Per il numero di questo mese, la versione americana di Vanity Fair gioca a fare il Forbes della situazione, e fa i conti in tasca ad Hollywood sfornando la lista dei 40 più pagati del 2009 nell’industria cinematografica per antonomasia. I risultati sono stati così sorprendenti che la notizia è stata ripresa da pressoché ogni media che si occupasse anche solo alla lontana di spettacolo.
Cosa ne è uscito fuori? Emma Watson è la donna del cinema che ha guadagnato di più nel 2009, staccando attrici come Cameron Diaz, Angelina Jolie e Sarah Jessica Parker: 30 milioni di dollari. E’ anche la più giovane in assoluto nella lista dei 40, ed è quattordicesima in classifica generale, combinando uomini e donne.
Che Emma fosse così ricca da non dover lavorare mai più neanche per un giorno della sua vita non era un segreto per nessuno, ma il rimbalzo che ha avuto la notizia dimostra come nessuno si aspettasse un dato del genere, che suona strano ancora adesso a dirlo.
Trattandosi di Vanity Fair e non certo di Vanity Fisco la domanda sorge spontanea. Ma è possibile? E soprattutto: sarà vero o c’è il trucco?
UPDATE: Adesso è ufficiale, Emma interpreta Irina. Trovate tutto a pagina 2.
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C’è una sorta di semi-ufficialità: la rappresentazione era stata annunciata in una pagina di Facebook, ma quella pagina è stata rimossa dopo poco. Tanto è bastato per far sì che l’Huffington Post si occupasse della cosa e ne comunicasse la notizia, confermando le voci recenti sul ruolo che Emma avrebbe ottenuto.
Ma ci sono moltissimi dettagli che rendono praticamente certo che Emma e altri 12 studenti del Production Workshop, un teatro studentesco no-profit fondato nel 1960, manderanno in scenaLe Tre Sorelle di Chekhov da domani 12 Marzo fino al 15, per un totale di 4-5 spettacoli.
Grazie a Daniel Radcliffe France sono stati rilasciati 22 meravigliosi outtakes del servizio fotografico del trio in versione allargata (con Bonnie Wright) scattato nell’estate dell’anno passato per il numero 1056 del popolarissimo magazine americano di cinema. Si vede un sacco che sono scatti scartati, la gran parte sono sequenziali che fanno un curioso effetto animato scorrendoli uno dietro l’altro xD.
Emma Watson è andata in onda lo scorso 29 Ottobre sul programma di Reelz Channel1 che parla dei cibi preferiti delle star e con l’occasione dà uno sguardo all’attualità delle loro carriere.
[Via: Emma-Watson.net]
Emittente americana interamente dedicata al cinema. [↩]
Non è difficile immaginare che People Tree, che già era rinomata nella sua veste di pioniera della Moda Etica, abbia letteralmente mandato in visibilio il settore e quanti già se ne occupavano da molto prima che Emma vi mettesse anima e corpo. Su questa lunghezza d’onda è l’articolo con in quale Vicki Godel analizza in dettaglio la collezione e le sue prospettive per il nuovo numero di Coco Eco Magazine1.
Oltre a due nuovi scatti che ritraggono Emma “dietro le quinte” del servizio per la brochure/catalogo di People Tree, che potete vedere negli scan inseriti in gallery, ecco la traduzione degli estratti maggiormente degni di nota dell’articolo:
Emma, Rupert e Daniel sono stati intervistati da One Magazine, un magazine francese, che sul numero 62 è in grado di rivelare tantissimi spoiler su quello che sarà il doppio ultimo film di Harry Potter. Ecco la foto che accompagna l’articolo e gli estratti essenziali:
Emma Watson fa da modella per la sua collezione con People Tree
La stella di Harry Potter Emma Watson ha creato una linea equo-sostenibile.
Emma Watson è entrata tra le stelle del firmamento a 9 anni, quando ha interpretato Hermione Granger nei film di Harry Potter; aveva da parte una fortuna di 10 milioni di sterline prima ancora di aver compiuto 18 anni.
Più di recente però è diventata il volto degli stilisti britannici, con Burberry. Ma quando non era impegnata nelle riprese di Harry Potter e i Doni della Morte nell’Hertfordshire, o negli studi alla Brown University di Providence, si è calata nei panni di un ruolo assai diverso.
Emma è diventata la prima testimonial dell’eco-chic e ha creato una nuova linea per People Tree, l’etichetta britannica pioniera nella moda sostenibile ed equo-solidale fondata dall’attivista verde Safia Minney, nel 1991.
La collezione, per uomini e donne, è giovanile e sportiva, con pezzi in cotone organico, maglie bretoni e tocchi eccentrici come un badge “School of Fair Trade” su un blazer effetto-spazzolato in pile, una trama di margherite a catena che Emma ha disegnato e poi stampato su una t-shirt, una “Union Jack” disegnata a mano su top e borse. I prezzi variano da 12 sterline per una sciarpa a 115 euro per un cardigan da cricket.
Emma è una sostenitrice appassionata di tutto quanto è organico da quando ha scelto geografica come materia per i GCSE – è sempre stata una studentessa modello – e appreso molto sul Fair Trade lavorando in vista dell’esame assieme ad un’amica di sua mamma, che ha insegnato alla Oxford Business School.
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Emma sembra ancora molto indecisa se continuare la sua carriera accademica in Europa o Oltreoceano. Dove consigliereste ad Emma di frequentare l'Università?