non so se per il tempo o per l’esperienza o il fatto che ci sono passata spesso, ma mi irrita. Sono tutte stupidaggini. Bisogna accettare che ci sarà sempre una certa parte dei media che vorranno sensazionalizzarmi e limitare la visione che hanno di me ad un certo modo. Ho 25 anni adesso. Sono stata in 15 film in totale e vedermi baciare qualcuno non dovrebbe essere piccante o orripilante, ma temo che questa cosa continuerà a lungo. Ci sono stati un sacco di vantaggi nell’essere stata parte di quel franchise [Harry Potter] e interpretare quel ruolo tanto a lungo, ma inevitabilmente ci sono anche degli ostacoli e questo è uno di quelli. Ma semplicemente sei tipo, urgh, chissene. Quello che conta è che non sembra che questo mi impedisca di trovare lavoro.

Sulla visita a Colonia Dignidad in Cile:

E’ molto inquietante perché il paesaggio è bellissimo. E’ come essere nel paradiso terrestre ma poi c’è questa storia così cupa. Ti aspetti quasi che arriverà questa perfetta coincidenza patetica e che ci sarà una tempesta di nuvole, pioggia, fulmini e tuoni, e in realtà arrivi e ci sono gli uccellini che cinguettano e ti pare che potrebbe essere un buon posto dove andare in vacanza. E’ un contrasto strano, destabilizzante.

Su Our Shared Shelf:

Iniziarlo è stata una cosa naturale per me – continuavo a leggere tutte queste cose per lavoro e non avevo nessuno con cui parlarne – ed è stato divertente organizzarlo, leggere cosa pensa la gente, scegliere ogni libro e rintracciare ogni autore per far loro qualche domanda. E’ come la mia piccola missione. Lo adoro.

Sul futuro:

Francamente non potrei fare un altro thriller dopo “Colonia” – scherzando dico che i miei nervi erano a pezzi, ma non volevo fare un altro film che ti tiene sulle spine per un po’, quindi “La Bella e la Bestia” sembrava proprio un antidoto perfetto, romantico senza rimorsi, ottimista e pieno di gioia. Tazze che cantano e ballano erano esattamente ciò di cui avevo bisogno.