Letteralmente. Sei video, quattordici minuti e quarantatre secondi di Emma.
Non c’è nessun modo in cui possiate impiegarci meno di questo tempo a spulciare da cima a fondo questo post, quindi non provateci. Se vi state stirando i capelli o siete nel bel mezzo di una derivata seconda particolarmente ostica, ripassate più tardi.
Uno stilista, due interviste, un elfo, due diplomi, due ricordi d’infanzia, tre paure, due topi di diversissima grandezza, un quiz, quattro rebus, due sogni tolti dal cassetto, uno ancora dentro, un film da vedere, uno appena fatto, due da fare, altre proposte varie ed eventuali.
Credete che in un quarto d’ora tutto questa roba non riesca a starci? Grosso errore.
» La Mecenattrice (The Mecenactress)
Un servizio di E! News Online ci rivela che Emma è capacissima di lasciar perdere la sua ossessione da première per Chanel, lanciandosi invece nell’insolito ruolo di stylist-scout.
UPDATE: Aggiunta una pagina mancante e la doppia pagina corrispondente.
Lo dice Ems al magazine (in allegato la domenica col Times, presumo) Style. L’articolo, che sotto trovate tradotto in italiano, va proprio letto, è uno dei più interessanti che interessanti che abbia mai letto su di lei.
Forse può essere interessante anche il Servizio fotografico allegato all’articolo.
Sappiate che, se vi state chiedendo che cosa cammolo significhi, voi non siete geek. Tranquilli.
Sfortunatamente geek è una di quelle parole anglosassoni che non possono in nessun modo essere veramente tradotte in italiano: se ne perde il/i significato/i. In alcuni casi secchione/a, smanettone (senza femminile: l’unica smanettona donna è un prodotto della fantasia umana), e sfigato/a riescono a rendere l’idea ma mai del tutto.
Sono così tante le sfaccettature della cosa che la maggior parte delle volte l’appellativo geek è fai-da-te; ci si autodefinisce tali, proprio come ha fatto Emma a Tatler. Senza contare che la parola può essere usata in accezione sia positiva che come insulto.
Complicato eh?
Ai fini della compresione di questo articolo Wikipedia italiana e soprattuto inglese aiutano molto, così come questo estratto:
Una persona che è interessata di tecnologia, specialmente all’informatica e ai nuovi media. Molti hacker non vogliono essere chiamati geek, ma nel linguaggio comune le due parole possono essere facilmente interscambiate.
Una persona con una devozione verso qualcosa in un modo che la rende fuori dal comune. Ciò può essere dovuto all’intensità, alla profondità o al soggetto del suo interesse.
Una persona che esercita le sue capacità e immaginazione per pura passione, e non per ottenere qualsiasi tipo di approvazione sociale.
Si può vedere il prototipo del geek (e la sua {e,inv}oluzione in nerd) in azione nella sit-com The Big Bang Theory.
Ma si diceva di Emma a Tatler xD. Niente, compare in una rubrichetta dal titolo “Primi Piani” sul numero di Gennaio 2009 di Tatler UK e sottotitolata i segreti di bellezza della star di HP, Emma Watson.
Los Angeles ovviamente. Dove si è rilassata in attesa della prèmiere mondiale di The Tale of the Despereaux. Il cappetto sparato in avanti è quello che aveva alla prémiere del film di Cuaron: i suoi look americani le sono già valsi la nomination di Style per il Look of the Day.
E’ cominciata ufficialmente la Desperaux-Mania. Emma è sbarcata negli Stati Uniti (di nuovo) per cominciare la Promozione del film è per assistere alla première di domani.
» Emma e le sue 3000 valigie
Il 3 Dicembre Emma è arrivata al Los Angeles International Airport accompagnata dal suo immancabile staff. Ma con un look completamente nuovo.
Non saprei come descriverlo meglio ma, se si fa eccezione delle ballerine, Emma sembra una roba tipo pilota dell’aviazione in versione country. Gli occhiali da sole le stanno da favola.
Il primo del mese Emma è stata ospite di un piccolo studio radiofonico a Londra per essere intervistata in diretta radio da Simon Mayo sulla BBC, rèdiou ovviamente.
L’intervista ha toccato un sacco di argomenti, il principale dei quali ovviamente è il film di Emma in uscita, Despereaux. Una chicca assoluta che dura 8 minuti, più di 8 minuti di Emma di fila, quando ricapitano? (sottotitolati, poi.)
Il 27 di Novembre Emma è stata al Cinema Curzon Reinor per assistere alla premiere del film Año Uña. Come mai direte voi, Emma si smuove per un film semisconosciuto ai più?
Perchè ad Emma brillano sempre gli occhi quando si parla di Cuaron, il suo regista-mentore-ispiratore ne Il Prigioniero di Azkaban, assolutamente quello a cui Emma è più legata. Ed Año Uña è una cosa tutta Made In Cuaron: Alfonso è il produttore del film, mentre suo figlio Jonas ne è il regista. La pellicola narra dell’amore tra un ragazzino messicano e una donna americana molto più grande di lui durante un’afosa estate messicana.
Giovedì scorso, il 27, Emma è stata all’Almeida Theatre di Londra per assistere allo spettacolo teatrale “In a Dark Dark House“.
L’evento ci regala una Emma con un abbigliamento che sembra uscito direttamente da una canzone di Loredana Bertè: praticamente il sotto è di Catwoman, il sopra è decisamente più senile.
E a dispetto del titolo dell’opera, Emma abbandona il trucco dark della Somerset House di una settimana fa per passare ad un trucco molto più leggero, quasi trasparente. Come se non ci fosse.
La concorrenza è agguerrita: Selena Gomez e Vanessa Hudgens di High School Musical, le ragazze-gossip Leighton Meester e Taylor Momsen, le cantantesse Miley Cirus e Rihanna, l’idolo di Emma Natalie Portman e altre ancora…
Potete votare, ma bisogna essere registrati.
Io, se fossi cosi idiota da registrarmi ad un sito solo per votare, sceglierei l’abito di Selena Gomez.
Ci sono delle nuove foto dall’apertura dell’Ice Rink della Somerset House che portano con sè delle piccole rivelazioni:
L’arrivo di Emma è avvenuto abbastanza prima dell’inizio dell’apertura; in queste foto la si vede scortata e protetta dall’Invincibile Cartellina Azzurrina d’Acciaio Galattico. L’Emma che vediamo è in borghese (cappottone, una vera sciarpa, jeans e le amate All Stars), mentre il trucco decisamente non lo è. E’ un trucco a sacco.
Come quello che contiene il vestito e il resto che poi indosserà.
In Italia è tradizione comune che il Natale cominci quando lo dice la pubblicità. Spot di biscotti, panettoni, compra-questo-nuovo-power-ranger-per-il-tuo-bimbo ecc. ecc. . Solitamente le prime scintille televisive arrivavano all’incirca in questi giorni. Quest’anno però mi sa che ci siamo fatti battere sul tempo dai londinesi, che si sono fatti inaugurare il Natale nientemeno che da Emma.
Martedì 18 c’è stata l’inaugurazione (rigorosamente su invito, rigorosamente V.I.P.) del Palaghiaccio della Somerset House a Londra. Praticamente una pista di pattinaggio scintillante di fronte ad uno dei più importanti edifici storici britannici, la Somerset House (ex-residenza reale, tra l’altro).
Sponsor: Tiffany. Mistress of Ceremony: Emma Watson. (MC Emma, yo =D)
Due venerdì fa, il 17 Ottobre, si è tenuto a Londra il party di inaugurazione di una nuova rivista biennale di moda, arte e musica (TAR-Art Magazine). C’era anche Emma, qui ritratta assieme alla cantante dei The Kills Alison Mosshart (a destra). Purtroppo c’è solo una foto e neppure grande.
Papermag menziona Emma (la chiamano Harry Potter Hottie, che vuol dire qualcosa tipo “Lolita potteriana“), dicendo che è arrivata alla festa assieme a Derek Blasberg. No, tranquilli, non è l’ennesimo pretendente in una sfida già troppo affollata: è quel giornalista/blogger che ha accompagnato Emma durante la Paris Fashion Week e che per primo aveva preannunciato il viaggio di Emma in America.
UPDATE - Ora il sondaggio Jay VS Roby dovrebbe funzionare. Se non siete riusciti ancora a votare, dovreste poterlo fare ora =).
Questo mercoledì Emma, tornata a Londra dopo l’americanata della settimana scorsa, ha assistito al Frieze Art Fair che sarebbe una mostra d’arte per vecchi e nuovi volti del panorama artistico che si tiene al Regent’s Park di Londra tutti gli anni ad Ottobre.
Nuovo servizio fotografico di Emma! Questa volta per il numero di Novembre di Flare Magazine, una rivista di moda canadese, che per l’occasione oltre a fotografarla l’ha anche intervistata. Purtroppo è il genere più aberrante che c’è: l’intervista senza le domande. Ma ci sono lo stesso moltissime cose interessanti.
Eccovi le fotografie in italiano e il servizio tradotto dal solito Lorenzo Agius le foto di Lorenzo Agius e il servizio tradotto in italiano.
Non esiste settimana della moda francese senza Chanel. E dove c’è Chanel, se ti guardi intorno, controlli bene ogni angolo, guardi sotto i tavolini, vai alla toilette delle signore, è molto probabile che salti fuori Emma.
D’altronde è o non è la sua casa di moda preferita? Ed eccola, fotografata con l’ottuagenario capo-stilista dell’ottuagenaria casa di moda, Karl Lagerfeld (che in una sua precedente vita, era l’architetto di Matrix, ma fu in seguito declassato a causa dei casini con l’Eletto):
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